La proprietà non è più un furto (1973)
Con Ugo Tognazzi, Flavio Bucci, Daria Nicolodi, Mario Scaccia
La trama
Total, giovane impiegato di banca, è allergico al denaro, gli fa schifo toccarlo e disprezza chi lo possiede. Convinto che il mondo sia fatto di ladri, quelli che si professano tali e quelli che si arrichiscono alle spalle degli altri, crede di aver individuato un appartenente alla seconda categoria in un macellaio cliente della banca per cui lavora. Decide di prenderlo di mira rubandogli gli strumenti del lavoro, l'automobile, i goielli e la sua amante. Scoperto il responsabile dei furti, il macellaio cerca di blandirlo con offerte di bistecce e quarti di bue.
Apologo grottesco scritto da Petri con la collaborazione di Ugo Pirro. La rabbia è comprensibile, ma il film è verboso, esagitato, stonato.
L'opinione più votata
Di hallorann scritta il 2010-12-17 20:46:26 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
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2011-03-21 22:05:11 Opinione di MRSALZANO su "La proprietà non è più un furto"
Il meno riuscito della trilogia della nevrosi. Segnò anche la fine del periodo fortunato di Petri, fresco di oscar e palma d'oro. L'idea di fondo del film però è lucidissma e la messa in scena è, come sempre, magistrale. Peccato però per quei monologhi brechtiani che appesantiscono parecchio. Il discorso del ladro Proietti al funerale è da antologia del cinema (e sempre attualissimo tra l'altro...).
voto al film: 
2011-01-06 01:05:11 Opinione di Carlo Ceruti su "La proprietà non è più un furto"
Petri attraverso una regia nervosa e visionaria ritrae una società dominata dal profitto, dall'egoismo e dall'arrivismo più cieco. Ne viene fuori un film incredibilmente pessimista. A tratti è eccessivo, verboso e contorto, ma è interessante nel complesso. Bucci con la sua aria stralunata, rende credibile ed interessante il suo personaggio, Tognazzi invece mi è parso un po' sopra le righe. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:1 ritmo:2 tensione:2 erotismo:2
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2010-12-17 20:46:26 Opinione di hallorann su "La proprietà non è più un furto"
I titoli di testa scorrono sulle immagini dei quadri espressionisti di Mario Vespignani, volti deformati tra cui quello del protagonista Flavio Bucci nei panni di Total, un giovane impiegato di banca allergico al denaro. Si definisce un marxista-mandrakista, disprezza chi possiede il denaro e soprattutto chi lo ruba legalmente. Chiede un prestito di tre milioni “per vivere” al suo direttore di banca ma gli può dare solo 350.000 lire. Total offre la sua onestà e...
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2010-10-19 21:37:18 Opinione di luisasalvi su "La proprietà non è più un furto"
Paradossale e surreale, con un ladro allergico al denaro (Bucci) che prende di mira un ricco macellaio (Tognazzi); un discorso ed elogio funebre fatto da un ladro per la morte di un altro ladro distingue i ladri onesti professionisti funzionali alla società (senza di loro la società andrebbe a rotoli: niente porte, serrature, banche, polizia, carceri, ecc.) ed i ladri disonesti, i ricchi che rubano di nascosto, sfruttando gli altri e la società senza dare nessun...
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2010-10-14 11:12:47 Opinione di chribio1 su "La proprietà non è più un furto"
qualche battutina qua e la' e un pizzico di erotismo ma il film non decolla come potrebbe fare.voto.5.
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2008-10-30 19:30:11 Opinione di kotrab su "La proprietà non è più un furto"
Eccellente manifestazione di accusa da parte dell'ultimo periodo di Elio Petri, in genere quello più contrattaccato con incomprensioni e sottovalutazioni: da par mio apprezzo la volontà di gettar luce (od ombre cupe?) sul meccanismo del denaro, della mercificazione, dell'arrivismo, dell'avarizia, o dell'invidia ecc. con tutte le contraddizioni inerenti, ma comunque bisogna sempre stare attenti a non fare, come si suol dire, di ogni erba un fascio... Ciò che amo infatti maggiormente di...
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2007-12-26 10:42:24 Opinione di mm40 su "La proprietà non è più un furto"
Impressionante magma di tesi economico-sociali affatto scontate. Proprietà = Denaro + k, dove k è una costante delinquenziale necessaria per raggiungere lo scopo. Ma la proprietà è anche potere e sesso, legati inequivocabilmente. Due le categorie di ladri: quelli onesti (sinceramente dediti alla professione, che lo fanno per sè stessi) e quelli che rubano per sopraffare gli altri e dominarli. Questi ultimi si chiamano ricchi e tendono ad inglobare, eliminando psicologicamente o...
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