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Limbo (1998)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Limbo: assente
Ritmo ritmo in Limbo: presente
Impegno impegno in Limbo: presente
Tensione tensione in Limbo: presente
Erotismo erotismo in Limbo: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Limbo

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Limbo (voti: 9 media: 4,11) 9

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La trama

Vite che si intrecciano ai confini della civiltà, su in Alaska, dove i riti piccolo-borghesi e anche quelli degli uomini con le pistole devono a un certo punto cedere il passo alla forza di una natura sovrumana. Si incontrano nella città di pescatori: Joe, un ex pescatore traumatizzato da un antico incidente, e Donna, una cantante con una figlia adolescente. Ma poi, è nel deserto dell'isola in cui li trascina un'avventura sbagliata che i tre scoprono la dimensione profonda della loro vita.  

Film sotterraneo e incupito dai silenzi dell'anima, "Limbo" di John Sayles è doloroso e, a tratti, faticoso come il percorso interiore dei suoi protagonisti. Film strano, per essere scritto dal suo autore, e stranamente sbagliato: infatti Sayles fino ad ora è stato un perfetto sceneggiatore (per se stesso e per altri), mentre qui sembra quasi trascinare la prima parte introduttiva, dilazionando l'intensità tormentosa della seconda, la più bella, dove finalmente si ritrova la forza di "Stella solitaria".

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 35/1999

Solitario e malinconico, il nuovo film di Sayles si risolleva nella seconda parte

Vite mezzo consumate, un po’ andate a male, disorientate. Vite che si intrecciano ai confini della civiltà, su, in Alaska, dove i riti piccolo-borghesi e anche quelli crudeli degli uomini con le pistole devono a un certo punto fermarsi, cedere il passo alla forza intensa e straniante di una natura sovrumana. Si incontrano nella città di pescatori: Joe, un ex pescatore traumatizzato da un antico incidente, e Donna, una cantante con una figlia adolescente, troppe storie finite male, in fuga perenne. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 24/10/2010 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto buono

Non il classico film di John Sayles che uno si aspetta.O almeno non solo.Partendo da un substrato sociale parecchio complesso(le rivendicazioni dei pescatori e comunque dei lavoratori in uno scenario molto particolare come può essere quello di Juneau,Alaska) raccontato in pochi minuti con rapide pennellate da impressionista,quasi affrontando la modernizzazione di una terra senza tempo con il piglio aggressivo di un Loach meno rosso e più pragmatico ed ecologista,Sayles trova il piacere di raccontare una storia intima,di maturazione di un gruppo ristretto di personaggi, tutti,più o meno alle prese con i fantasmi che minacciosi urlano dal passato.E anche la storia d'amore incipiente tra i due protagonisti,lei cantante country alla ricerca del proprio centro di gravità,lui pescatore laconico e dallo sguardo triste per chissà quale sventura,è raccontata nei modi giusti,con la tenue affabulazione che può accompagnare l'amore che cresce giorno per giorno in due individui masticati e risputati dal destino.Importante è anche il rapporto dei due con la figlia di lei,chiusa a riccio con una vaga infatuazione per il pescatore e un rapporto non risolto con la mdre e con il padre che non ha mai avuto ma ha sempre sognato di avere.La loro gita in barca con il fratellastro di lui finisce male e loro raggiungono a stento un'isola.Il loro ritrovarsi da soli in un'isola deserta coincide con un viaggio interiore in cui ognuno ritrova se stesso anche grazie a una diario ritrovato in uan catapecchia abbandonata che fa loro da compagnia serale mentre trascorrono lunghi giorni in attesa dei soccorsi,lottando quotidianamente per procacciarsi il cibo,difendersi dal freddo e trovare l'acqua potabile.Completano il quadro due ottime prove di attori con fortune non sempre benevole(Mary Elizabeth Mastrantonoio e David Strathairn) e una fotografia di grande pregio,volta a catturare tutte le sfumature dei colori della natura ispida di quella parte (quasi)dimenticata dal mondo....
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SI

Opinioni su Limbo


24 ottobre 2010 Opinione di bradipo68 su "Limbo"
bradipo68

Non il classico film di John Sayles che uno si aspetta.O almeno non solo.Partendo da un substrato sociale parecchio complesso(le rivendicazioni dei pescatori e comunque dei lavoratori in uno scenario molto particolare come può essere quello di Juneau,Alaska) raccontato in pochi minuti con rapide pennellate da impressionista,quasi affrontando la modernizzazione di una terra senza tempo con il piglio aggressivo di un Loach meno rosso e più pragmatico ed ecologista,Sayles trova il...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Limbo (1998)

2 commenti
[utile per 11 utenti]

10 novembre 2008 Opinione di supadany su "Limbo"
supadany

VOTO : 7,5. Un film stupendo, dove i personaggi trasudano le proprie emozioni in un crescendo costante verso l'angosciante finale. Bellissima la sceneggiatura, bellissime molte scelte registiche nelle inquadrature, bella l'ambientazione riflessiva già di suo, due ore che volano via e ti lasciano con tante sensazioni e pensieri addosso. Necessario.

voto al film: supadany assegna il voto ottimo a Limbo (1998)

nessun commento
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25 luglio 2007 Opinione di teaestefano su "Limbo"
teaestefano

Suvvia Film TV, questo è un buon film, ben più di sufficiente. I ritratti umani sono profondi, sensibili e convincenti; la noia non fa mai capolino e le cose dette sono molte e non banali. La prima parte è tutt'altro che inutile: è un ritratto di una condizione esistenziale di noia e di male di vivere. Ottimo l'episodio dell'omicidio fuori campo, e della rappresentazione - fuori campo anch'essa ma efficacissima - del mondo dei trafficanti di droga. Il tizio che atterra con l'aereo è...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a Limbo (1998)


24 aprile 2007 Opinione di emmepi8 su "Limbo"
emmepi8

Un film che affascina, anche se giustamente, la prima parte fuorvia, nel discorso che si è proposto il regista sceneggiatore. I caratteri e le durezze dei protagonisti si agitano in un acqua troppo vasta, da disperdere il vero discorso che il Sayles si è proposto, e che nella seconda parte riesce in pieno a portare avanti. Un bel ruolo per la Mastrastonio, che oggi è più che trascurata, inispiegabilmente, ma che qui si riappropria del suo ruolo di grande attrice.

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a Limbo (1998)



5 novembre 2003 Opinione di sicilia su "Limbo"
sicilia

Film piccolo, malinconico e delicato, che entra nel cuore in punta di piedi, come i tre protagonisti, che si svelano poco a poco davanti alla m.d.p. e ci fanno capire il doloroso senso della vita, i problemi dell'animo che vanno accettati per riuscire ad accettare le persone che ci stanno a fianco. Non memorabile ma intenso.

voto al film: sicilia assegna il voto buono a Limbo (1998)


21 agosto 2002 Opinione di woody su "Limbo"
woody

Se si potesse partire dalla conclusione - che entra di diritto tra quelle estremamente ricercate e particolari degli ultimi anni - senza rivelar troppo... Meglio cominciare dall’inizio allora e dalla molteplicità dei personaggi (e al loro ipotetico “svisceramento” come salmoni), di qualche spezzettatura o del dialogo accatastato che potrebbero richiamare alla mente Altman. Nel prosieguo, però, il regista isola (letteralmente) tre personaggi facendo prendere al film ed alla vicenda...

voto al film: woody assegna il voto buono a Limbo (1998)



9 giugno 2002 Opinione di strangelove su "Limbo"
strangelove

Buon film di John Sayles:se ilritmo,in alcuni momenti,cala leggermente,è apprezzabilissima l' idea e la capacità del regista di cambiare modo di narrare,e saltare da un genere all' altro quasi "invisibilmente".Decisamente vincente l' idea di un finale in sospeso.Purtroppo sottovalutato,e passato inosservato. VOTO 6 ½

voto al film: strangelove assegna il voto buono a Limbo (1998)



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