Arsenale (1929)
Con Semën Svasenko, Sergej Petrov, Nikolaj Kucinskij
La trama
Un contadino ucraino tornato dalla Prima Guerra Mondiale va a lavorare nell'arsenale di Kiev e prende parte allo sciopero popolare che nel 1918 sconvolse la città. Durante gli scontri contro i soldati viene mortalmente ferito ma, come invincibile, riesce a rialzarsi e a fronteggiare l'ufficiale che ordina la strage.
Al di là di una certa enfasi militante, il film di Dovzenko resta un capolavoro formale in cui si alternano il realismo delle ricostruzioni, l'ideologia degli assunti e l'aspetto più fantastico della tradizione popolare sovietica. In una perfetta simbiosi tra uomo e maschera, il protagonista Svasenko, all'epoca, divenne un simbolo della Rivoluzione.
L'opinione più votata
Di chribio1 scritta il 27/04/2009 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
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- sufficienti [1]
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16 ottobre 2009 Opinione di luisasalvi su "Arsenale"
Per la solita puntualità di Ghezzi (che ha pure cambiato l'ordine programmato) me ne manca l'inizio, e per un'altra ghezzata è stato anche interrotto alla fine; non ha una storia, il che lo rende ancora più lento, essendo muto; ma che poesia di immagini, di ritratti, perfino di scene di industria pesante, che i registi russi del periodo hanno il preciso ordine di rendere poetica e affascinante, e ci riescono benissimo. La retorica mi infastidisce sempre, e mi spiace che...
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5 ottobre 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Arsenale"
Orrore bellico cancellato dalla forza delle idee, paura della morte esorcizzata dallo spirito di rivalsa. Non è un sogno, ma ciò che accadeva nell’Ucrania del 1918: terminato un conflitto se ne cominciava un altro, sulla scia della foga che ancora ardeva nei cuori dei reduci. Ed è bene ricordare, perchè molti se lo saranno dimenticato, che stiamo parlando di un popolo accecato dalla brama di giustizia. Dovzenko trova un efficace via di mezzo tra realismo e...
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2 ottobre 2009 Opinione di fornarolo su "Arsenale"
ahimè! non regge alla prova del tempo
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16 luglio 2009 Opinione di bradipo68 su "Arsenale"
Un dolore lancinante raramente descritto in termini cosi' crudi.La cronaca di una guerra in cui si muore ridendo,con il volto inchiodato in una smorfia sardonica di riso a cuasa del gas esilarante,una vecchia che piano cerca di seminare il grado ma trova la morte per sfinimento e tutta una serie di altre immagini che ti entrano dentro,compresa quella dell'ultimo sfregio a chi ha ordinato la strage:ci si scopre il petto davanti ai soldati,si è immuni alle loro...
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13 luglio 2009 Opinione di jonas su "Arsenale"
Ucraina, 1918: un operaio, reduce dalla grande guerra, si oppone ai controrivoluzionari; alla fine, sebbene ferito mortalmente, sembra diventato invulnerabile (perché i singoli muoiono, ma il popolo no). Film di propaganda dal tono tra epico e fiabesco, con ambizioni sperimentaliste (all‘epoca ancora consentite dal regime). A furia di libere associazioni di immagini la trama rischia di risultare quasi incomprensibile; resta una notevole forza espressiva, soprattutto nella...
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4 maggio 2009 Opinione di OGM su "Arsenale"
La miseria è una camminata faticosa attraverso la desolazione. Il dolore è un peso che schiaccia al suolo, inchiodando l'azione. Ma la sofferenza esplode in rabbia, che è come energia sprigionata da un corpo nell'atto di spezzare le catene che lo avvinghiano. Il film si apre con il ritratto di un'umanità attonita ed impotente di fronte all'orrore. Fin dall'inizio, la sua immobilità statuaria è l'immagine marmorea di una dignità ferita ma non piegata, destinata ad essere esaltata...
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27 aprile 2009 Opinione di chribio1 su "Arsenale"
certo,non si discute l'efferatezza di certe immagini che forse in questo caso essendo un film d'epoca ,in bianco e nero risaltano di piu',pero',certe grezze e forse volute inquadrature di secondi piani fanno anche un po' paura ;nel senso,si vede che erano proprio gli anni del comunismo puro con certe facce da Russi ma Russi proprio indimenticabili.Il film cmq e' anche molto pesantino.voto.5.
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14 settembre 2008 Opinione di LorCio su "Arsenale"
Corri verso l’Arsenale, ma è proprio “Arsenale” a correre più forte. Con un ritmo serratissimo, procede a marce forzate riuscendo a colpire l’occhio della madre… Oddio, quello era “La corazzata Potemkin”, non c’entra niente. No, no. Invece c’entra. La matrice è la stessa, l’impostazione pure. È un susseguirsi di immagini potentissime, rigorosamente mute perché al dolore non si può dar voce. Eppure urla, vuole farsi sentire per affermare le proprie ragioni. Resiste,...
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10 agosto 2004 Opinione di sasso67 su "Arsenale"
"Arsenal" mi ha colpito più che non "La corazzata Potëmkin", per una maggiore potenza delle immagini, una maggiore velocità del montaggio, forse anche una maggiore fluidità del racconto. È ovvio che si tratti di un film rivoluzionario, come il film di Ejzenstein, il quale si colloca all'estremo della parabola dell'esaltazione rivoluzionaria (Majakovskij si suicidò nel 1930), quando ancora ai registi era possibile avere una certa libertà d'espressione. Dovzenko (1894 - 1956) è uno dei...
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