Al posto del cuore (1998)
Con Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan
La trama
Clim va a trovare in carcere Bebé, ingiustamente imprigionato da un poliziotto razzista (Bebé è nero), per dirgli che è incinta. I due si conoscono da sempre e anche i familiari sono di casa. Lo sfondo è Marsiglia, con i suoi vicoli e i suoi panni stesi, le sue razze e le sue forti contraddizioni. Sarà la madre della ragazza a trovare la testimone "invitata" a riconoscere Bebé e poi fuggita a Sarajevo, sua terra d'origine.
La morale sembra suggerire il seguente assioma: l'unica risposta al mondo bastardo sono i figli. Ma la militanza dell'autore va oltre, con i buoni nettamente da una parte e i cattivi dall'altra, senza paura di esagerare. Affiatata la squadra degli attori: Ariane Ascaride è la moglie del regista (nonché protagonista di tutti i suoi film), Meylan è il suo miglior amico (nonché interprete di tutti i suoi film), Lare Raoust è una dolce e determinata Clim, Alexandre Ogou lo scultore innamorato di Bebé. Si evoca Léo Ferré (attraverso "Avec le temps") e si chiudono i pugni come in un film di Ken Loach.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 37/1999
Un film dolceamaro nella Marsiglia multirazziale cara a Guédiguian
L'opinione più recente
Di waitinginthesky scritta il 09/12/2006
Voto al film: 
9 dicembre 2006 Opinione di waitinginthesky su "Al posto del cuore"
E' sicuramente cinema militante, ma animato da passione sincera. A tratti poetico, nelle stradine di una Marsiglia dove i più deboli hanno il cuore più grande. Lo stesso regista ha dichiarato di aver voluto una una storia in cui la tolleranza e la solidarietà fossero più forti del razzismo. E non si può negare al cinema il diritto di sognare...
voto al film: 
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Voto:














