Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
scrivi la tua opinione

Opinione di PompiereFI su Pi greco. Il teorema del delirio





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
17/02/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Non bisogna mai guardare fisso il sole. Perché non solo si rischia di offendere gli occhi, ma anche la mente. La quale potrebbe capitolare sotto i colpi delle emicranie e delle epistassi, degenerando in corto circuiti irrecuperabili. E a poco servirebbe l’uso di betabloccanti, di iniezioni di adrenalina, l’abuso di steroidi e aspirine, mescolate a caffeina e marijuana. Un cocktail pericoloso che condurrebbe sull’orlo, se non proprio sull’abisso, della farneticazione, intervallata da squarci di lucidità.
Max è il topo da laboratorio vittima involontaria di questo scandaglio matematico; frattale che non cambia mai aspetto e che si attorciglia su sé stesso. Più cerca di difendersi, più il mondo esterno lo sovrasta: oltre alla “natura morta” di stampanti, luci, tastiere e lucchetti, ce n’è una viva molto minacciosa fatta di ebrei ortodossi, numerologi che studiano la Thorà, e di una insistente voce femminile che vuole assolutamente avere un incontro con lui. Stretto nella morsa tra fumosi capitalisti di Wall Street e fanatici religiosi, le sue vicende diventano meno interessanti perché si perdono dietro a un generico riscontro probante delle teorie fino a lì solo idealizzate; forse tutti sono alla costante e ossessiva ricerca di una verità assoluta, materiale o spirituale, che possa dare un senso alle loro vite, evidentemente carenti.
 

Al suo debutto dietro la macchina da presa, Aronofsky ha un’indole che non può non essere paragonata a certe opere cronenberghiane contenenti escrescenze corporee, ma soprattutto al lynchano “Eraserhead”. In “Pi Greco” i clangori di sottofondo sono elettronici più che industriali (le musiche annoverano anche gli Orbital e i Massive Attack); non ci troviamo in periferie abbandonate bensì in una Chinatown newyorkese, talvolta deserta e popolata solo da fantasmi; il protagonista Sean Gullette non ha i capelli di Jack Nance, tuttavia anche i suoi sono abbastanza scarmigliati. La fotografia in bianco e nero somiglia più a quella sperimentale di “The grandmother”, come se la luce, di taglio espressionista, provenisse dal basso degli inferi e contribuisse a bruciare i volti già cadaverici di per se’. Al posto della donna del radiatore c’è l’uomo canterino (un profeta immaginato? la sua stessa ombra che lo segue e lo spaventa?) della metropolitana; il sesso continua a essere elemento disturbante e sconosciuto, e si manifesta con rumori molesti che bucano le  pareti dell’appartamento di Max; gli scarafaggi s’insinuano tra i chip come ripugnanti “bug” partoriti dalla mente più che da esiti informatici; i cervelli sono ancora una volta lambiti da lapis o biro che curiose, cercano di entrarvi dentro per capire, sondare.
La regia di Aronofsky è meravigliosa: tra macchine a spalla, dondolamenti vertiginosi, montaggio selvaggiamente veloce ed esaltato, contribuisce a creare quella sensazione di angoscia che ti prende fin da subito e non ti molla più. Sarà vero che la natura ci parla attraverso la matematica? Quanto lontano possiamo spingerci nel tentativo di misurare tale assioma e proporlo con uno schema risolutivo? Non sarebbe il caso di fermare il cervello prima di intraprendere l’elaborazione di una strada così impervia? …E se invece esistesse un modo per capire i risultati e le variazioni della Borsa? Nell’incertezza, e visti i tempi che corrono, ci provo.
 
Ore 03.14: Premo Invio.


SI

Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



box office

dal 14/5 al 20/5

Prime al cinema

uscite del

Proseguimento prime

uscite del


login

hai dimenticato la password?