Opinione di alfatocoferolo su Passione nel deserto
Con Michel Piccoli, Ben Daniels, Paul Meston, Kenneth Collard, Nadi Odeh
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Doveroso tributare a questo film la forte originalità, perché davvero di trame così non se ne sono mai viste. Il rapporto tra l'uomo e la bestia dovrebbe però evocare qualcosa di tenero e spirituale piuttosto che (inevitabilmente) morboso ed è qui che saltano gli equilibri. La componente malata è quella che emerge più fortemente ed i comportamenti animali vengono antropomorfizzati in maniera forzata. Che lui si adegui alla vita animale è del tutto verosimile, che esca fuor di testa e cominci a bere come un leopardo e cibarsi di carne cruda è forse più improbabile ma quando si avvicina al felino e comincia a baciarlo e leccarlo allora lì si è capito che siamo andati oltre. Era sufficiente lasciarlo intendere. Maggiori sono le forzature se si considera di contro il comportamento dei due animali che, per l'appunto, è troppo umanizzato per apparire naturale. L'atteggiamento del maschio rivale è ai limiti della fantasia ed il film diventa presto ridicolo, perdendo tutte le buone intenzioni iniziali. Se a questo si aggiunge che la regia non si dimostra particolarmente buona ne consegue un prodotto decisamente mediocre. Il finale è all'altezza del resto, patetico e forzato. Simpatico leggere nei titoli di coda che nessun animale è stato maltrattato per le riprese. Evidentemente la carne cruda doveva essere di salice e la scena del leopardo legato che si dimena come un forsennato è stata girata con una liberatoria del felino. Sconsigliato nel complesso ma, lo ribadisco, l'idea di fondo non era malvagia e ci voleva anche coraggio a metterla in opera.
Sulla trama
Un disertore incontra per caso una leoparda. Anziché sparargli col suo fucile, fanno amicizia com'è normale che sia tra un carnivoro affamato ed un umano indifeso. Nel giro di niente l'uomo si innamora della leoparda, giocano a schizzetto scherzetto, si rincorrono, si dividono amorevolmente brandelli e frattaglie di coniglietti (che non sono stati maltrattati). Una cosa tira l'altra e finiscono a letto insieme; non osiamo immaginare l'esito dei rapporti orali sul povero inglese. L'idillio viene interrotto dal marito di lei che torna da non si sa dove e caccia via il maschio rivale. Senza farlo a brandelli, perché non sarebbe da carnivoro feroce quale il leopardo è. Alla fine arrivano i soldati, il disertore vuole tornare alla civiltà per paura più che altro di essere fucilato, così lega la leoparda (che per l'occasione ha firmato una liberatoria ed era perfettamente consenziente) ad una colonna ma questa si divincola e... non rovino lo strepitoso finale.
Sull'interpretazione di Ben Daniels
Tutto sommato è forse l'unica cosa che si salva del film, bravo.
Commenti
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22 novembre 2011, 00:09 di bluefalcon
aggiungerei solo che dopo averlo visto ho constatato amaramente, una volta in più, come sia vero che l'uomo distrugge ogni cosa che tocca, dalla piu sacra alla piu morbosa. Era già difficile accettare un rapporto di quel tipo, ma non bastava al regista. Bisognava che il soldato uccidesse la leoparda, la quale aveva salvato la sua vita uccidendo a sua volta il beduino che lo inseguiva. Il tutto frutto di una mente quanto meno poco salubre. Mah...meglio andare a vivere in campagna. Li vengono idee migliori!
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