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La storia di Agnes Browne - La recensione di FilmTv

[Agnes Browne, 1999, durata 91']   Regia di Anjelica Huston
Con Anjelica Huston, Marion O'Dwyer, Niall O'Shea, Ciaran Owens



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La recensione di FilmTv

di Aldo Fittante

Brava la Huston, regista e interprete della storia dell’emancipazione di una donna

Dublino, 1967. Per affrontare le spese del funerale del marito, Agnes Browne si rivolge a uno strozzino. La morte inaspettata dell’uomo che le ha lasciato in eredità ben sette pargoli d’età compresa fra i 2 e i 14 anni, pur appesantendo la donna di oneri e doveri, accelera emancipazione e mutamenti interiori. Grazie anche alla bellissima amicizia con Marion. La figlia dell’indimentacabile John Huston ("il mio unico, vero maestro"), oltre a mostrare un piglio decisamente fiero e sicuro dietro alla macchina da presa (ed è la seconda volta: anche l’opera prima “Bastard Out of Carolina” era un lavoro di notevole spessore, ma purtroppo in Italia non è mai apparsa), disegna - da straordinaria commediante di razza - una Agnes Browne da Oscar. Il film è tratto da un romanzo irlandese di grande successo, “The Mammy”, pubblicato nel 1994 e scritto, in sole sei settimane, da Brendan O’Carroll. Tra risate liberatorie, consapevolezze femministe che si fanno largo a fatica e un’atmosfera che - malgrado le avversità - risulta quasi gioiosa, un film che piacerà, soprattutto, all’altra metà del cielo. Da premio anche l’interpretazione di Marion O’Dwyer, amica del cuore e della cinepresa.


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