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Il quarto comandamento (1987)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il quarto comandamento: assente
Ritmo ritmo in Il quarto comandamento: presente
Impegno impegno in Il quarto comandamento: presente
Tensione tensione in Il quarto comandamento: presente
Erotismo erotismo in Il quarto comandamento: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il quarto comandamento

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il quarto comandamento (voti: 6 media: 3,50) 6

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locandina di Il quarto comandamento

La trama

Nei primi anni del 1300 un gentiluomo francese lascia il suo castello per andare in guerra. Il piccolo François non fa a tempo a salutare il genitore che sorprende la madre nel letto con l'amante. Il ragazzino non ci pensa due volte e uccide l'uomo. Cresciuto, François parte in guerra, accompagnato dal figlio Arnaud, lasciando a casa la moglie e la figlia Beatrice. I due, dopo quattro anni di prigionia, tornano a casa e François, innamoratosi della figlia, la violenta.  

Ispirato al "Beatrice Cenci" di Riccardo Freda, allora amico di Tavernier, un melodramma complesso ma affascinante. Rigorosa l'ambientazione medioevale, su sonsulenza di Jacques Le Goff.

L'opinione più recente

Di degoffro scritta il 15/12/2009

Voto al film: voto buono

Rec. breve
Il più sottovalutato e sfortunato dei film di Bertrand Tavernier. Raramente al cinema il Medioevo è stato rappresentato in modo così realistico, tragico, cruento, barbaro e selvaggio, tanto da ricevere anche le lodi del grande storico medioevale Jacques Le Goff. "Quarto comandamento" è un affresco potente, cupo, crudo, brutale. Scritto benissimo da Colo Tavernier O'Hagan, fotografato magnificamente da Bruno de Keyzer, "Quarto comandamento" è una tragedia classica asciutta, ellittica, affascinante, coinvolgente, nerissima. Un film pervaso da un senso di ineluttabilità e di morte e popolato da personaggi il cui destino pare già inesorabilmente segnato. Formidabile Bernard Pierre Donnadieu ma la vera sorpresa è Julie Delpy sul cui volto, intenso e delicato, si ritrovano sia l'innocenza e la dolcezza sia la rabbia, l'odio e la determinazione di Beatrice, spogliata della sua purezza ed integrità da un uomo senza pietà e diabolico. Da riscoprire. Medievale.
Voto: 8


Il più sottovalutato e sfortunato dei film di Bertrand Tavernier. Raramente al cinema il Medioevo è stato rappresentato in modo così realistico, tragico, cruento, barbaro e selvaggio, tanto da ricevere anche le lodi del grande storico medioevale Jacques Le Goff. "Quarto comandamento" è un affresco potente, cupo, crudo, brutale. Come si legge sul sito www.cinemedioevo.net "pur raccontando una vicenda immaginaria il film evidenzia alcuni aspetti fondamentali della civiltà medievale (qui ritratta sullo sfondo di un secolo di crisi: il Trecento della guerra dei Cento Anni, della peste, della crisi economica, ecc..): la concezione primitiva e barbarica dell'onore familiare, il dominio patriarcale del capo-famiglia (i familiari sono considerati proprietà di cui disporre a piacimento), un'idea animalesca della sessualità (il figlio Arnaud viene costretto dal padre ad accoppiarsi con prostitute per dimostrare la propria virilità), la violenza del più forte sul più debole (i poveri contadini del feudo che subiscono le ruberie di Francois), il dominio maschilista (la condizione delle donne è di totale sottomissione all'uomo), l'imporsi del potere economico di una borghesia emergente (i commercianti che approfittano del bisogno di denaro dei Cortemare)." Come annuncia la voce fuori campo nell'incipit, "vi sono storie simili a certi alberi dei quali è meglio conoscere le radici per meglio comprendere la morbosa contorsione dei rami, l'afflusso del sangue nelle foglie, il veleno nella linfa." E infatti il prologo già riassume bene la vicenda: salutato il padre partito per la guerra, il piccolo François scopre la madre a letto con un amante e non esita ad ucciderlo con la daga donatagli dal padre per difendere la mamma "così bella e gli uomini così brutali". Quell'episodio segna per sempre la vita di François, "altero, folle bambino, così piccolo, così indifeso, così terribilmente solo" che, una volta adulto, tornato dalla guerra dopo anni di prigionia, rivela tutta la sua bestialità ed abbruttimento (appena arrivato saluta la madre sprezzante dicendole "soltanto l'avervi accanto annulla la poca gioia di vivere che mi resta" e prima della cena per festeggiare il suo rientro, al fedele Richard dice rassegnato "Sono appena tornato e ho già voglia di andarmene. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Il quarto comandamento


15 dicembre 2009 Opinione di degoffro su "Il quarto comandamento"
degoffro

Rec. breve Il più sottovalutato e sfortunato dei film di Bertrand Tavernier. Raramente al cinema il Medioevo è stato rappresentato in modo così realistico, tragico, cruento, barbaro e selvaggio, tanto da ricevere anche le lodi del grande storico medioevale Jacques Le Goff. "Quarto comandamento" è un affresco potente, cupo, crudo, brutale. Scritto benissimo da Colo Tavernier O'Hagan, fotografato magnificamente da Bruno de Keyzer, "Quarto comandamento" è...

voto al film: degoffro assegna il voto buono a Il quarto comandamento (1987)


16 aprile 2007 Opinione di chribio1 su "Il quarto comandamento"
chribio1

film particolare,con ambientazioni medievali.abbastanza interessante anche se non un capolavoro.se lo trovo lo comprero' solo per un motivo...voto.5.5. piccola postilla:l'ho visto 2 volte e la seconda visione su canale5,e' stata tagliata nelle parti diciamo cosi'"ose'".

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Il quarto comandamento (1987)



11 giugno 2002 Opinione di E. DeLarge su "Il quarto comandamento"
E. DeLarge

MAGICOOOOO non riuscivo a staccarmi dalla sedia! Una rappresentazione del medioevo che, in quanto a realismo, fa il paio con il Rinascimento che Olmi ci ha mostrato ne "Il mestiere delle armi". Personaggi "larger than life" che si stagliano su un fondale così sobrio, attori molto bravi... Tavernier sa gestire ottimamente una storia che sarebbe facile rendere spettacolare e banale, lasciando sempre fuori campo la violenza, suggerendola e basta e rendendola per questo ancora più forte e...

voto al film: E. DeLarge assegna il voto buono a Il quarto comandamento (1987)



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