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Il grido (1957)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il grido: assente
Ritmo ritmo in Il grido: minimo
Impegno impegno in Il grido: forte
Tensione tensione in Il grido: forte
Erotismo erotismo in Il grido: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il grido

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il grido (voti: 41 media: 4,22) 41

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La trama

Aldo che lavora come operaio in uno zuccherificio convive da sette anni con Irma. Dalla loro unione è nata una bambina. Il marito di Irma è emigrato da molti anni e l'arrivo della notizia della sua morte apre per Aldo la prospettiva del matrimonio. Irma però non ne vuole più sapere dell'uomo e gli confessa di non amarlo più. Per Aldo e per la bambina comincia un viaggio in Val Padana, alla disperata ricerca di una donna che possa occuparsi di lui e della sua bambina.  

La chiave individualistica di cui è permeato tutto il cinema di Antonioni viene affrontata partendo dalla travagliata vicenda di Aldo.

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L'opinione più votata

Di Utente rimosso (signor joshua) scritta il 30/08/2010 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto buono

L'omologazione spirituale a cui sono sottoposti gli esseri umani degli ultimi secoli, non tarda ad arrivare anche per i poveracci, coloro che tirano a campare tentando di costruirsi una vita sulle macerie delle vite altrui, totalmente loro malgrado. E come potrebbero scampare: tutto ciò che la borghesia fa per sfruttarli, ricade irrimediabilmente sopra di loro, come se tutti i loro sforzi non facessero altro che aggravare una già precaria condizione di vita. Ma è un cane che si morde la coda, un circolo vizioso che può essere combattuto solo con il tempo, che farà giungere il patatrac definitivo, che ucciderà tutto questo sistema infernale. Già allora, negli anni Cinquanta, con la Democrazia Cristiana a svendere l'Italia all'America filo nazista, cominciavano ad avere gli stessi problemi della società truffatrice berlusconiana dei giorni nostri: un'assenza di cultura spaventosa, il lento degrado della classe operaia, e la sua perdita di identità, lo scavo profondo che il potere ha operato nei confronti di un sistema operaio funzionale, riducendolo ad un mero esercito di zombi che vagano per terre desertiche ed abbandonate. Servono sforzi immani per superare tutto questo, e comunque non sempre è possibile, e le cause si elencano molto rapidamente: la noia borghese, i rifiuti della società dei consumi, gli scheletri nell'armadio di secoli di oppressione, tutto viene gettato nelle inconsapevoli e disilluse vite dei sottoproletari, vengono caricati della malevolenza dei loro ricchi padroni, e diventano, oltre a schiavi, anche anonimi individui privi di un qualsivoglia tipo di spiritualità. Su tutto questo indaga Il grido, per riassumere: sul desolato appiattimento della vita della classe operaia, schiacciata moralmente e spiritualmente dalla meccanicità borghese. Questo ha come conseguenza, la sensazione di inadeguatezza nei confronti del mondo, la svogliatezza, la pigrizia e tutto il resto: il protagonista perde la voglia di lavorare, ma anche quella di viaggiare, ed è costretto a vagare in un limbo di scontentezza per anni, abbandonando la figlia, ed impedendosi di provare (e provare) qualsiasi tipo di affetto o di sentimento, lasciandosi alle spalle qualsiasi progetto di felicità; il tutto culmina nel terrificante finale, che giustifica davvero il titolo, e sopprime definitivamente ogni speranza, ed ogni appiglio di illusione. Questo, è uno dei film più palesemente drammatici di Antonioni, ricchissimo di scene davvero tristissime e commoventi (prima tra tutte, l'addio del padre alla figlia, che insegue l'autobus, tentando di giustificare il proprio gesto), aiutate anche da una colonna sonora malinconica, e da attori straordinari e sofferti, il tutto dilatato (come sempre) per quasi due ore di tensione drammatica e di un'agonia che non trova alcun rimedio. Quello che potrebbe sembrare un film atipico per Antonioni, ad una seconda occhiata più attenta, si rivela essere il logico inizio di un percorso cinematografico estremamente complesso: iniziare con gli “innocenti”, per poi parlare dei “colpevoli”. Certo, Antonioni non è Pasolini (ma in fondo, chi è come Pasolini?), e sembra trovarsi molto più a suo agio in contesti riguardanti direttamente i protagonisti della classe borghese, ma questo film, è un'altra interessantissima visione di una condizione umana tristissima e sofferente.
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SI

Opinioni su Il grido


18 marzo 2011 Opinione di Tarabas su "Il grido"
Tarabas

Un uomo e una bambina vagabondano per la pianura padana, cercando di ricostruirsi una vita. Ricorda tanto il vagabondaggio per Roma di un altro padre, alla ricerca di una bici rubata in compagnia del figlio. In un'altra Italia, verrebbe da dire. Qui la ricerca ha un obiettivo più sfuggente, ritrovare un senso per un'esistenza immiserita, materialmente e umanamente. Con una regia perfetta e spietata, Antonioni isola i personaggi come figurine perse nella nebbia del Polesine, non...

voto al film: Tarabas assegna il voto ottimo a Il grido (1957)

3 commenti
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30 agosto 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Il grido"
Utente rimosso (signor joshua)

L'omologazione spirituale a cui sono sottoposti gli esseri umani degli ultimi secoli, non tarda ad arrivare anche per i poveracci, coloro che tirano a campare tentando di costruirsi una vita sulle macerie delle vite altrui, totalmente loro malgrado. E come potrebbero scampare: tutto ciò che la borghesia fa per sfruttarli, ricade irrimediabilmente sopra di loro, come se tutti i loro sforzi non facessero altro che aggravare una già precaria condizione di vita. Ma è un cane...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto buono a Il grido (1957)

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8 dicembre 2009 Opinione di luca826 su "Il grido"
luca826

VOTO 8+ DESOLATO Disperato grido d'angoscia verso un'esistenza segnata dalla sofferenza e dal dolore. Bellissime le location, sempre invernali che rispecchiano un malessere interiore, un vuoto incolmabile, un dolore universale. Senza via di scampo.

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Il grido (1957)


3 marzo 2009 Opinione di jonas su "Il grido"
jonas

L’assunto del film è che certe inquietudini esistenziali non sono una prerogativa delle classi elevate ma possono riguardare anche i proletari (speravano di scamparla, e invece no). La dimostrazione viene affidata alla vicenda di un operaio che, inopinatamente abbandonato dall’amante proprio ora che potrebbero sposarsi (il marito di lei, emigrato da anni, è morto), prende a vagare senza meta con la sua bambina e incontra vari personaggi femminili, finché...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Il grido (1957)

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6 febbraio 2009 Opinione di OGM su "Il grido"
OGM

Un uomo e, intorno a lui, il vuoto e la nebbia. Se, da un momento all’altro, e senza che ce ne accorgiamo, possiamo passare dall’essere oggetto di amore all’essere un peso di cui liberarsi, esattamente come, in un soffio, la vita ci scarica e ci consegna alla morte, allora è proprio vero che ognuno di noi è irrimediabilmente solo. Ed è proprio vero che dagli altri ci separa il nulla; e non appena smarriamo la direzione di casa, ci ritroviamo sballottati da una parte all’altra da...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Il grido (1957)

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12 dicembre 2008 Opinione di steno79 su "Il grido"
steno79

Incompreso alla sua uscita, oggi viene giustamente considerato una delle opere maggiori di Antonioni : preannuncia le tematiche del disagio esistenziale e dell'alienazione che verranno sviluppate nelle opere successive, ma ciò che lo distingue è l'ambientazione proletaria e non borghese. Strutturato in maniera episodica, con il protagonista che compie una sorta di pellegrinaggio attraverso diverse tappe che lo rimandano ossessivamente al proprio fallimento, è attendibile ed efficace nelle...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Il grido (1957)

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3 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "Il grido"
mm40

Il grido non è solo quello folle e disperato della Valli a conclusione del film, ma è l'emblema, l'epitome della solitudine che il protagonista del film rappresenta, ma che per Antonioni è evidentemente una caratteristica situazione e sensazione umana. Ben recitato, ma soprattutto diretto con un ottimo gusto narrativo che ad Antonioni apparteneva, pur rinnegandolo spesso per lasciar spazio a paesaggi, fotografia, silenzi. Qui c'è anche questo, ma su tutto c'è una storia profondamente...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Il grido (1957)


26 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "Il grido"
sasso67

Uno dei film più drammatici e senza speranza di Antonioni, riuscito anche grazie al quasi (iper)realismo della messinscena: molti luoghi della Bassa sembrano le pianure americane e ricordano certi quadri di Edward Hopper. Da non sottovalutare anche una buona recitazione.

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Il grido (1957)

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15 novembre 2007 Opinione di emmepi8 su "Il grido"
emmepi8

Storia di Antonioni, sceneggiata da lui stesso con Ennio De Concini e Elio Bartolini, ottimo scrittore e sceneggiatore anche del successivo L'Avvetnura,capolavoro del cinema in assoluto. Gianni di Venanzo ha curato la splendida fotografia della bassa padania, avendo come collaboratori, futuri e preziosi professionisti del nostro cinema più bello, come Guarnieri e De Palma, che poi diventerà collaboratore fisso di Antonioni e poi sarà un grande operatore di Woody Allen. Il film...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Il grido (1957)

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7 agosto 2007 Opinione di siberth su "Il grido"
siberth

Film grande, ma strano...profondamente strano!

voto al film: siberth assegna il voto buono a Il grido (1957)




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