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Opinione di Spielbergman su Il 13º guerriero

[The 13th Warrior, USA 1999, Avventura, durata 102']   Regia di John McTiernan
Con Antonio Banderas, Vladimir Kulich, Dennis Storhøi, Daniel Southern




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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16/07/2006 voto al film: voto buono

Sul film

Probabilmente John Millius avrebbe voluto realizzare questo film “barbaro”, fra l’avventura e l’horror, ambientato nelle selvagge foreste dell’Europa settentrionale. Certo, Millius è il creatore di Conan, il personaggio il cui mondo è il più vicino alla visione classica del fantasy soppiantato solo pochi anni fa dallo stile “serio” e “macho” di Peter Jackson, ed è logico che, in mano del caro John, “Il 13° guerriero” sarebbe stato un epico film “barbarico”, denso di violenza e di forza bruta. Però sarebbe potuto essere anche un “Conan-Parte 3°” e il senso di deja-vù sarebbe stato troppo evidente. In mano a John “Die Hard” McTiernan, la storia inventata su carta dal leggendario Micheal Chrichton diviene un sorprendente spaccato di guerra, orrore, visionarietà e violenza. Un film la cui durata è nettamente inferiore alla saga Jacksoniana o alle imprese di “Mr. Universo” versione “Aragorn”, ma che, in un’ora, riesce a creare un’epica storia di sangue, amicizia, morte e dolore. 13 guerrieri (dodici vichinghi e un arabo) si uniscono, nelle loro contrapposizioni come nei punti in comune, per difendere un feudo in mano a loschi reggenti da una tribù di bestie assassine. McTiernan non dirige certo un capolavoro, ma il suo talento nel costruire una storia d’armi e morte così coinvolgente è notevole, soprattutto grazie a inediti momenti poetici su temi importanti come l’identità, la convivenza, l’onore, il coraggio, la fede, i valori. Forse, a causa della sua breve durata, “Il 13° guerriero” può apparire mal gestito sul piano narrativo, ma se si focalizza l’attenzione sul piano “morale” e “filosofico” della pellicola d’azione, allora si scopre un godibile ed emozionante viaggio negli istinti più reconditi dell’essere umano. Voto: 7 ½

Sulla trama

Uno “squarcio” epico su una storia di morte, paura e coraggio nel medioevo dei vichinghi, molto eccitante.

Sulla regia di John McTiernan

buona

Sulla regia di John McTiernan

Per uno specialista come McTiernan, qui ci sono tutti gli ingredienti per inscenare un’azione dura, selvaggia, cruda e con un ottimo bilanciamento fra riflessione e azione. Certo, “Die Hard” e “Predator” sono lontani, ma ci accontentiamo. Grande Mac!

Sull'interpretazione di Antonio Banderas

bravissimo

Sull'interpretazione di Antonio Banderas

Ancora una volta si dimostra un efficace attore d’azione. Bravo.


SI

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