La ballata di Stroszek (1977)
Con Bruno S., Eva Mattes, Clemens Sheitz
La trama
L'ingenuo Stroszek torna in libertà dopo un periodo di detenzione e stringe amicizia con una prostituta. Lei è perseguitata dal protettore e per sfuggire una volta per tutte dalla mala decide di scappare con il nuovo amico negli Stati Uniti. Per la coppia, però, la vita oltreoceano sarà tutt'altro che facile.
Ritratto di un inferno interiore ed esteriore con attori non professionisti (a parte Eva Mattes). Herzog disegna con sguardo lucido e spietato i confini della terra "delle possibilità" che però respinge gli emarginati. Un film disperato ma dal cuore puro, come quello del povero protagonista.
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 07/02/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Per l’uomo reduce dall’ospedale psichiatrico e dal carcere, il ritorno alla normalità assume le proporzioni che, per tutti gli altri, corrispondono ai grandi sogni e ai più importanti progetti di vita. Per questo motivo, l’operazione di rientrare nei ranghi può prevedere, nel suo caso, qualche colpo di testa, qualche scommessa azzardata, qualche concessione al gusto dell’avventura e alla mania di grandezza. Scegliere come donna una prostituta incontrata per caso, e come dimora un paese lontano e sconosciuto fa parte di questo gioco inebriante, che ha su Stroszek – abituato a bere e a suonare per strada - lo stesso effetto della birra e della musica. Troppo tardi si accorgerà che la fantasticheria, quando viene tradotta in fatti concreti, perde la leggerezza dell’immaginazione, e si imparenta col denaro, diventano materia e merce. Questa scoperta coincide, nella sua storia personale, con la perdita dell’innocenza: la visione del mondo vagheggiata dall’esterno, mentre si sta dietro le sbarre, è plasmata nella poesia, che ha i toni caldi e accesi della libertà, della salute, dell’amore. Ciò che tanto si desidera non può essere cattivo, e per questo, una volta che si è tornati all’aria aperta, è facile lasciarsi convincere ad osare di più, accelerando il ritmo nella corsa verso la felicità. Stroszek è un animo semplice, che si accontenta di poco, però, in fondo, crede che il bene possa trasformarsi solo nel meglio: la sua ingenuità di redivivo lo rende, allo stesso tempo, una creatura estremamente fragile ed una forte incarnazione della speranza, come un nato prematuro, che, mentre freme per la debolezza, dimostra di essere tenacemente attaccato alla vita. Quando quest’ultima, crudelmente, lo tradisce, a Stroszek non resta che vendicarsi facendole perdere ogni senso. Il suo gesto d’addio ricorda, metaforicamente, quello descritto da un personaggio di Segni di vita: uno scherzo da piccoli vandali, che consiste nel congiungere la testa e la coda di una fila di processionarie, costringendo i poveri animaletti a compiere un infinito ed estenuante girotondo. L’eterno loop è la fine più beffarda, che uccide il significato riproponendolo, sempre uguale, fino alla nausea, in una ripetizione che, negando l’evoluzione, afferma la presenza di una sterilità contro la quale ogni affanno è vano.
- negative [1]
- sufficienti [3]
- positive [11]
- leggi tutte le opinioni
30 ottobre 2011 Opinione di Luke Vacant su "La ballata di Stroszek"
Rispetto ad altri film di Herzog, "Stroszek" mi ha lasciato un pò perplesso. Non è un film brutto, al contrario, ma dall'arrivo dei tre protagonisti negli Usa tutta le pellicola subisce un calo rispetto a quello che l'inizio aveva offerto. "Stroszek" è la ricerca della felicità di un "perdente" ed il suo fallimento, ma il tono del film scorre via in fretta, quasi con una certa (passatemi il termine) leggerezza di racconto.
voto al film: 
10 ottobre 2011 Opinione di alfatocoferolo su "La ballata di Stroszek"
No, davvero le 5 stelle non le capisco. E' un film neorealista se vogliamo, ha il pregio di essere recitato da attori non professionisti ed ha un finale assolutamente unico (il teatrino degli animali è impagabile) ma per il 90% della proiezione cosa offre di particolare? La vita di un'artista di strada sfigato e vigliacco che non sa reagire alle angherie e finisce per autocompatirsi, stemperata da qualche scena singolare ed un po' di musica classica in sottofondo, con due compagni di...
voto al film: 
7 febbraio 2011 Opinione di OGM su "La ballata di Stroszek"
Un robusto film d’autore con un finale da cinque stelle. Quello di Stroszek è il percorso che, anziché giungere a compimento, finisce per prendere la tangente, imboccando una traiettoria che fugge dalla realtà per puntare dritta verso il nulla. Il suo sviluppo è paragonabile a quello di un cortocircuito, che è il circolo vizioso in cui la corrente impazza pur non andando da nessuna parte: il suo vortice di energia si avvita su stesso mentre infuria la...
voto al film: 
2 novembre 2008 Opinione di callme Snake su "La ballata di Stroszek"
è probabile che quello di Herzog sia il più bel cinema del mondo: la libertà che il regista di Monaco si prende (nei tempi del racconto; nella scelta delle inquadrature e delle potentissime immagini che rimangono marchiate a fuoco nella mente degli spettatori; nella ricerca delle locations ecc...) è persino disarmante. qui affronta a sopresa (?) il road movie, lo vira nei toni mesti e sognanti del suo cinema e ne fa qualcosa di immenso a proposito della...
voto al film: 
15 settembre 2008 Opinione di mm40 su "La ballata di Stroszek"
Lascia poche speranze questo racconto di una vita disperata ed incapace di adeguarsi agli standard sociali; e se il finale è negativo, anche il personaggio di Stroszek non ispira alcuna simpatia. Troppi inserti musicali rovinano inoltre lo scorrerimento della storia, che non lascia nulla di fondamentale allo spettatore. Se ne può fare a meno.
voto al film: 
3 agosto 2008 Opinione di colonel blimp su "La ballata di Stroszek"
Dramma dei deboli che rivela l’originalità di Herzog nel descrivere personaggi “altri”, con un Bruno S. al suo meglio nei panni classici del disadattato sociale che viene scarcerato per entrare dentro a una prigione più grande. Il registro è da commedia amara e lo svolgimento è risaputo, ma al di là dell’assunto iniziale (la fuga di tre emarginati nella terra dell’abbondanza che si rivelerà piena di insidie) contano le situazioni grottesche, la descrizione desolante della...
voto al film: 
26 luglio 2008 Opinione di kotrab su "La ballata di Stroszek"
Un Herzog amaro e anche abbastanza violento all'inizio, rispetto alla media dei suoi film; un viaggio di tre emarginati speranzosi di andare in America ma che si ritroveranno in una situazione peggiore, più soli, ancor più in balia delle difficoltà finanziarie e ignorati, e Stroszek sarà abbandonato anche dalla sua donna. Herzog usa uno sguardo disincantato e incantatore, ironico, distaccato e impietoso, freddo e analitico, narrativamente liscio e dai risvolti carichi di humour sottile....
voto al film: 
31 luglio 2007 Opinione di Zarathustra su "La ballata di Stroszek"
Temi e personaggi herzoghiani avvolti nei paesaggi nostalgici americani che ricordano tanto Wenders. Anche qui la speranza è negata dai fatti. L'umiliazione da fisica (nella prima parte nel film, in Germania) diventa mentale (L'america della seconda parte), da sofferenza a disillusione. L'america dei sogni come meta utopica, la ricerca della felicità impossibile, della serenità che non può essere dell'uomo. Disgraziati nella valle dell'oro, in preda alle banche. Tutto cade in disgrazia...
voto al film: 
24 aprile 2007 Opinione di carlos brigante su "La ballata di Stroszek"
Disillusa e malinconica ricerca dell'American Dream. Fa parte della produzione migliore di Herzog, anche se non ho ricevuto quella "folgorazione" che mi aveva trasmesso "L'Enigma di Kaspar Hauser". Il tutto è incastonato in una fotografia dai toni realistici, dove però non mancano tocchi surreali o simil-grotteschi. W il Cinema
voto al film: 
14 aprile 2007 Opinione di sasso67 su "La ballata di Stroszek"
Herzog ha un bel dire di non voler parlare per metafore, però qui ce n'è un bel po', volontarie o meno che siano. Anzi, forse nel finale la metafora, sempre ammesso che sia tale, è fin troppo scoperta. Tutto il film funziona, comunque, a prescindere dalla sussistenza delle metafore, e si può dire, senza esagerare, che "La ballata di Stroszek" è uno dei capolavori di Herzog, insieme, direi, ad "Aguirre" (1972) e all'"Enigma di Kaspar Hauser" (1974), che resta il mio preferito. La storia...
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [3]
- positive [11]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:



























