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Le ceneri di Angela - La recensione di FilmTv

[Angela's Ashes, 1999, durata 140']   Regia di Alan Parker
Con Emily Watson, Robert Carlyle, Michael Legge, Joe Breen



La recensione di FilmTv

di Emanuela Martini

Finto e posticcio il realismo del kolossal letterario di Alan Parker

Questa volta, quasi quasi ci speravo: che Alan Parker facesse un bel film. In fondo, uno dei suoi titoli più riusciti è “The Commitments”, storia proletaria dublinese tratta dal romanzo di Roddy Doyle. E “Le ceneri di Angela” nasce dal romanzo di Frank McCourt, certo più tragico di quello di Doyle, ancora più proletario, ambientato nella miseria irlandese dagli anni ’30 ai ’50, ma anch’esso percorso da un sogno (tornare in America, alla Statua della Libertà) e illuminato, nonostante i lutti e le miserie, da un’istintiva vitalità. Invece, purtroppo, la vita si è perduta nel passaggio dal romanzo al film: i lutti succedono ai lutti senza nessun brivido, gli orrori di stampo dickensiano rievocati dalle immagini si stingono nell’ostinata, fatua costruzione dell’insieme, i personaggi non arrivano mai a uno spessore profondo. La mamma Emily Watson resta un fantasma che muove la vita di famiglia senza vera passione; il padre Robert Carlyle è più che altro uno stereotipo di padre assente; le figure di contorno appaiono e scompaiono con una certa confusione narrativa. Il tutto confezionato con una ricchezza spenta e un sottofondo jazz che finisce per suonare “finto” come tutto il resto.


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