Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

L'umanità (1999)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'umanità: assente
Ritmo ritmo in L'umanità: minimo
Impegno impegno in L'umanità: forte
Tensione tensione in L'umanità: presente
Erotismo erotismo in L'umanità: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a L'umanità

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a L'umanità (voti: 8 media: 3,63) 8

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di L'umanità

L'umanità play

La trama

Pharaon De Winter, tenente di polizia, è un uomo umile e semplice che è solito prendere su di sé la sofferenza degli altri. Pharaon parla con poche persone e non si rivolge a nessuno. Scapolo, sulla trentina, abita con sua madre nella cittadina di Bailleul. Diventa amico di Domino, una operaia di 23 anni, e ben presto se ne innamora. Ma Domino ha un compagno, Joseph. È con loro due che Pharaon sfoga la sua malinconia. Anche perché deve indagare sull'omicidio di una bimba...  

Il film di Dumont, Premio speciale della giuria a Cannes, inizia con l'immagine insostenibile di un pube infantile squarciato. Dumont è "cineasta dell'inquadratura", nel senso che la sua rappresentazione privilegia in maniera superba il rapporto tra corpi e spazi. Ma i frammenti dal rigore bressoniano non hanno "respiro", nel senso che il montaggio non riesce a trasformare la tensione morale dei quadri in un discorso narrativo. Emanuel Scotté è stato premiato come miglior attore, con grande scandalo.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 17/04/2012 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto buono

Il corpo brutalmente violentato di una bambina viene trovato nelle campagne di una piccola provincia delle Fiandre. Indaga sull’efferato delitto il commissario della piccola stazione di polizia (Ghislain Ghesquère) coaudivato dall’ispettore Pharaon De Winter (Emmanuel Shottè). E‘ soprattutto Pharaon ad interessarsi del caso, ma non ha niente in mano, nessun indizio, nessuna pista da seguire, solo vaghe ipotesi. Poi lui è l’antitesi del poliziotto, perso come sembra nel ricordo delle sue ferite recenti. Pharaon è un uomo mite e taciturno, ha perso la moglie e il figlio due anni prima e mostra tutti i sintomi di chi ancora deve mettere in sesto le proprie cose. Si accompagna spesso alle uscite di Domino (Sèverine Caneele), una vicina di casa di cui e segretamente attratto, e Joseph (Philippe Tullier), una coppia di amanti “focosi” che si rapportano a lui con un atteggiamento che va dal tentativo della ragazza di farlo evadere dall’isolamento emotivo in cui si è ficcato, alla derisione del ragazzo per la goffaggine del suo aspetto. “L’umanità” (Premio speciale della giuria a Cannes) è il secondo film del “regista-filosofo” Bruno Dumont e come “L’età inquieta” che lo ha preceduto, oltre ad essere ambientato nella campagna aspra e brumosa delle Fiandre, è attraversato da una cappa di evidente insofferenza per la vita, una sensazione questa che si avverte più scavando tra le pieghe emozionali delle cose che non vengono dette o fatte, che prestando attenzione all’inconsistenza esistenziale che viene chiaramente esibita attraverso lo scorrere vacuo delle giornate dei protagonisti. Ci sarebbero vuoti da riempire e parole da pronunciare, ma, alla messinscena conseguenziale delle emozioni, Dumont mostra di preferire una narrazione ellittica che fa perno sulla nuda rappresentazione dei silenziosi spasmi del corpo, quelli che ,se da un lato, possono liberarsi nel muto appagamento dei bisogni fisiologici dell’uomo (il sesso senza amore come la brutale uccisione di una bambina), rischiano, dall’altro lato, di imprigionare nella casta innocenza di (un) Pharaon urla di dolore che anelano una liberazione definitiva. Il cinema di Bruno Dumont aderisce con rigore quasi bressoniano alla realtà fattuale, anche se ciò che intende principalmente catturare sono la noia e il vuoto esistenziale che ad essa possono irrimediabilmente legarsi, entità astratte che sanno produrre effetti sulle persone di disarmante concretezza sistemica. L’ampiezza delle inquadrature somiglia ad un quadro che tende a fissare per l’eternità l’umana precarietà del vivere, si concentra sull’insieme di piccoli gesti insignificanti per ricondurci alla spoglia antispettacolarità della vita, mostra il nulla apparente per restituirci il lato più disperatamente legato alle sorti dell’umanità tutta. Ecco, l’antispettacolarità del cinema di Bruno Dumont aderisce ad un idea di mondo che fa degli emarginati sociali l’oggetto di massimo interesse, quelli che rimanendo fuori dalla generale ostentazione delle “felicità occidentali” si riscoprono prigionieri forzati del grigiore che ha preso piede nelle proprie vite, avvolti in un rapporto contrastato e complice insieme con i luoghi che vivono e abitano, con la verginità della nuda terra che calpestano a ricordargli le radici dei loro destini e un silenzio assordande che il tempo non cicatrizza mai. ESPANDI +
Commenta l'opinione 3
SI

Opinioni su L'umanità


17 aprile 2012 Opinione di Peppe Comune su "L'umanità"
Peppe Comune

Il corpo brutalmente violentato di una bambina viene trovato nelle campagne di una piccola provincia delle Fiandre. Indaga sull’efferato delitto il commissario della piccola stazione di polizia (Ghislain Ghesquère) coaudivato dall’ispettore Pharaon De Winter (Emmanuel Shottè). E‘ soprattutto Pharaon ad interessarsi del caso, ma non ha niente in mano, nessun indizio, nessuna pista da seguire, solo vaghe ipotesi. Poi lui è l’antitesi del poliziotto, perso come sembra nel ricordo...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a L'umanità (1999)

3 commenti
[utile per 12 utenti]

27 gennaio 2012 Opinione di lorebalda su "L'umanità"
lorebalda

Bruno Dumont ne è sicuro: “L’invisible ne se filme pas”. Eppure questa certezza non gli impedisce di girare, come dice lui stesso, un film sull’invisibile, sul soprannaturale: L’humanité. Film poetico perché parte dalla realtà per andare aldilà (Dumont: “La poésie consiste justement à modifier la représentation du monde”), perché deforma i piccoli dettagli, costruendo un mondo tutto tempo e azione, sensations e movimenti – nessun pensiero, niente "idées". Un film...

voto al film: lorebalda assegna il voto ottimo a L'umanità (1999)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


10 gennaio 2012 Opinione di emmepi8 su "L'umanità"
emmepi8

  Dumont è un autore da scoprire e da riscoprire, un cinema come dice l’autore stesso che si rifà a Pasolini e Rossellini e naturalmente i suggerimenti dei due nomi ci aiutano moltissimo nella comprensione delle tematiche e della direzione stessa, ma i suoi film hanno una personalità propria che mai scopiazza i due grandi autori, ma fa un cammino su quelle impronte in maniera personale ed arriva a livelli ragguardevoli, come in questo caso o ne L’Età Inquieta. Un personaggio che va...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a L'umanità (1999)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

12 luglio 2005 Opinione di Mister_Kacalùbb su "L'umanità"
Mister_Kacalùbb

Film realistico ed accattivante nei temi,quanto molto antispettacolare e viziato da intellettualismo che ne appesantisce i ritmi,ma che classe,consigliato a tutti coloro che sanno apprezzare il cinema d'autore impegnato.

voto al film: Mister_Kacalùbb assegna il voto buono a L'umanità (1999)




scrivi la tua opinione su L'umanità


Voti a L'umanità



login

hai dimenticato la password?