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Gli amanti del Circolo Polare (1998)

[Los amantes del Círculo Polar, Spagna 1998, Drammatico, durata 114']   Regia di Julio Medem
Con Fele Martinez, Najwa Nimri, Nancho Novo, Maru Valdivielso



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Gli amanti del Circolo Polare: assente
Ritmo ritmo in Gli amanti del Circolo Polare: presente
Impegno impegno in Gli amanti del Circolo Polare: minimo
Tensione tensione in Gli amanti del Circolo Polare: minimo
Erotismo erotismo in Gli amanti del Circolo Polare: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Gli amanti del Circolo Polare

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Gli amanti del Circolo Polare (voti: 2 media: 3,50) 2

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locandina di Gli amanti del Circolo Polare

La trama

Ana e Otto si innamorano da piccoli e finiscono per diventare fratellastri (i loro genitori si sposano tra loro), ma il loro amore deve superare un'infinità di prove. I due infatti separati dal Caso e dalla forza del Destino iniziano una relazione clandestina, si separano e si cercano disperatamente. Il tutto tra Madrid e la Finlandia, legati dal sogno comune del sole a mezzanotte che illumina il Circolo Polare.  

Quella che vorrebbe essere una storia d'amore appassionata è invece risolta con la freddezza di un esercizio calligrafico. Medem (che dopo l'esordio, "Vacas" ha sempre deluso) combina sceneggiatura macchinosa, scrittura estetizzante, nessuna vera follia, passione zero e un'insistita furberia. Non lo è lo spiazzamento ma la noia quella che dilaga dopo un paio di rulli.

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 36/1999

Poteva essere un bel melodramma fou. Ma è solo noia e passione zero

Quella che vorrebbe essere una storia d’amore appassionata è invece risolta con la freddezza accademica di un esercizio calligrafico. “Gli amanti del Circolo Polare” ha sulla carta tutte le caratteristiche del melodramma “fou”: due ragazzi che si amano fin dall’adolescenza, separati dal Caso, dal Destino, da un vago sapore di incesto (in realtà, non hanno una goccia di sangue in comune, sono solo i loro genitori a essere sposati), sempre legati dal sogno comune del sole a mezzanotte che illumina il Circolo Polare, dalla follia del volo, dal ricordo degli occhi dell’altro. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 09/02/2012 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto buono

L'amore non è un sentimento palindromico.
E' un qualcosa di geometria variabile, il più delle volte asimmetrico che però unisce cuori e corpi senza apparente motivo.
Al contrario di Otto e Ana, nomi perfettamente bifronti che possono essere letti indifferentemente da sinistra a destra o nel senso inverso.
E come anche il cognome del regista.
Otto pensa che il suo amore per Ana sia una di quelle cose larger than life pur essendo partito tutto dalle ali di un aeroplanino di carta e che siano indossolubilmente legati tra di loro da una chimica misteriosa che li leghi, uno sguardo, un gesto. Il destino, per dirla in una parola sola.
Ana è alla ricerca della coincidenza casuale che le faccia credere finalmente che il suo amore per Otto sia veramente scritto nel libro del Fato.
Il solito scontro tra casualità e destino , insomma , ma Medem flettendo l'unità di tempo in un continuo andirivieni tra infanzia ,adolescenza ed età adulta  racconta la storia di due famiglie ristrette che casualmente(o forse no) si uniscono e che così danno il via alla crescita comune di Otto e Ana, fratelli per convenzione ma amanti per volontà.
Medem  si specchia (forse pure troppo) in una forma cinematografica perfettamente controllata e levigata in cui i salti temporali richiedono un minimo d'attenzione in più da parte dello spettatore, ma non si nega l'emozione e il melodramma che scandiscono questo amour fou vissuto ai quattro angoli del globo, fino al giorno senza fine della Lapponia,nel Circolo Polare.
Un giorno senza notte, una sedia in riva a un lago ad attendere, la corsa affannosa verso il furgone postale.
L'amore ,come la bellezza, sta nell'occhio di chi guarda.
Ana finalmente ha trovato la coincidenza che cercava, Otto dal canto suo il destino ha sempre cercato di forzarlo con la sua incrollabile volontà.
Ma tutto ciò non basta.
Il film di Medem pur non trattando temi inediti trascina inesorabilmente dentro la sua spirale di avvenimenti mediati dal caso e dal destino in un crescendo di emozione che culmina con la lunga costruzione della scena finale che si ricollega all'inzio del film.
Che anche il film sia un palindromo che possa essere guardato in entrambi i sensi?
Tra il Memento di Nolan(la scansione temporale flessa a proprio piacimento) e i Palindromes di Solondz (le varie facce di Aviva equivalgono alle varie stagioni della vita di Otto e Ana), Gli amanti del Circolo Polare racchiude in sè echi di Truffaut e di Kieslowski .
Forse un po' troppe coincidenze nella seconda parte ma perchè rovinarsi il gusto con la ricerca ostinata della verosimiglianza?
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SI

Opinioni su Gli amanti del Circolo Polare


9 febbraio 2012 Opinione di bradipo68 su "Gli amanti del Circolo Polare"
bradipo68

L'amore non è un sentimento palindromico. E' un qualcosa di geometria variabile, il più delle volte asimmetrico che però unisce cuori e corpi senza apparente motivo. Al contrario di Otto e Ana, nomi perfettamente bifronti che possono essere letti indifferentemente da sinistra a destra o nel senso inverso. E come anche il cognome del regista. Otto pensa che il suo amore per Ana sia una di quelle cose larger than life pur essendo partito tutto dalle ali di un aeroplanino di carta e che...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Gli amanti del Circolo Polare (1998)

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