L'umanità (1999)
Con Emmanuel Schotté, Severine Caneele, Philippe Tullier, Ginette Allegre
La trama
Pharaon De Winter, tenente di polizia, è un uomo umile e semplice che è solito prendere su di sé la sofferenza degli altri. Pharaon parla con poche persone e non si rivolge a nessuno. Scapolo, sulla trentina, abita con sua madre nella cittadina di Bailleul. Diventa amico di Domino, una operaia di 23 anni, e ben presto se ne innamora. Ma Domino ha un compagno, Joseph. È con loro due che Pharaon sfoga la sua malinconia. Anche perché deve indagare sull'omicidio di una bimba...
Il film di Dumont, Premio speciale della giuria a Cannes, inizia con l'immagine insostenibile di un pube infantile squarciato. Dumont è "cineasta dell'inquadratura", nel senso che la sua rappresentazione privilegia in maniera superba il rapporto tra corpi e spazi. Ma i frammenti dal rigore bressoniano non hanno "respiro", nel senso che il montaggio non riesce a trasformare la tensione morale dei quadri in un discorso narrativo. Emanuel Scotté è stato premiato come miglior attore, con grande scandalo.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 17/04/2012 - utile per 12 utenti
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17 aprile 2012 Opinione di Peppe Comune su "L'umanità"
Il corpo brutalmente violentato di una bambina viene trovato nelle campagne di una piccola provincia delle Fiandre. Indaga sull’efferato delitto il commissario della piccola stazione di polizia (Ghislain Ghesquère) coaudivato dall’ispettore Pharaon De Winter (Emmanuel Shottè). E‘ soprattutto Pharaon ad interessarsi del caso, ma non ha niente in mano, nessun indizio, nessuna pista da seguire, solo vaghe ipotesi. Poi lui è l’antitesi del poliziotto, perso come sembra nel ricordo...
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27 gennaio 2012 Opinione di lorebalda su "L'umanità"
Bruno Dumont ne è sicuro: “L’invisible ne se filme pas”. Eppure questa certezza non gli impedisce di girare, come dice lui stesso, un film sull’invisibile, sul soprannaturale: L’humanité. Film poetico perché parte dalla realtà per andare aldilà (Dumont: “La poésie consiste justement à modifier la représentation du monde”), perché deforma i piccoli dettagli, costruendo un mondo tutto tempo e azione, sensations e movimenti – nessun pensiero, niente "idées". Un film...
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10 gennaio 2012 Opinione di emmepi8 su "L'umanità"
Dumont è un autore da scoprire e da riscoprire, un cinema come dice l’autore stesso che si rifà a Pasolini e Rossellini e naturalmente i suggerimenti dei due nomi ci aiutano moltissimo nella comprensione delle tematiche e della direzione stessa, ma i suoi film hanno una personalità propria che mai scopiazza i due grandi autori, ma fa un cammino su quelle impronte in maniera personale ed arriva a livelli ragguardevoli, come in questo caso o ne L’Età Inquieta. Un personaggio che va...
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12 luglio 2005 Opinione di Mister_Kacalùbb su "L'umanità"
Film realistico ed accattivante nei temi,quanto molto antispettacolare e viziato da intellettualismo che ne appesantisce i ritmi,ma che classe,consigliato a tutti coloro che sanno apprezzare il cinema d'autore impegnato.
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