Opinione di FABIO1971 su Place Vendôme
Con Catherine Deneuve, Emmanuelle Seigner, Jean-Pierre Bacri
- negative [2]
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Sul film
Marianne (Catherine Deneuve) è la moglie alcolizzata di un gioielliere sucida di place Vendôme a Parigi che, dopo la morte del marito, deve interessarsi alla vendita di alcuni diamanti che fanno gola a molti affaristi e ricettatori: il balletto di avvoltoi, con lo spettro della mafia russa dietro le quinte, che si scatena intorno alle pietre, la costringerà a rimettersi in gioco e a confrontarsi con il suo passato. Terzo lungometraggio da regista per Nicole Garcia, scritto dalla stessa attrice di origine algerina insieme al Jacques Fieschi di Un cuore in inverno (e fidato sceneggiatore dei suoi due precedenti film) e girato tra Parigi e le Fiandre (Anversa e Ostenda), Place Vendôme è un'operina irrisolta, lussuosa e malinconica, buttata giù in punta di penna con più attenzione alla cesellatura dell'ambiente che al tratteggio delle psicologie dei personaggi stanchi e disillusi dalla vita che la attraversano (ad eccezione della protagonista Marianne, a cui, invece, lo script e l'interpretazione di Catherine Deneuve donano sfumature più raffinate e incisive), sospesa tra i toni rigorosi del dramma e l'incedere sinuoso del noir più algido e straniante, senza, però, possederne respiro e movenze. La tensione drammaturgica, infatti, non diventa mai palpitante, il dramma, che si compone lentamente e gradatamente sullo schermo, non appassiona: si apprezzano il rigore e lo smalto della messinscena (con la magnifica fotografia firmata da Laurent Dailland) e le zampate ruggenti del cast d'interpreti, dalla magnetica Catherine Deneuve, premiata come miglior attrice con la Coppa Volpi a Venezia, a Emmanuelle Seigner e Jacques Dutronc, ma la scioltezza del racconto si incarta spesso nei manierismi e negli stereotipi di un genere, il noir, che l'autrice si limita soltanto ad evocare senza riuscire, però, a ricrearne sullo schermo le suggestioni e gli umori più sofferti.
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