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Rose e pistole - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Mauro Gervasini

Tra Tarantino e la tarantella un inedito ritratto di Napoli. Un po’ troppo frammentato

La Napoli della tarantella sparisce in favore di quella alla Tarantino, santo protettore di questo “Rose e pistole”, presentato al Forum di Berlino. Esordio di Carla Apuzzo, prodotto e cosceneggiato da Salvatore Piscicelli, “Rose e pistole” propone un inedito ritratto della città, colorato e pieno di personaggi che si aggirano lungo i margini della società civile. Le Rose del titolo non sono fiori, ma due delle protagoniste; una incinta dell’amante-spacciatore, che cerca di sfuggire al geloso marito macellaio che ha affittato un killer serbo per ucciderla, l’altra che vive con un laido gestore di hotline. Talk-show di provincia, hotline, l’hinterland dei Campi Flegrei, diventano il set in cui si muovono personaggi sopra e sotto le righe, tra cui anche un serial-killer. Una trama troppo spezzettata e la smania di tarantineggiare, appesantiscono la curiosa “musica del caso” che l’esordiente Apuzzo aveva tentato di imbastire.


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