La cosa (1990)
La trama
Nanni Moretti compie un viaggio nell'Italia delle sezioni dell'ex-PCI durante il dibattito sulla proposta occhettiana di cambiamento del nome. Un documento prezioso che scava tra le emozioni dei militanti e la loro memoria storica.
L'opinione più votata
Di emmepi8 scritta il 20/01/2011 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
20 gennaio 2011 Opinione di emmepi8 su "La cosa"
Un film documento su un passaggio, epocale e la fine del PCI. Non esiste un intervento vero e proprio del regista, ma questo si serve della base di più sezioni dove emergono i problemi a cui ha dato luogo questa idea di cambiamento dopo la caduta del muro di Berlino. Un moretti che ha saputo cogliere in pieno la crisi che avvolse ed ancora avvolge di tutta un'idea politica che era la dottrina di diverse generazioni che si sentirono e si sentono orfane, provocando i problemi...
voto al film: 
21 luglio 2009 Opinione di mm40 su "La cosa"
Documentario di forte impronta sociologica, prima ancora che politica, con il quale Moretti tenta di descrivere ciò che è la società italiana alle soglie degli anni '90 e dei cambiamenti che il crollo del comunismo europeo sta per comportare necessariamente. Regia ridotta all'osso, camera fissa e tagli frequenti per inanellare un discorso fluido fra i vari interventi dei militanti delle diverse sezioni. Da osservare con cura e un pizzico di curiosità.
voto al film: 
10 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "La cosa"
Intelligente operazione di Moretti, girata durante i giorni seguenti alla caduta del Muro di Berlino, che solo formalmente può definirsi un documentario. Dalla Sicilia a Genova, poi a Bologna, a Napoli, a Torino, a Milano, a Firenze a Roma Testaccio, si sviluppa la discussione, tra chi chiede appassionatamente di non abbandonare la falce e martello o la denominazione di comunisti e chi ricorda che ormai da decenni non si è altro che socialdemocratici. Parlano gli ex partigiani, iscritti...
voto al film: 
6 giugno 2007 Opinione di Carrels su "La cosa"
Un documentario girato in varie sedi regionali del Partito Comunista Italiano, che ha appena intrapreso (1989) il cammino per cambiare identità e passare alla socialdemocrazia; cosa che io ritengo giusta, dato che il comunismo, in un mondo globalizzato e capitalista non è raggiungibile; i russi hanno tentato ma sono giunti solo al capitalismo di stato. Reputo il comunismo di Marx una teoria di grande elevatura politica, sociale, economica e solidale. Purtroppo Stalin ne ha fatto una delle...
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