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L'immagine allo specchio (1976)

[Ansikte mot ansikte, Svezia 1976, Drammatico, durata 135']   Regia di Ingmar Bergman
Con Liv Ullmann, Erland Josephson, Aino Taube, Gunnar Björnstrand



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'immagine allo specchio: assente
Ritmo ritmo in L'immagine allo specchio: assente
Impegno impegno in L'immagine allo specchio: forte
Tensione tensione in L'immagine allo specchio: forte
Erotismo erotismo in L'immagine allo specchio: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'immagine allo specchio

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'immagine allo specchio (voti: 13 media: 3,46) 13

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locandina di L'immagine allo specchio

La trama

Una psichiatra cerca questa volta di salvarsi dai suoi incubi.

Jenny fa la psichiatra. Aspetta che il marito e i figli si assentino per tornare nella casa dei nonni, in cerca forse di sé stessa. Quello che invece trova è un mondo angoscioso, dove i fantasmi dell'esistenza arrivano per tormentarla. Jenny si confida con un collega ma neanche questo sembra darle sollievo. Finché, un sogno orribile...  

Bergman aveva spacciato il film per un thriller psicologico. Ovviamente scherzava. O forse no, perché al di fuori dei cliché del genere, questo è proprio un thriller della psiche, capace di evocare immagini da incubo. Esordio di Lena Olin in una piccola parte.

L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 27/01/2012 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto sufficiente

L'idea che sottende in questo film Bergman, anche sceneggiatore, è quella piuttosto antica e stereotipata da mille opere artistiche in precedenza, secondo la quale l'amore è l'unico rimedio all'angoscia della morte, l'unico che possa riempire il vuoto dell'esistenza: "L'amore abbraccia tutto, persino la morte" è, certo non a caso, l'ultima battuta significativa del film. Ma è un amore disperato e razionalissimo, certo non cieco di passione, una specie di surrogato concreto, terreno della divinità, di quell'entità superiore che il regista non sa e non può definire, ma continua a ricercare nei suoi lavori: siamo lontani dalle tematiche spirituali di lavori come Luci d'inverno o Il settimo sigillo, ma il discorso non è poi tanto dissimile. Ancora una volta a dare voce e corpo alle ansie e alle incertezze del regista è una donna; la Ullmann è (nulla di nuovo in ciò) notevole in una parte piuttosto articolata e dalle sfumature complesse. Al suo fianco troviamo un altro volto caro al regista, quello di Joseph Erlandson, che al fianco della Ullmann aveva girato un paio d'anni prima Scene da un matrimonio, il cui stile freddo, chirurgico quasi, pregno di una drammaturgia fitta di dialoghi in interni, è molto affine a quello de L'immagine allo specchio; ruolo laterale per Gunnar Bjornstrand. Alla luce della scarsissima azione, la durata può sembrare eccessiva (peraltro la versione cinematografica, due ore tonde, è notevolmente tagliata rispetto a quella originaria televisiva); ulteriore difetto può ritrovarsi nella troppo netta divisione in due parti, con una prima metà ambientata principalmente nella realtà e una seconda, sensibilmente più ispirata, immersa nel delirio. Non sorprende tanta dimestichezza di Bergman con la follia, specialmente in quel periodo: subito dopo la realizzazione di questa pellicola infatti il regista, colpito nel vivo da una questione legale-finanziaria (un presupposto, ampio debito con l'erario svedese), finì ricoverato in psichiatria per varie settimane, comunque uscendone infine rigenerato. Fotografia opaca e dai colori spenti, che si riallaccia a quella di Scene da un matrimonio, di Sven Nykvist; musiche eseguite al piano da Kabi Laretei, ex moglie del regista nei primi anni '60 (curiosamente lasciata a favore proprio della Ullmann). 6/10.
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SI

Opinioni su L'immagine allo specchio


25 marzo 2012 Opinione di Stefano L su "L'immagine allo specchio"
Stefano L

Piuttosto lento e metodico questo prodotto di Bergman pensato per la televisione. Si tratta del ritratto di una dottoressa in crisi d'identità per l'allontanamento del marito e della figlia, e di conseguenza stanca di una vita apparentemente tranquilla ma consumata dalla convenzionalità di una routine che ormai non riesce più a darle degli stimoli per andare avanti. Impressionanti (e non poco inquetanti!) le sequenze in cui un'anziana signora dalle pupille nere e l'aspetto funereo si...

voto al film: Stefano L assegna il voto sufficiente a L'immagine allo specchio (1976)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

27 gennaio 2012 Opinione di mm40 su "L'immagine allo specchio"
mm40

L'idea che sottende in questo film Bergman, anche sceneggiatore, è quella piuttosto antica e stereotipata da mille opere artistiche in precedenza, secondo la quale l'amore è l'unico rimedio all'angoscia della morte, l'unico che possa riempire il vuoto dell'esistenza: "L'amore abbraccia tutto, persino la morte" è, certo non a caso, l'ultima battuta significativa del film. Ma è un amore disperato e razionalissimo, certo non cieco di passione, una specie di surrogato concreto,...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a L'immagine allo specchio (1976)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


7 settembre 2009 Opinione di OGM su "L'immagine allo specchio"
OGM

Il presente non ha senso, se è come un intervallo aperto, sospeso tra un passato da dimenticare ed un futuro al quale si preferisce non pensare. L'immagine allo specchio restituisce il contenuto della mente rimosso per dolore o per paura; la donna vecchia è l'icona in cui il ricordo sepolto di una nonna autoritaria si ricongiunge, per Jenny, con la proiezione di sé nella temuta terza età. Il viso riflesso riassume un percorso circolare, che chiude l'arco del...

voto al film: OGM assegna il voto buono a L'immagine allo specchio (1976)


8 settembre 2008 Opinione di sasso67 su "L'immagine allo specchio"
sasso67

Parafrasando quanto dice uno dei personaggi del film, si potrebbe affermare che per Bergman il cinema è ciò che riempie il vuoto che ci separa dal momento della morte. Nel commentare "L'immagine allo specchio", molti critici sono stati più realisti del re, nel senso che hanno apprezzato le finezze di un film che lo stesso autore non annoverava tra i suoi migliori: egli stesso, al proposito, parlò di "stanchezza artistica". E questa si avverte, secondo me, nel manierismo recitativo della...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a L'immagine allo specchio (1976)



21 maggio 2006 Opinione di Aquilant su "L'immagine allo specchio"
Aquilant

Considerato unanimemente dalla critica come un thriller della psiche, “Ansikte mot ansikte”, un capolavoro passato quasi sotto silenzio, prelude invece paradossalmente, almeno negli intendimenti dell’autore, al fallimento della psicanalisi, ovvero all’impossibilità dell’uomo di penetrare all’interno del proprio microcosmo mentale. In una fase della filmografia bergmaniana che possiamo ormai considerare alquanto avanzata, ma in cui non si fatica di certo ad individuare uno...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a L'immagine allo specchio (1976)


5 gennaio 2006 Opinione di howard76 su "L'immagine allo specchio"
howard76

un altra indagine acuta del grande Bergman nell'animo umano con una grande Ullmann

voto al film: howard76 assegna il voto buono a L'immagine allo specchio (1976)




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