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Il violinista sul tetto (1971)

[Fiddler on the Roof, USA, Canada 1971, Drammatico, durata 165']   Regia di Norman Jewison
Con Chaim Topol, Norma Crane, Leonard Frey



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il violinista sul tetto: assente
Ritmo ritmo in Il violinista sul tetto: presente
Impegno impegno in Il violinista sul tetto: minimo
Tensione tensione in Il violinista sul tetto: minimo
Erotismo erotismo in Il violinista sul tetto: assente

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FilmTV assegna il voto sufficiente a Il violinista sul tetto

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La trama

In un villaggio ucraino all'inizio del secolo un lattaio ebreo si trova coinvolto nelle prime persecuzioni del regime contro la sua razza. Per sfuggire ai pogrom decide di emigrare negli Stati Uniti e il suo viaggio si trasforma in una vera e propria odissea.  

Il titolo fa riferimento a un detto ebraico: il musicista costretto a suonare in condizioni impossibili (su un tetto) è come l'ebreo costretto a vivere sul filo del rasoio. Il film di Jewison è tratto dal fortunato musical di Jospeh Stein, a sua volta ispirato ai racconti di Scholem Alecheim ed ha dei bei momenti, ma anche qualche caduta di ritmo. John Williams, autore delle colonne sonore di Spielberg, vinse l'Oscar per la musica, copsì come il direttore della fotografia Oswald Morris. Al violino Isaac Stern.

L'opinione più recente

Di sasso67 scritta il 10/04/2010

Voto al film: voto sufficiente

Jewison dirige un musical piuttosto vecchio stampo, d’impostazione più simile agli analoghi prodotti degli anni precedenti che al dirompente Jesus Christ Superstar, diretto dal medesimo regista soltanto due anni più tardi. Il titolo rimanda alla precarietà del popolo ebraico nei territori dello Zar, simile a quella di un violinista che suona in equilibrio sopra un tetto («dobbiamo essere sempre pronti a partire» dice un ebreo del villaggio «ecco perché teniamo sempre il cappello in testa»). Il tono è, comunque, tutt’altro che tragico, ma è giocato sul filo di un umorismo di chiaro stampo ebraico, sottile e rarefatto, spesso rassegnato, a somiglianza dei dipinti di Chagall e dei racconti di Sholem Aleichem, lo scrittore yiddish dai cui racconti, con al centro il personaggio di Tevye il lattaio, è tratto il musical teatrale, all’origine del film di Jewison. Notevolissima la fotografia di Oswald Morris e buona l’interpretazione dell’attore israeliano Chaim Topol: mi hanno colpito più loro che non le musiche di Jerry Bock e John Williams.
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SI

Opinioni su Il violinista sul tetto


10 aprile 2010 Opinione di sasso67 su "Il violinista sul tetto"
sasso67

Jewison dirige un musical piuttosto vecchio stampo, d’impostazione più simile agli analoghi prodotti degli anni precedenti che al dirompente Jesus Christ Superstar, diretto dal medesimo regista soltanto due anni più tardi. Il titolo rimanda alla precarietà del popolo ebraico nei territori dello Zar, simile a quella di un violinista che suona in equilibrio sopra un tetto («dobbiamo essere sempre pronti a partire» dice un ebreo del villaggio «ecco...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Il violinista sul tetto (1971)


10 novembre 2003 Opinione di Utente rimosso (ohmeye) su "Il violinista sul tetto"
Utente rimosso (ohmeye)

Era l'epoca di "Tutti insieme appassionatamente" e "My Fair Lady", il musical era diventato un kolossal, lungo, a volte con un ritmo brachicardico, e magniloquente. La leggerezza degli anni '30-'40, di Fred Astaire e Ziegfield, la maturità di Gene Kelly e Vincente Minnelli, lasciano il passo alla stanchezza e alla sensazione di chiuso degli anni '60-'70. Il musical così come lo conoscevamo va in pensione almeno fino alla comparsa sulla scena di un pazzo scatenato come Baz Luhrmann, che lo...

voto al film: Utente rimosso (ohmeye) assegna il voto buono a Il violinista sul tetto (1971)




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