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La proprietà non è più un furto (1973)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La proprietà non è più un furto: assente
Ritmo ritmo in La proprietà non è più un furto: presente
Impegno impegno in La proprietà non è più un furto: assente
Tensione tensione in La proprietà non è più un furto: forte
Erotismo erotismo in La proprietà non è più un furto: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a La proprietà non è più un furto

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a La proprietà non è più un furto (voti: 12 media: 3,33) 12

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locandina di La proprietà non è più un furto

La trama

Total, giovane impiegato di banca, è allergico al denaro, gli fa schifo toccarlo e disprezza chi lo possiede. Convinto che il mondo sia fatto di ladri, quelli che si professano tali e quelli che si arrichiscono alle spalle degli altri, crede di aver individuato un appartenente alla seconda categoria in un macellaio cliente della banca per cui lavora. Decide di prenderlo di mira rubandogli gli strumenti del lavoro, l'automobile, i goielli e la sua amante. Scoperto il responsabile dei furti, il macellaio cerca di blandirlo con offerte di bistecce e quarti di bue.  

Apologo grottesco scritto da Petri con la collaborazione di Ugo Pirro. La rabbia è comprensibile, ma il film è verboso, esagitato, stonato.

L'opinione più votata

Di hallorann scritta il 2010-12-17 20:46:26 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

I titoli di testa scorrono sulle immagini dei quadri espressionisti di Mario Vespignani, volti deformati tra cui quello del protagonista Flavio Bucci nei panni di Total, un giovane impiegato di banca allergico al denaro. Si definisce un marxista-mandrakista, disprezza chi possiede il denaro e soprattutto chi lo ruba legalmente. Chiede un prestito di tre milioni “per vivere” al suo direttore di banca ma gli può dare solo 350.000 lire. Total offre la sua onestà e quella del padre ex impiegato della stessa banca come garanzia. Il direttore rifiuta e lui si dimette. Total prende di mira un “ladro autorizzato” che ogni giorno deposita milioni in banca. E’ un macellaio proprietario di quattro negozi e altre attività, un borghese arricchito che vive in un appartamento lussuoso con la giovane amante. Total comincia dal coltello e dal cappello, per poi passare ai gioielli  e alla commessa-amante. Il macellaio approfitta del furto per lucrare sull’assicurazione denunciando un furto maggiore al brigadiere Pirelli. Quest’ultimo riceve la visita in questura del giovane ragioniere travestito da prete, anche lui denuncia un furto inesistente per conoscere i professionisti del furto. Ha bisogno di un maestro e così irrompe nel bel mezzo di un furto, in una pellicceria, organizzato con cura da Albertone, un attore-ladro sofisticato. Total lo “sequestra” per portarlo a rubare in casa del macellaio. Entrambi rischiano di essere beccati e Albertone sarà vittima inconsapevole della sfida a colpi bassi tra perseguitato e persecutore. Il macellaio dopo aver offerto inutilmente al ragazzo soldi, carne e un posto sicuro prenderà una drastica decisione. Nel 1973 Elio Petri con LA PROPRIETA’ NON E’ PIU’ UN FURTO aggiunge un altro tassello al suo personale discorso sull’attualità socio-politica e “sulla nascita della disperazione in seno alla sinistra”. Qui, in realtà, vola più in alto mettendo per immagini e parole (con il contributo dell’imprescindibile Ugo Pirro in sceneggiatura) un apologo grottesco sull’essere e sull’avere, sul concetto di proprietà e di denaro, sulla trasgressione e sulla sessualità. I protagonisti si introducono con dei monologhi rivelatori sulla loro funzione meta filmica e sono simboli metaforici e allegorici. Total è un idealista che si ribella al sistema rimanendone vittima, la sua malattia è che vorrebbe essere e avere insieme. Il macellaio è un ricco volgare e furbo, rappresenta il capitale, in lui è l’avere che domina sull’essere. Anita è la commessa-amante, oggetto di piacere, di lussuria e di facile manovra umana. Albertone è un artista che ruba per conto terzi e recita rubando identità. Il brigadiere Pirelli (il bravo Orazio Orlando) è il tutore dell’ordine che dice:” Senza di noi il furto diventa un diritto, legge e i ladri dei rivoluzionari”, dimostrerà di essere solo un marchingegno ad uso e consumo del potere (il macellaio in questo caso). LA PROPRIETA’… è un film sinistro e pessimista, complesso e suggestivo come le musiche di Ennio Morricone, le scenografie di Gianni Polidori e le luci di Luigi Kuveiller. Ugo Tognazzi è il macellaio viscido e burino, Flavio Bucci il lugubre Total, Daria Nicolodi la sexy e subdola Anita. La grande maschera di Mario Scaccia interpreta con classe Albertone recitando da par suo anche un famoso sonetto di G.G.Belli. Simpatico cammeo di Gigi Proietti. 
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Opinioni su La proprietà non è più un furto


2011-03-21 22:05:11 Opinione di MRSALZANO su "La proprietà non è più un furto"
MRSALZANO

Il meno riuscito della trilogia della nevrosi. Segnò anche la fine del periodo fortunato di Petri, fresco di oscar e palma d'oro. L'idea di fondo del film però è lucidissma e la messa in scena è, come sempre, magistrale. Peccato però per quei monologhi brechtiani che appesantiscono parecchio. Il discorso del ladro Proietti al funerale è da antologia del cinema (e sempre attualissimo tra l'altro...).

voto al film: MRSALZANO assegna il voto sufficiente a La proprietà non è più un furto (1973)


2011-01-06 01:05:11 Opinione di Carlo Ceruti su "La proprietà non è più un furto"
Carlo Ceruti

Petri attraverso una regia nervosa e visionaria ritrae una società dominata dal profitto, dall'egoismo e dall'arrivismo più cieco. Ne viene fuori un film incredibilmente pessimista. A tratti è eccessivo, verboso e contorto, ma è interessante nel complesso. Bucci con la sua aria stralunata, rende credibile ed interessante il suo personaggio, Tognazzi invece mi è parso un po' sopra le righe. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:1 ritmo:2 tensione:2 erotismo:2

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto sufficiente a La proprietà non è più un furto (1973)



2010-12-17 20:46:26 Opinione di hallorann su "La proprietà non è più un furto"
hallorann

I titoli di testa scorrono sulle immagini dei quadri espressionisti di Mario Vespignani, volti deformati tra cui quello del protagonista Flavio Bucci nei panni di Total, un giovane impiegato di banca allergico al denaro. Si definisce un marxista-mandrakista, disprezza chi possiede il denaro e soprattutto chi lo ruba legalmente. Chiede un prestito di tre milioni “per vivere” al suo direttore di banca ma gli può dare solo 350.000 lire. Total offre la sua onestà e...

voto al film: hallorann assegna il voto buono a La proprietà non è più un furto (1973)

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2010-10-19 21:37:18 Opinione di luisasalvi su "La proprietà non è più un furto"
luisasalvi

Paradossale e surreale, con un ladro allergico al denaro (Bucci) che prende di mira un ricco macellaio (Tognazzi); un discorso ed elogio funebre fatto da un ladro per la morte di un altro ladro distingue i ladri onesti professionisti funzionali alla società (senza di loro la società andrebbe a rotoli: niente porte, serrature, banche, polizia, carceri, ecc.) ed i ladri disonesti, i ricchi che rubano di nascosto, sfruttando gli altri e la società senza dare nessun...

voto al film: luisasalvi assegna il voto buono a La proprietà non è più un furto (1973)

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2010-10-14 11:12:47 Opinione di chribio1 su "La proprietà non è più un furto"
chribio1

qualche battutina qua e la' e un pizzico di erotismo ma il film non decolla come potrebbe fare.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a La proprietà non è più un furto (1973)

1 commento

2008-10-30 19:30:11 Opinione di kotrab su "La proprietà non è più un furto"
kotrab

Eccellente manifestazione di accusa da parte dell'ultimo periodo di Elio Petri, in genere quello più contrattaccato con incomprensioni e sottovalutazioni: da par mio apprezzo la volontà di gettar luce (od ombre cupe?) sul meccanismo del denaro, della mercificazione, dell'arrivismo, dell'avarizia, o dell'invidia ecc. con tutte le contraddizioni inerenti, ma comunque bisogna sempre stare attenti a non fare, come si suol dire, di ogni erba un fascio... Ciò che amo infatti maggiormente di...

voto al film: kotrab assegna il voto buono a La proprietà non è più un furto (1973)



2007-12-26 10:42:24 Opinione di mm40 su "La proprietà non è più un furto"
mm40

Impressionante magma di tesi economico-sociali affatto scontate. Proprietà = Denaro + k, dove k è una costante delinquenziale necessaria per raggiungere lo scopo. Ma la proprietà è anche potere e sesso, legati inequivocabilmente. Due le categorie di ladri: quelli onesti (sinceramente dediti alla professione, che lo fanno per sè stessi) e quelli che rubano per sopraffare gli altri e dominarli. Questi ultimi si chiamano ricchi e tendono ad inglobare, eliminando psicologicamente o...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a La proprietà non è più un furto (1973)

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