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Cronaca di Anna Magdalena Bach (1967)

[Chronik der Anna Magdalena Bach, Germania 1967, Biografico, durata 94', b/n]   Regia di Jean-Marie Straub, Danièle Huillet
Con Gustav Leonhard, Christiane Lang, Paolo Carlini



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Cronaca di Anna Magdalena Bach: minimo
Ritmo ritmo in Cronaca di Anna Magdalena Bach: minimo
Impegno impegno in Cronaca di Anna Magdalena Bach: forte
Tensione tensione in Cronaca di Anna Magdalena Bach: minimo
Erotismo erotismo in Cronaca di Anna Magdalena Bach: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Cronaca di Anna Magdalena Bach

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Cronaca di Anna Magdalena Bach (voti: 7 media: 4,57) 7

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La trama

Nel 1720, pochi mesi dopo la morte della sua prima moglie, Johann Sebastian Bach, sposa la cantante Anna Magdalena Wülken. Quest'ultima tiene un diario sul quale annota le sue impressioni. Trent'anni dopo rievoca la sua vita accanto al geniale musicista. La musica e l'amore si fondono nella cronaca di una vita e di una geniale concezione musicale."Ho voluto portare la musica sullo schermo, ho voluto mostrare la musica agli spettatori" ha dichiarato il regista Jean-Marie Straub. Il film in effetti è un rigoroso esercizio di stile che parte da un'autobiografia musicale (suonata attraverso 25 brani da Gustav Leonhard) e che si trasforma in una storia d'amore. 

L'opinione più votata

Di yume scritta il 30/09/2010 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto ottimo

Anna Magdalena Wülken, cantante alla corte di Anhalt-Cothen dove Johann Sebastian Bach era direttore d'orchestra da camera, è la voce fuori campo che legge il diario del suo lungo matrimonio con il più grande musicista di tutti i tempi.
Bach la sposò nel 1720, pochi mesi dopo la morte della prima moglie.
Tredici figli e trentacinque anni di vita in comune fino alla morte, avvenuta a Lipsia nel 1750, sono raccontati in un film da “ascoltare con gli occhi”.
The Little Chronicle of Magdalena Bach, un apocrifo pubblicato nel 1933, fornisce solo lo spunto per il titolo, mentre la cura filologica nella ricostruzione, attraverso documenti originali, appunti, lettere e promemoria, è ciò che contraddistingue questa come tutte le opere della coppia Straub-Huillet.
Gustav Leonhard, il più grande clavicembalista mondiale, fornisce la sua figura alta e ascetica al protagonista, già operando in questa scelta  quel modo inconfondibile dell’uso Straubiano  dell’attore, che lavora fianco a fianco col regista e s’immerge nei testi fino ad esserne posseduto. Il film stesso diventa a questo punto anche documento sull’attore, e dunque solo uno dei più grandi interpreti bachiani poteva rivestire quel ruolo (Bach infatti era tutt’altro che alto e sottile, basti vedere la sua statua fuori della  St.Thomaskirche a Lipsia, dove  ancora viene suonato l’organo che gli fu più caro)
Quello che rende questo film un’esperienza unica è la capacità di fare della musica la sostanza stessa dell’opera, non un suo complemento formale. Qui si assiste, come disse Moravia, ad "una personificazione dello spirito della musica di Bach”.
L’inquadratura fissa è prevalente, si “ascolta” l’immagine che consegna ai nostri occhi gli strumenti originali, quelli conservati con tanta cura nell’Auditorium della piccola e modesta casa dei Bach ad Eisleben, in Turingia.
La storia privata di Bach è raccontata attraverso la musica, ed è indubitabilmente la sua storia vera.
La camera fissa, che riprende i musicisti in lunghe sequenze, la registra senza costruire documentari o manifestare intenti didascalici.
Il film è fatto di quella musica e ne assume il linguaggio, la precisione matematica e la leggerezza ariosa, la perfezione geometrica e la carica eversiva.
Il ritratto di Bach ne esce a tutto tondo, un uomo libero per cui  la musica non ha confini ideologici, politici,religiosi e geografici.
Nella concezione Straubiana del fare cinema, rappresentare la musica e farne la trama del racconto significa ordire un tracciato in cui si annulli la mediazione e si riscopra la durata, cioè quello spazio sospeso in cui si recupera il ritmo giusto fra i gesti quotidiani o i grandi eventi della storia e il tempo del cinema riesca ad essere quello stesso della vita.
L’esperienza maturata su Bach tornerà con i due film su e da Schönberg  nei decenni succesivi, e apriranno ancora possibilità al raccontare con le immagini, per riuscire a “pensarsi oltre sé stesso”.
Il cinema come spazio reale contro la realtà, sempre più spazio virtuale.
Paola Di Giuseppe www.viadelcinema.it
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SI

Opinioni su Cronaca di Anna Magdalena Bach


30 settembre 2010 Opinione di yume su "Cronaca di Anna Magdalena Bach"
yume

Anna Magdalena Wülken, cantante alla corte di Anhalt-Cothen dove Johann Sebastian Bach era direttore d'orchestra da camera, è la voce fuori campo che legge il diario del suo lungo matrimonio con il più grande musicista di tutti i tempi. Bach la sposò nel 1720, pochi mesi dopo la morte della prima moglie. Tredici figli e trentacinque anni di vita in comune fino alla morte, avvenuta a Lipsia nel 1750, sono raccontati in un film da “ascoltare con gli...

voto al film: yume assegna il voto ottimo a Cronaca di Anna Magdalena Bach (1967)

nessun commento
[utile per 7 utenti]

8 luglio 2010 Opinione di kotrab su "Cronaca di Anna Magdalena Bach"
kotrab

Una delle imprese più rispettose e rigorose della coppia Straub/Huillet, incentrata sull'intreccio di parola (cronaca) fuori campo di Christiane Lang (Anna Magdalena), vita religiosa, familiare e soprattutto compositiva del genio Johann Sebastian Bach, immagine dimostrativa saldamente aderente e insieme trasfigurante nella sua staticità modellata solo dal montaggio. Venticinque composizioni musicali che fanno da esempio della produzione amplissima di Bach e strutturano il film,...

voto al film: kotrab assegna il voto buono a Cronaca di Anna Magdalena Bach (1967)

nessun commento
[utile per 5 utenti]


9 maggio 2005 Opinione di truffaut su "Cronaca di Anna Magdalena Bach"
truffaut

Una delle prime opere della coppia di registi più importanti e sottovalutati. Cinema allo stato puro, dove la parola e la musica diventano i veri protagonisti.

voto al film: truffaut assegna il voto buono a Cronaca di Anna Magdalena Bach (1967)



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