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La scuola dell'odio (1962)

[Pressure Point, USA 1962, Drammatico, durata 91', b/n]   Regia di Hubert Cornfield
Con Sidney Poitier, Bobby Darin, Peter Falk, Carl Benton Reid, Mary Munday



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La scuola dell'odio: assente
Ritmo ritmo in La scuola dell'odio: presente
Impegno impegno in La scuola dell'odio: assente
Tensione tensione in La scuola dell'odio: presente
Erotismo erotismo in La scuola dell'odio: assente

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La trama

Nel 1942 un soldato americano di origine tedesca viene arrestato per sedizione e mandato in un carcere militare. Lo psichiatra di colore, incaricato di porre rimedio alle sue tendenze antisociali che lo portano a cercare la rissa, scopre che l'uomo, in realtà, è uno psicopatico. Il militare è convinto che per arrivare al potere occorra usare come capri espiatori neri ed ebrei. Quando le autorità militari lo congedano, non rispettando le indicazioni dello psichiatra, quest'ultimo si dimette. 

Tratto da un caso clinico raccontato dal dottor Robert M. Linder. Buona interpretazione di Sidney Poitier. Uno dei migliori film "sociali" interpretati da Poitier nel periodo.

L'opinione più votata

Di Neve Che Vola scritta il 21/03/2010 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto ottimo

Bellissimo film a sfondo psicanalitico e sociale in forma di lungo flashback, ricco di eccellenti trovate visive, almeno secondo me.
Peter Falk fa la parte di uno psichiatra che vuole essere sollevato dall'incarico ricevuto dal suo capo, Sidney Poitier, che insiste affinchè continui la cura di un ragazzo. Ma per Falk è troppo, arriva perfino a chiedere di essere esentato:

"E se io invece non la sollevassi dall'incarico?
"Bè, allora me ne vado....dico sul serio...e non mi importa!"

La serietà con la quale vengono pronunciate queste parole è la molla che spinge Poitier a raccontare di un caso altrettanto difficile affidatogli venti anni prima, che lo costrinse a lasciare il posto quando era primo psichiatra in un penitenziario federale, in piena guerra, nel 1942: il paziente era bianco, ventinovenne, condannato a tre anni per sedizione.

Bobby Darin entra nello studio dello psichiatra di colore, e ride...

Darin: "Me ne frego di quel che pensa"
Poitier: "Perchè?"
Darin:"Perchè lei è un negro"

Poitier non reagisce, e dopo che il paziente ha manifestato il desiderio di andarsene, prosegue:

P: "Lei è libero di andarsene, ma... prima di andarsene, mi dica...cosa ha contro noi negri?"
D: "Ci tiene a saperlo?"
P: "Ci tengo a saperlo."
D: "E voi che avete contro noi bianchi? Ecco la risposta."

Dopo la prima impressione, lo psichiatra decide di tenerlo in una cella isolata. Qui Darin comincia ad avere forti segni di disagio - ben differenti dall'immagine che vuol proiettare - vede sè stesso aggrappato al buco del lavandino nel disperato tentativo di non essere risucchiato, e non riesce a dormire.
Poitier aveva chiesto di non seguirlo, ma il suo capo glielo chiede con insistenza - dopotutto fu lui a fargli dare l'incarico, nonostante fosse di colore - quindi le sedute continuano.
Dopo il solito approccio arrogante del paziente, che durante la seduta non può evitare di mostrare una crisi, Poitier fa una buona mossa e ne guadagna la fiducia:

D: "Può aiutarmi?"
P: "Non lo so. Devo saperne di più su di lei"

Meraviglioso il movimento di camera a questo punto: esce lentamente dalla stanza, ora l'ufficio si vede dietro le sbarre alla finestra e via via sempre più lontana, fino a che tutto è buio (la voce di Poitier comincia fuoricampo a raccontare quello che ha scoperto sul paziente), e appare un bambino in campo nero . Sempre su sfondo nero, appare la figura del padre, macellaio, in mezzo alle carni appese... il tutto è molto spettrale...il bambino indietreggia lentamente e, al primo schiaffo ricevuto dal padre minaccioso, appare l'interno dello studio psichiatrico (sempre con sfondo nero) con Poitier che osserva la scena e Darin sdraiato sul lettino che parla con voce di bambino.

"Non volevo piangere, avevo promesso a me stesso che non avrei pianto. Perchè non volevo essere come lei..." (come la debole madre).

L'infanzia del giovane internato - che aveva frequentato il partito nazista americano e predicato il sovvertimento violento del governo - era stata un vero inferno. ESPANDI +
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SI

Opinioni su La scuola dell'odio


21 marzo 2010 Opinione di Neve Che Vola su "La scuola dell'odio"
Neve Che Vola

Bellissimo film a sfondo psicanalitico e sociale in forma di lungo flashback, ricco di eccellenti trovate visive, almeno secondo me. Peter Falk fa la parte di uno psichiatra che vuole essere sollevato dall'incarico ricevuto dal suo capo, Sidney Poitier, che insiste affinchè continui la cura di un ragazzo. Ma per Falk è troppo, arriva perfino a chiedere di essere esentato: "E se io invece non la sollevassi dall'incarico? "Bè, allora me ne vado....dico sul serio...e non mi importa!" La...

voto al film: Neve Che Vola assegna il voto ottimo a La scuola dell'odio (1962)

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