Opinione di Aquilant su eXistenZ
Con Jennifer Jason Leigh, Ian Holm, Jude Law, Don McKellar
- negative [7]
- sufficienti [14]
- positive [47]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
A quale punto estremo di degradazione potrebbe pervenire l’ESISTENZA dell’essere umano se assimilata ad una simulazione virtuale dall'architettura collegata direttamente al suo sistema nervoso e resa di conseguenza schiava di un disumanizzante jeu de massacre in cui l’energia stessa del corpo umano è indotta a fungere da vera e propria alimentazione del perverso meccanismo che dà l’impulso al gioco? E quale entità dovrebbe assumere la strameritata punizione cui assoggettare l’ideatore di tali esasperate deformazioni della realtà? A seguito della visione del presente film non c’è da aspettarsi nessuna risposta valida ad interrogativi del genere. Soltanto fumo negli occhi, simulato anche quello per di più, ed una totale discontinuità degli elementi narrativi. Lo scopo di “existenz” è lontano anni luce dal voler suscitare il sano interesse del pubblico pagante tramite una serie di interrogativi più che inquietanti a proposito di un futuro prossimo venturo. E poco importa all’autore di metterci in guardia dai sottili pericoli nascosti in taluni meccanismi virtuali portati alle estreme conseguenze. Cronemberg, com’è noto, solitamente si diletta fino alla follia a pescare nel torbido dei malesseri dell'ESISTENZA, a condurre l’incauto spettatore in una terra di nessuno in cui s’incontra di tutto, dalle macchine da scrivere parlanti ad esseri spiritati attratti dal fascino perverso della mutilazione. Un mondo neurino in cui il possibile fa rima con l’assurdo ed il reale è ricondotto sul piano del disgusto totale, della degradazione fine a sé stessa. Ed anche nel presente caso non manca di tirare in ballo una serie di “sottigliezze” d’autore a base di un presunto “Game Pod Metacarnale” allo scopo d’imporci per l’ennesima volta il suo deviante modo di (non) fare cinema, interamente basato su una serie di astrusità e di nonsense incastonati in un intricato meccanismo di scatole cinesi che man mano che si procede con balzi in avanti nella narrazione finisce nel mostrare sempre più la corda dopo un’illusoria partenza ammantata di suspence e cadenzata da un ritmo mozzafiato che pone (purtroppo soltanto provvisoriamente) in secondo piano l’aspetto demenziale della vicenda. Ma dal momento in cui si comincia ad entrare nel “vivo”, o meglio nel “morto” del gioco a base di bioporte sparate nella spina dorsale, di varietà mutanti da consumare in umido, di organismi sanguinolenti disseminati in lungo ed in largo nel corso dell’intera simulazione, la vicenda non tarda a svelare la sua reale entità di intricato guazzabuglio dal finale irrisolto, mostrando sempre più il fiato corto grazie a velleitari capovolgimenti di fronte dall’efficacia zero per poi adagiarsi alla fine in una soluzione di comodo sparata sotto forma di ennesimo colpo di scena fintamente spiazzante. Ed è subito notte. Fonda. Tranquilli però, siamo fortunatamente lontani dall’estetica necrofila di Crash.
Commenti
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18 luglio 2010, 20:03 di maghella
Amo molto Cronenberg,ma questo film mi ha profondamente annoiato e deluso.Secondo me si è fatto prendere troppo la mano dagli "effettoni specialoni",perdendo di vista il lato che poteva essere più affascinante e curioso.Inoltre la scelta di Jennifer J. Leight è molto discutibile,non l'ho trovata centrata per il ruolo,poco convincente.
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