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La corona di ferro (1941)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La corona di ferro: minimo
Ritmo ritmo in La corona di ferro: presente
Impegno impegno in La corona di ferro: minimo
Tensione tensione in La corona di ferro: presente
Erotismo erotismo in La corona di ferro: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La corona di ferro

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La corona di ferro (voti: 12 media: 3,42) 12

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locandina di La corona di ferro

La trama

Nell'immaginario regno di Kindaor, Sedemondo ha usurpato il trono del fratello uccidendo lui e ordinando la morte del nipote Arminio. Quest'ultimo però viene allevato dalle belve feroci riuscendo così a salvarsi. Ma una volta adulto, cerca di farsi giustizia.  

Il regista Alessandro Blasetti s'ispira ai kolossal mitologici del cinema muto italiano ("Cabiria", "Gli ultimi giorni di Pompei"). Il film rappresenta un buon esempio di quanto realizzato in quegli anni nel filone dell'immaginario avventuroso e venne premiato a sorpresa al Festival di Venezia del 1941. Nel cast anche il campione di pugilato Primo Carnera.

L'opinione più votata

Di dedo scritta il 18/02/2011 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Con questo film chiudo il mio ciclo mnemonico  in campo cinematografico. Visto nel ’42, in una brutta giornata di settembre, è rimasto nei ricordi come il mio primo lungometraggio, di cui mi era rimasto in mente solo il titolo ma non il contenuto. Per tutti questi anni ho sempre desiderato rivederlo per soddisfare uno iatus cinefilo così lungo

Alessandro Blasetti inizia come critico cinematografico e fonda nel ’25 la prima rubrica dedicata al cinema (“Lo schermo”), prima su un quotidiano, in seguito come rivista autonoma a cadenza settimanale. Il film di esordio (“Sole”) è un’elegia della politica agraria di Mussolini. Invitato dalla “Cines”, dirige “Resurrectio” (’30) che fu il primo film sonoro italiano. Dirige diverse opere molto vicine alla politica del P.N.F.. Nel ’41 compose “La corona di ferro” (presentata nello stesso anno alla Mostra Cinematografica di Venezia, ottenendo la Coppa Mussolini come migliore opera) e “La cena delle beffe”, che ebbero gran successo di pubblico. Non avendo aderito alla Repubblica di Salò, uscì pressoché indenne nel dopoguerra e continuò la sua attività. Negli anni ’50 diresse “Altri tempi” (conosciuto anche come “Zibaldone n° 1”) e “Tempi nostri” (“Zibaldone n° 2”). Nella prima metà degli anni ‘50 contribuì fortemente al lancio della coppia Sophia Loren e Marcello Mastroianni con il film “Peccato che sia una canaglia”. Dal ’62 si attiva per la Televisione intuendone le potenzialità di spettacolarizzazione per le masse

Il regista ha sempre parlato del film come espressione, in chiave favolistica, di una mera esaltazione del pacifismo contrario a qualsiasi forma di aggressione e di conquista con la forza militare (strano nel primo anno di guerra della Nazione da parte di un regista di regime) affermando “di aver voluto manifestare la sua avversione alla violenza, alla conquista, all'eroismo sterile”. In realtà , forse involontariamente, compie un’opera di esaltazione ariana espressa mediante una novella, saccheggiando tutto il possibile dai miti, leggende a sfondo epico, ballate popolari, credenze religiose. In questo modo crea una situazione narrativa ed ambientale cupa, drammatica, dai risvolti crudi e crudeli, con effetto più kitsch che kolossal. Nella realizzazione spesso si ripete in situazioni ambientali e gesti, che, oggi, apparirebbero ingenui. Pur avvalendosi di un cast di attori, al massimo delle potenzialità dell’epoca, non riesce a svincolarsi completamente  dai film del periodo del muto, nei quali la recitazione è più accentuata nelle pose, negli atteggiamenti, nella gestualità, negli sguardi, rispetto all’avvento del sonoro, sottolineato dal frequente inserimento di pagine scritte della favola allo scopo di interpretare la vicenda più agevolmente. ESPANDI +
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Opinioni su La corona di ferro


18 febbraio 2011 Opinione di dedo su "La corona di ferro"
dedo

Con questo film chiudo il mio ciclo mnemonico  in campo cinematografico. Visto nel ’42, in una brutta giornata di settembre, è rimasto nei ricordi come il mio primo lungometraggio, di cui mi era rimasto in mente solo il titolo ma non il contenuto. Per tutti questi anni ho sempre desiderato rivederlo per soddisfare uno iatus cinefilo così lungo Alessandro Blasetti inizia come critico cinematografico e fonda nel ’25 la prima rubrica dedicata al cinema (“Lo...

voto al film: dedo assegna il voto sufficiente a La corona di ferro (1941)

4 commenti
[utile per 12 utenti]

21 giugno 2008 Opinione di sasso67 su "La corona di ferro"
sasso67

Strullata fantasy di Blasetti, che continua ad essere sopravvalutata fino ai giorni nostri. Con una trama insulsa e quasi irraccontabile, Blasetti sembra voler fondare una mitologia pagana-italica-fascista, sulla scorta del film "I Nibelunghi" di Fritz Lang, che tanto era piaciuto a Hitler e Goebbels. La reazione del ministro tedesco per la propaganda si concretizzò nel dichiarare che se un regista tedesco avesse realizzato un'opera simile sarebbe stato messo al muro. Il film, cavallo di...

voto al film: sasso67 assegna il voto pessimo a La corona di ferro (1941)



19 dicembre 2006 Opinione di emmepi8 su "La corona di ferro"
emmepi8

Film fantasy del 1941 e che guardando bene non ha assolutamente niente da invidiare ai vari Signori degli Anelli ect.. che oggi spaparazziamo all'eccesso; certo non ha i colori, ma la fotografia è ragguardevole e coglie in pieno le mille sfaccetature di fantasia che ci sono, ottime le scene di massa, per cui oggi ci sarebbe solo un computer a disposizione, con i sopradetti colori il film sarebbe validissimo anche oggi. Storia semi-naif ma che fa stare al gioco, un appunto sulla...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a La corona di ferro (1941)


12 ottobre 2005 Opinione di proEvidence su "La corona di ferro"
proEvidence

5

voto al film: proEvidence assegna il voto mediocre a La corona di ferro (1941)



19 febbraio 2004 Opinione di David Cronenberg su "La corona di ferro"
David Cronenberg

Il film, narra la leggenda di un bambino rinnegato dalla propria terra, che cresce tra le fiere come un tarzan, e che torna rocambolescamente nella sua città dove si riscatterà e s’innamorerà. Tutta la vicenda nasce per causa di una misteriosa e pericolosa corona di ferro, che verrà occultata in un monte, dove nessuno potrà raggiungerla… Blasetti, con “La corona di ferro”, concretizza un suo sogno, realizzare un kolossal all’americana, e ci riesce meglio di quanto si possa...

voto al film: David Cronenberg assegna il voto buono a La corona di ferro (1941)


13 ottobre 2003 Opinione di zio_ulcera su "La corona di ferro"
zio_ulcera

(Quel fantasy in cui Gino Cervi fà il condottiero.)

voto al film: zio_ulcera assegna il voto nd a La corona di ferro (1941)




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