Corto circuito (1986)
Con Ally Sheedy, Steve Guttenberg
La trama
Il robot "Numero 5" è stato progettato con altri suoi simili come macchina da guerra. Quando viene casualmente colpito da un fulmine fugge dalla fabbrica e si rifugia in casa di una simpatica ragazza. Dopo aver ingurgitato un'infinità di nozioni da libri e mass media, "Numero 5" si accorge di essere "vivo", ma i suoi progettisti, la multinazionale che l'ha fabbricato e un pattuglione di soldati armati fino ai denti lo braccano.
Apologo d'ispirazione pacifista che colpisce non soltanto il militarismo Usa ma l'intera civilità della comunicazione. Del robottino ci si affeziona in un secondo e mezzo...
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 24/04/2011 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
“Corto circuito” è un raro esempio di cinema artigianale nel quale il mestiere, e Badham ne ha da sempre da vendere, va di pari passo con l’intrattenimento gestito in modo tale da risultare molto simpatico, inserendo anche connotazioni più prelibate.
Peccato che oggi un film così semplice e delizioso non passi quasi mai in televisione, al contrario di altri “colleghi” del periodo, ma vale la pena di recuperarlo (io l’ho ripreso in dvd).
Per un incidente (giustappunto un corto circuito) il robot numero cinque, creato da un industria robotica, subisce un mutamento e fugge rifugiandosi da una ragazza, imparando velocemente un sacco di cose nuove proposte dal mondo reale, provando dei sentimenti non concepiti per una “semplice” macchina.
Nel frattempo Crosby, il suo inventore, ma anche l’esercito, lo inseguono ed il suo destino diventa incerto, tra la sua volontà acquisita di voler “vivere” ed il rischio di essere rottamato.
La storia è molto tenera, il robottino conquista la scena in un batter di ciglia e non la molla più, distanziando, e di parecchio, la maggior parte dei personaggi scaturiti negli ultimi anni, sia per simpatia, ma anche per la sua irresistibile umanità.
Questo spettacolo (visivo e sentimentale) riesce soprattutto grazie a Badham che riesce a dosare tutte le componenti a sua disposizione (fantascienza, sentimento ed azione) dando vita ad un prodotto immediato, ma anche facilmente leggibile sotto altri punti vista.
Infatti trasmette un messaggio pacifista non militante, ma spontaneamente genuino, insomma si fa il tifo ed alla fine si rimane piacevolmente soddisfatti.
Insomma il film ci regala una piacevole immersione in un mondo diverso, dove vince il buono, ma senza facilonerie, e oggi messaggi così semplicemente positivi fanno un gran bene.
Promosso alla grande.
- negative [3]
- sufficienti [1]
- positive [16]
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23 settembre 2011 Opinione di Stefano L su "Corto circuito"
"Corto Circuito" è l'esempio perfetto di come prendere una buona idea e buttarla nel water. Realizzare una versione "robotica" di E.T., con una bellissima colonna sonora tecnologica e degli effetti speciali "esplosivi", era una pensata niente male. Poteva anche diventare un altro indimenticabile classico degli anni ottanta, ma se questo è il risultato era meglio lasciar perdere. I personaggi sono completamente piatti e tratteggiati in maniera talmente insulsa da fare antipatia già dai...
voto al film: 
24 aprile 2011 Opinione di supadany su "Corto circuito"
VOTO : 7. “Corto circuito” è un raro esempio di cinema artigianale nel quale il mestiere, e Badham ne ha da sempre da vendere, va di pari passo con l’intrattenimento gestito in modo tale da risultare molto simpatico, inserendo anche connotazioni più prelibate. Peccato che oggi un film così semplice e delizioso non passi quasi mai in televisione, al contrario di altri “colleghi” del periodo, ma vale la pena di recuperarlo (io l’ho...
voto al film: 
27 dicembre 2010 Opinione di wang yu su "Corto circuito"
Realizzato molto bene e sentimentalmente tenero! La scena più comica è quando emula John Travolta ballando al ritmo della musica del film La Febbre del sabato sera.
voto al film: 
12 dicembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Corto circuito"
5 stelle per quanto ho riso di gusto e con piacere nel vedere questo film delizioso. Poco prima di "Robocop" appare un altro robot dotato di sentimenti, ma qui il confronto va tutto a vantaggio di n°5, tenerissimo ,spassoso ed eclettico, un vero piacere guardarlo. Oltre a Guttenberg diverte vedere la presenza dell'attore G.B. Bailey, rispettavimante Mahoney ed il tenente Harris della saga "Scuola di Polizia".
voto al film: 
23 aprile 2010 Opinione di SaintlySinner su "Corto circuito"
Senz'altro un film per un pubblico giovane, ma non per questo non apprezzabile anche dai più grandi, anzi. Fa ridere, sorridere, riflettere, commuovere. Il rapporto che si instaura fra Ally Sheedy e numero 5 è tenerissimo. E' anche un film antimilitarista. Gran titolo degli anni '80, un cult.
voto al film: 
8 agosto 2009 Opinione di Axeroth su "Corto circuito"
Di "Numero 5" ci si innamora. Stupendo film, che da piccolo guardavo numerose volte, è divertente, con gran ritmo e con un bel soggetto e una bella sceneggiatura. Film pacifista, che fa riflettere in modo molto genuino sulla tecnologia e l'uso di essa.
voto al film: 
2 novembre 2008 Opinione di Makp su "Corto circuito"
E' il robot simbolo dell'infanzia di tutti i bambini della mia generazione. Film allegro e buon ritmo, sulla base di una trama semplice ed efficace. La partita però è vinta grazie alla "personalità" di N°5, dolce, alla mano e simpatico, non compreso e temuto. Ricorda, neanche troppo da lontano, il mitico E.T..
voto al film: 
10 aprile 2008 Opinione di bradipo68 su "Corto circuito"
Grosso e meritato successo negli anni Ottanta frutto di un mix ben riuscito di commedia,fantascienza,pacifismo ed ecologia.Il robot è veramente simpatico e i protagonisti accettano di fargli da spalla nella maniera migliore.Vogliamo poi parlare delle stilettate inferte al militarismo americano?L'ho rivisto dopo tanti anni e registro con piacere che è ancora attualissimo,non è invecchiato per niente.Per riappacificarsi col mondo è l'ideale....
voto al film: 
25 dicembre 2007 Opinione di Paul Hackett su "Corto circuito"
Divertente commedia fantascientifica, tipicamente anni '80, diretta da un bravissimo regista che, proprio in quegli anni, ha dato il meglio e ben interpretata da Ally Sheedy e Steve Guttenberg, due dei volti più noti di quell'epoca. Voto positivo.
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [1]
- positive [16]
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