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Opinione di Travis Bickle 1979 su Cotton Club

[The Cotton Club, USA 1984, Drammatico, durata 128']   Regia di Francis Ford Coppola
Con Richard Gere, Diana Lane, Bob Hoskins, James Remar




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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12/02/2011 voto al film: voto buono

Sul film


Gangster e allibratori delle proprie vite in un "indemoniato" locale jazz dove si danza sullo swing in ticcheggianti tip tap

Film anomalo nella mirabolante carriera di Coppola, un gangsta-movie che gravita attorno al "Cotton Club", famoso locale di ballerini e attrazioni "circensi" neri nell'Harlem degli anni '30.
Gangster impazziti un po' allunati che si strofinano nel fango e poi in abiti di lusso, incravattati e ingellati, uno con la trombetta di virile fascino maliardo destinato a diventare una piccola grande star di Hollywood, un fratello psicopatico in libera uscita nel gran manicomio del Mondo che spara anche su vittime inermi e indifese, un poveraccio che tira a campare corteggiando e spupazzandosi una bianca, e una "regina" contesa dai boss, perla di gentile malizia nel gran "casino".
Alla fine tanti morti ammazzati, risse da bar ma the show must go on, anche Lucky Luciano ha pagato il biglietto.
Nel "Cotton Club" ci sono ospiti illustri, attori di rinomata fama ed immortalità, da Gloria Swanson a James Cagney, e un Tom Waits gran direttore d'"orchestra" di affilato sguardo lupesco.

Opera che affascina, diverte, coinvolge, ritmata in una regia energica, dinamica, fra grande Cinema e semplice "sollazzo", che pare (di)vagare mesta nelle notti di una New York di sporchi angeli dagli occhi traditori, di puri che amano le coppie "miste", interraziali passioni da consumare lontano da sguardi indiscreti e dal pettegolezzo, vezzi autoriali, citazioni a se stessi, omaggi e strizzatine ai Padrini e a una grande era di malfattori e "puttanieri" che pare essere scomparsa.

E il treno si perderà nel "buio" di una Luna amica, in un happy end baldanzoso per due promessi amanti incurabili.

(Stefano Falotico)


SI

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