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Grey Owl - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Mauro Gervasini

Brosnan, statico ambientalista e difensore, banale, degli indiani

In principio fu la caccia, non il verbo. Anche per Archie, trapper inglese trapiantato in Canada che smercia pelli di castoro. Un giorno ha una folgorazione: gli animali sono figli di Manitù, perché ucciderli? L’uomo si converte alla causa ambientalista, viene confuso per un indiano (Grey Owl) e si mette a predicare il rispetto per la natura di fronte ai turisti occidentali. “Grey Owl” di Sir Richard Attenborough è proprio un film per turisti, un depliant ricco di belle espressioni new age e di ambientalismo radical chic. Cinema neanche a parlarne: persino gli incredibili scenari del Canada sono mortificati da una regia pomposa ma mai vibrante. Per tacer dei dialoghi. Dice lui: "Ho deciso, basta trappole". risponde lei: "Ti amo". L’indiano ha il volto di Brosnan, che senza smoking e Whalter PPK regolamentari è più statico di una sequoia. Molto meglio i due castorini ammaestrati che gli rubano la scena.


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