La ragazza sul ponte (1999)
Con Vanessa Paradis, Daniel Auteuil, Luc Palun, Demetre Georgalas
La trama
Di notte su un ponte che sovrasta la Senna una ragazza, Adèle, sta per buttarsi, ma Gabor, lanciatore di coltelli, che sta passando di lì per caso, la convince a desistere. L'uomo propone alla ragazza di fare coppia fissa con lui e l'unione di questi due destini disperati diventerà imprevedibilmente una scelta vincente. I due girano nei circhi della zona col loro numero e sembrano riscuotere un buon successo. Ma la fortuna sarà con loro solo fino a quando staranno insieme.
Girata con formato panoramico e in bianco e nero, la pellicola scivola via tra momenti alti e cadute rovinose, come quasi tutti i lavori del regista di "Il marito della parrucchiera" (unica sua opera compiuta). Per fortuna che c'è Auteuil, "il Mastroianni del cinema francese". Il fellinismo non fa (mai) Fellini.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 45/1999
Bianco e nero discontinuo e irrisolto che rimanda a “La strada”
L'opinione più votata
Di yume scritta il 09/10/2010 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Occhi da cerbiatta, nasino francese e zazzera scompigliata, sorride, a volte, un sorriso da bambina con i denti un po’ separati tra loro, l’imperfezione che serve alla bellezza per essere perfetta.
Racconta di sé alla voce fuori campo, sembrerebbe un tutor dei servizi sociali, mentre nella zona d’ombra sulla quinta di fondo cinque o sei personaggi immobili, seduti, ascoltano (una giuria?).
Adèle racconta con incoscienza innocente di quando andò via da casa e da scuola per seguire il primo ragazzo, di come volesse far l’amore perché sapeva che questo era la prova del suo esistere, e poi di tutti quegli uomini, uno dietro l’altro, intenzionati a farglielo credere, magari solo per un quarto d’ora, a volte anche in una toilette sull’autostrada. E dice che la sfiga la perseguita e non sa cosa farci, o forse lo sa.
Scena successiva, un ponte sulla Senna e lei al di là della spalletta che si guarda le punta delle scarpe e poi guarda giù, e poi di nuovo le scarpe.
“Lei mi sembra una donna che sta per commettere uno sbaglio”
E’ Gabor (Daniel Auteuil), lei lo guarda a occhi sgranati e lui non li scorderà più, anzi, sarà a quelli che penserà alla fine del film, quando sta per fare la stessa cosa, solo che siamo sul ponte che unisce le due sponde del Bosforo a Istanbul, con i minareti della moschea di Solimano che si stagliano nel cielo mentre fa sera.
La favola dell’impossibile che diventa possibile di tanto cinema di Leconte sta fra questi due estremi.
E’ in bianco e nero, iperrealista e onirico, rutilante, prismatico, accelera e rallenta al ritmo della musica, ora cubana ora affidata a "Who Will Take My Dreams Away?" e alla voce di Marianne Faithful e da Parigi, passando per Montecarlo e l’Italia, atterra ad Atene (stupenda vista sull’Acropoli dai tetti del Licabetto) e poi sul Bosforo.
Lui raccatta donne depresse sui ponti, non hanno nulla da perdere e così le usa nel suo lavoro di lanciatore di coltelli.
Lei ora è nel momento giusto e, soprattutto, non è una donna qualsiasi.
La sfiga li accomuna, ma con Adèle, sarà la sua bellezza, saranno la sua innocenza e l’alone di impalpabile leggerezza che l’avvolge, il connubio diventa perfetto, magico, telepatico addirittura.
Non sono amanti, lei continua tranquillamente a farsi attirare come una falena da chi la guarda con occhi pieni di promesse (finirà per questo anche in una scialuppa in mezzo al mare), lui, tenebroso e insieme ironico, impareggiabile lanciatore di coltelli anche nelle condizioni più estreme, è un disperato che sta facendo l’ultimo tentativo.
Dopo il tuffo di entrambi nella Senna e la fuga dall’ospedale sembra davvero che si entri nella favola, la ruota della fortuna gira prodigiosamente, esageratamente nel verso giusto, ci si chiede se sogno o son desto, casinò, lotteria, accendino d’oro sul bordo della strada, il successo in spettacoli sempre più coreografici, scintillanti, applauditi, è il trionfo ma a patto di essere uniti, come le due parti di una banconota strappata.
Lungo questa fantasmagoria ci accorgiamo che qualcosa sta succedendo nei due personaggi, anche se tutto sembra procedere sui binari iniziali dell’impersonale rapporto di lavoro.
Il lancio dei coltelli acquista sempre più l’aspetto di un intenso rapporto erotico, inconsapevole per entrambi ma vissuto ogni volta come tale.
Leconte è maestro nelle gradazioni, nella creazione di atmosfere e suggestioni, nel far sembrare le metafore realtà e viceversa.
Come in ogni favola che si rispetti, si arriva anche qui alla rottura dell’equilibrio iniziale e le peripezie dell’eroe, in questo caso due, precipitano rovinosamente verso il basso perché è venuto meno il rispetto di quel patto di unità sancito dalla banconota strappata.
L’uno senza l’altra diventa un perdente, lei scopre per l’ennesima volta che l’ultimo bel fascinoso e premuroso incontrato (addirittura le ha chiesto che parte del letto preferisce) non è quello giusto.
Ma allora, quello giusto dov’è?
Si sta quasi buttando giù dal ponte sul Bosforo.
“Lei mi sembra un uomo che sta per commettere uno sbaglio”.
Infatti, sarebbe un grosso, imperdonabile sbaglio!
- negative [2]
- sufficienti [4]
- positive [16]
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15 gennaio 2012 Opinione di Lina su "La ragazza sul ponte"
Voto 7 - Film un po' scombinato e un po' sconclusionato, ma assai particolare che si lascia seguire con interesse nonostante i suoi difetti. Incidono parecchio le musiche bellissime e profonde che s'imprimono nella mente, l'uso del bianco e nero nella pellicola e la scelta dell'attrice protagonista che col suo fascino lolitesco, nonostante uno sgradevole diastema ed un viso scarno che però fa sembrare i suoi occhi ancora più grandi, riesce a bucare pienamente lo schermo. Sono la sua...
voto al film: 
26 dicembre 2011 Opinione di LAMPUR su "La ragazza sul ponte"
Immediato il richiamo al bessoniano Angel-a. Delicato bianco e nero ad esaltare profondità e contorni, perfezionismi di camera virtuosa adagiata su storia fiabesca che chiede, cortese, di chiudere un occhio - se non entrambi - su svariate incongruenze ma, nel contempo, intriga e rende complici di questa coppia che scopre una piega di vita soddisfacente solamente senza allontanarsi l'uno dall'altra, come i famosi angeli con una sola ala, che hanno bisogno di stare in coppia per spiccare...
voto al film: 
24 novembre 2010 Opinione di fox1969 su "La ragazza sul ponte"
Mi è bastata una manciata di minuti per cogliere la tecnica di recitazione di Daniel Auteuil che a mio avviso rappresenta l'asso nella manica di questo film. Non conoscendo bene questo attore, sono rimasto subito sbalordito da sguardi ed espressioni che manifestano dramma, ironia o tensione a seconda dei casi...
voto al film: 
9 ottobre 2010 Opinione di yume su "La ragazza sul ponte"
Adèle (Vanessa Paradis) è un bellissimo viso in primo piano che appare e scompare fra i titoli di testa. Occhi da cerbiatta, nasino francese e zazzera scompigliata, sorride, a volte, un sorriso da bambina con i denti un po’ separati tra loro, l’imperfezione che serve alla bellezza per essere perfetta. Racconta di sé alla voce fuori campo, sembrerebbe un tutor dei servizi sociali, mentre nella zona d’ombra sulla quinta di fondo cinque o sei personaggi immobili, seduti, ascoltano...
voto al film: 
31 luglio 2010 Opinione di chribio1 su "La ragazza sul ponte"
diciamo che mi hanno colpito 2 sole cose:il bianco e nero che non stona in tutta questa storia e la bravura degli attori principali che sfoderano delle convincenti prove e alla fine risultano ben amalgamati nel far capire bene la storia del film.voto.5.5.
voto al film: 
8 settembre 2009 Opinione di jonas su "La ragazza sul ponte"
Una ragazza che sta per suicidarsi viene convinta a desistere da un lanciatore di coltelli. Lei diventa la sua partner nello spettacolo, e tempo dopo avrà modo di restituirgli il favore. Un film scombinato, che ogni tanto prova a decollare ma poi preferisce crogiolarsi nella sua bizzarria programmatica. Al confronto con l’inarrivabile Il marito della parrucchiera il romanticismo è manierato e stantio, nonostante cerchi di darsi una patina di originalità....
voto al film: 
18 gennaio 2007 Opinione di alexcarrozza su "La ragazza sul ponte"
E' un film bellissimo, poetico, intenso e passionale. Ottima la fotografia, straordinaria l'interpretazione dei due protagonisti. Completamente fuori luogo il giudizio espresso dal critico di Film-TV. E' forse il più bel film che io abbia mai visto! Da non perdere!
voto al film: 
24 maggio 2006 Opinione di scandoniano su "La ragazza sul ponte"
La vita, come l’amore, è un cerchio che si chiude. Il cerchio come perfezione. La metafora è inscenata con l’usuale maestria dal cineasta francese Patrice Leconte. La speculare contrapposizione delle scene che ci vengono proposte all’inizio ed alla fine del film, speculari e complementari proprio come lo sono, nella fase di fruizione della pellicola, l’elemento “inizio” e l’elemento “fine” (inizio e fine della vita, di un amore, di un rapporto), rappresentano i punti...
voto al film: 
5 gennaio 2006 Opinione di pea su "La ragazza sul ponte"
il fellinismo nn fara' fellini, questo nn sara' il capolavoro del cinema moderno, ma spazza via senza nessuna difficolta' il 90% della totalita'delle uscite annuali. quando e' in forma leconte riesce a far trasparire pura poesia dalla cinepresa, e ci riesce anche in diversi momenti di questo film (grazie anche a una brava vanessa paradis, e chi l'avrebbe detto? io me la ricordavo che canticchiava sedicenne il classico mediocre singolo estivo alla radio...)
voto al film: 
1 ottobre 2005 Opinione di emmepi8 su "La ragazza sul ponte"
MOlti hanno visto del Fellinismo.. io no, va be' c'è il ruolo di Auteuil che può far ricordare la Strada.. ma pochissima cosa..La storia non è eccelsa, questo è vero, si colgono male i perché se non quelli banali. Bella la fotografia, con schermo panoramico, e come mai le musiche d'annata?
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- negative [2]
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