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Cronache di poveri amanti (1953)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Cronache di poveri amanti: minimo
Ritmo ritmo in Cronache di poveri amanti: presente
Impegno impegno in Cronache di poveri amanti: forte
Tensione tensione in Cronache di poveri amanti: forte
Erotismo erotismo in Cronache di poveri amanti: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Cronache di poveri amanti

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Cronache di poveri amanti (voti: 9 media: 3,89) 9

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La trama

Nel 1925, in pieno clima fascista, si intrecciano in un quartiere popolare di Firenze le vicende del tipografo Mario e della sua fidanzata, Bianca, con quelle degli altri abitanti. Nell'animato contesto, fra drammi personali, storie d'amore e piccole vicende quotidiane, la violenza politica nera scoppia brutalmente provocando la morte di Maciste, uno dei principali antifascisti del quartiere..  

Terzo lungometraggio di Lizzani, in anni di neorealismo militante: una ricostruzione storica vivida e appassionata, dal romanzo di Vasco Pratolini. Il film, autoprodotto, ebbe problemi con la censura democristiana nonostante il gran premio della giuria a Cannes.

L'opinione più votata

Di ZioMaro scritta il 08/03/2012 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Era il 1954 e il ricordo ancora vivo del Ventennio spinge Carlo Lizzani a girare un adattamento di “Cronache di poveri amanti” di Vasco Pratolini, romanzo antifascista che come ogni altro della sua specie ha avuto per ovvie ragioni una genesi piuttosto lunga, che ripercorre tutte le tappe della parabola del potere: concepito già a meta degli anni '30 ma pubblicato solo con la fine della guerra, è ambientato qualche anno dopo la Marcia su Roma in una Firenze popolare, che matura precocemente la coscienza della Resistenza a seguito di speranze rivoluzionarie disilluse e un sentimento del “vogliamo vivere!” che serpeggia inevitabilmente in clandestinità ma che fin da subito si manifesta con schiettezza nelle speranze di poveri amori, tra le case di un quartiere all'ombra di Palazzo Vecchio, cioè all'ombra della Storia. Inizia come una commedia corale e folcloristica che poi si evolve nel melodramma appassionato. È la voce narrante di Mario (Gabriele Tinti), un giovane lavoratore intraprendente e fiducioso, a introdurci in via del Corno, dove si è appena trasferito e in cui vivono numerosi personaggi caratteristici: sfaccendati e artigiani allegri, venditori ambulanti, commercianti, giovani mogli, promesse spose, vecchie affittuarie spione e vigili sebbene inferme, serve segregate ma che del mondo ne sanno più di quanto gli altri immaginino, prostitute disincantante, coppie di amanti. Tutti si scambiano battute e scherzi per la strada o da un balcone e l'altro, le voci corrono. È una comunità unita in un contesto di quotidianità e semplici, genuini sentimenti, dove si apprendono pettegolezzi, si assiste a scenette divertenti ma anche a piccoli drammi. Tra gli abitanti un damerino dannunziano, legionario a Fiume e fascista della prima ora che pretende l'autorità per controllare (è noto come il “Ragioniere”), e sgherri in camicia nera che esercitano la forza per sopraffare. Battono a manganellate il commerciante Alfredo (che è il giovane Giuliano Montaldo), novello sposo di Milena (l'angelica Antonella Lualdi), per aver rifiutato un contributo in denaro alla sezione locale del partito fascista, mandandolo in ospedale ferito gravemente. È così che il potere entra in conflitto con le masse: colpendo un membro della comunità, amato dalla moglie e dagli amici, cresce la consapevolezza collettiva del dovere di opporsi. Il forzuto Maciste, uno dei leader dei dissenzienti di via del Corno, è interpretato dall'atleta Adolfo Consolini, campione del lancio del disco dell'epoca che recitò solo in questo film; anche il destino del suo personaggio servirà a far maturare la coscienza individuale e politica dell'amico-nemico Ugo, dopo un bell'inseguimento fra le vie di Firenze in sidecar, braccati da una camionetta di fascisti. Ugo è Marcello Mastroianni, in quegli anni attore promettente in ascesa, che condivide scene indimenticabili con una specialissima Anna Maria Ferrero, che recita la serva Gesuina.
La regia di Lizzani sa essere elegantissima perché alterna o combina i primissimi piani dei volti al campo lungo, oppure giocando con la profondità di campo, generando delle sequenze e delle inquadrature davvero emozionanti: come quando sul ponte la prostituta Elisa (Cosetta Greco) sorride sorniona in primo piano, mentre sullo sfondo, sulle scalinate, gli innamorati amoreggiano in riva all'Arno. La sceneggiatura sconta la sola pecca di un finale che può apparire frettoloso: la voce narrante di Mario, cresciuto, che abbraccia con convinzione la causa dell'antifascismo e ci prospetta, nel segno del suo amore per Milena, la sua militanza nell'esilio in Francia. Ma questa in effetti poteva essere benissimo un'altra storia che non è stata raccontata. L'impegno di Lizzani invece sarebbe continuato con gli anni, anche con altri importanti adattamenti: negli anni Settanta, ad esempio, una pellicola tratta da “Fontamara” di Silone.
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SI

Opinioni su Cronache di poveri amanti


8 marzo 2012 Opinione di ZioMaro su "Cronache di poveri amanti"
ZioMaro

Era il 1954 e il ricordo ancora vivo del Ventennio spinge Carlo Lizzani a girare un adattamento di “Cronache di poveri amanti” di Vasco Pratolini, romanzo antifascista che come ogni altro della sua specie ha avuto per ovvie ragioni una genesi piuttosto lunga, che ripercorre tutte le tappe della parabola del potere: concepito già a meta degli anni '30 ma pubblicato solo con la fine della guerra, è ambientato qualche anno dopo la Marcia su Roma in una Firenze popolare, che matura...

voto al film: ZioMaro assegna il voto buono a Cronache di poveri amanti (1953)

nessun commento
[utile per 4 utenti]

19 novembre 2008 Opinione di sasso67 su "Cronache di poveri amanti"
sasso67

Lizzani porta sullo schermo il romanzo di Pratolini, trovando la giusta "mescola" tra sottofondo politico (siamo nel 1925, dopo il delitto Matteotti e alla vigilia dell'affermazione del Fascismo come regime) e rapporti personali tra gli abitanti di una via popolare di Firenze. La storia intreccia le vicende sentimentali di Mario (Tinti), Bianca (Vanicek), Milena (Lualdi), Ugo (Mastroianni), Gesuina (Ferrero) ed altri con le azioni di resistenza degli antifascisti che si oppongono alle azioni...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Cronache di poveri amanti (1953)



8 agosto 2008 Opinione di emmepi8 su "Cronache di poveri amanti"
emmepi8

Uno dei mllgiori film di Lizzani ed anche uno dei migliori fatti sui romazi di Pratolini. Una grande storia con diversi protagonisti, che ha tralasciato diverse cose e smorzato diversi personaggi dal romanzo, anche per ragioni di censura, ma nell'insieme e l'atmosfera regge, anche se pende per un melodrammatico troppo definito. Un quadro strorico che fa palpitare, ed evita il bozzettismo a cui la trama in aclune situazioni tende. Amidei, con Massimo Mida, Giuseppe Dagnino, con cui il...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Cronache di poveri amanti (1953)


3 febbraio 2008 Opinione di mm40 su "Cronache di poveri amanti"
mm40

Non è una commedia, non è un film sentimentale, anche se i giovani amori del film occupano un ruolo rilevante nella trama. Ma ciò che più conta nella narrazione di Lizzani è l'aspetto umano della vicenda, lo sconvolgimento brutale dei rapporti sociali dovuto alla rapida e violenta ascesa del fascismo in Italia. Un bel ritratto di un momento difficilissimo per il Paese, seppure visto da un'angolazione molto ristretta e un po' troppo vaga. Qualche presa di posizione in più, a determinare...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Cronache di poveri amanti (1953)



19 luglio 2006 Opinione di scream su "Cronache di poveri amanti"
scream

A dispetto del titolo che può far pensare ad una commedia amara sull'amore, il film offre un affresco corale drammatico e convincente su un periodo buio della storia italiana, sotto il fascismo tra il 1925 e il 1927.

voto al film: scream assegna il voto buono a Cronache di poveri amanti (1953)



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