Cronache di poveri amanti (1953)
Con Anna Maria Ferrero, Marcello Mastroianni, Antonella Lualdi, Cosetta Greco
La trama
Nel 1925, in pieno clima fascista, si intrecciano in un quartiere popolare di Firenze le vicende del tipografo Mario e della sua fidanzata, Bianca, con quelle degli altri abitanti. Nell'animato contesto, fra drammi personali, storie d'amore e piccole vicende quotidiane, la violenza politica nera scoppia brutalmente provocando la morte di Maciste, uno dei principali antifascisti del quartiere..
Terzo lungometraggio di Lizzani, in anni di neorealismo militante: una ricostruzione storica vivida e appassionata, dal romanzo di Vasco Pratolini. Il film, autoprodotto, ebbe problemi con la censura democristiana nonostante il gran premio della giuria a Cannes.
L'opinione più votata
Di ZioMaro scritta il 08/03/2012 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
La regia di Lizzani sa essere elegantissima perché alterna o combina i primissimi piani dei volti al campo lungo, oppure giocando con la profondità di campo, generando delle sequenze e delle inquadrature davvero emozionanti: come quando sul ponte la prostituta Elisa (Cosetta Greco) sorride sorniona in primo piano, mentre sullo sfondo, sulle scalinate, gli innamorati amoreggiano in riva all'Arno. La sceneggiatura sconta la sola pecca di un finale che può apparire frettoloso: la voce narrante di Mario, cresciuto, che abbraccia con convinzione la causa dell'antifascismo e ci prospetta, nel segno del suo amore per Milena, la sua militanza nell'esilio in Francia. Ma questa in effetti poteva essere benissimo un'altra storia che non è stata raccontata. L'impegno di Lizzani invece sarebbe continuato con gli anni, anche con altri importanti adattamenti: negli anni Settanta, ad esempio, una pellicola tratta da “Fontamara” di Silone.
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8 marzo 2012 Opinione di ZioMaro su "Cronache di poveri amanti"
Era il 1954 e il ricordo ancora vivo del Ventennio spinge Carlo Lizzani a girare un adattamento di “Cronache di poveri amanti” di Vasco Pratolini, romanzo antifascista che come ogni altro della sua specie ha avuto per ovvie ragioni una genesi piuttosto lunga, che ripercorre tutte le tappe della parabola del potere: concepito già a meta degli anni '30 ma pubblicato solo con la fine della guerra, è ambientato qualche anno dopo la Marcia su Roma in una Firenze popolare, che matura...
voto al film: 
19 novembre 2008 Opinione di sasso67 su "Cronache di poveri amanti"
Lizzani porta sullo schermo il romanzo di Pratolini, trovando la giusta "mescola" tra sottofondo politico (siamo nel 1925, dopo il delitto Matteotti e alla vigilia dell'affermazione del Fascismo come regime) e rapporti personali tra gli abitanti di una via popolare di Firenze. La storia intreccia le vicende sentimentali di Mario (Tinti), Bianca (Vanicek), Milena (Lualdi), Ugo (Mastroianni), Gesuina (Ferrero) ed altri con le azioni di resistenza degli antifascisti che si oppongono alle azioni...
voto al film: 
8 agosto 2008 Opinione di emmepi8 su "Cronache di poveri amanti"
Uno dei mllgiori film di Lizzani ed anche uno dei migliori fatti sui romazi di Pratolini. Una grande storia con diversi protagonisti, che ha tralasciato diverse cose e smorzato diversi personaggi dal romanzo, anche per ragioni di censura, ma nell'insieme e l'atmosfera regge, anche se pende per un melodrammatico troppo definito. Un quadro strorico che fa palpitare, ed evita il bozzettismo a cui la trama in aclune situazioni tende. Amidei, con Massimo Mida, Giuseppe Dagnino, con cui il...
voto al film: 
3 febbraio 2008 Opinione di mm40 su "Cronache di poveri amanti"
Non è una commedia, non è un film sentimentale, anche se i giovani amori del film occupano un ruolo rilevante nella trama. Ma ciò che più conta nella narrazione di Lizzani è l'aspetto umano della vicenda, lo sconvolgimento brutale dei rapporti sociali dovuto alla rapida e violenta ascesa del fascismo in Italia. Un bel ritratto di un momento difficilissimo per il Paese, seppure visto da un'angolazione molto ristretta e un po' troppo vaga. Qualche presa di posizione in più, a determinare...
voto al film: 
19 luglio 2006 Opinione di scream su "Cronache di poveri amanti"
A dispetto del titolo che può far pensare ad una commedia amara sull'amore, il film offre un affresco corale drammatico e convincente su un periodo buio della storia italiana, sotto il fascismo tra il 1925 e il 1927.
voto al film: 
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