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Luna Papa (1999)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Luna Papa: presente
Ritmo ritmo in Luna Papa: forte
Impegno impegno in Luna Papa: assente
Tensione tensione in Luna Papa: assente
Erotismo erotismo in Luna Papa: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Luna Papa

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Luna Papa (voti: 12 media: 3,75) 12

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locandina di Luna Papa

Luna Papa play

La trama

In un piccolo villaggio dell'Asia centrale vive l'eccentrica famiglia Bekmouradova composta da Mamlakat, da suo padre Safar e da suo fratello Nasreddin, psicologicamente turbato dalla guerra in Afganistan. Mamlakat che sogna di diventare un'attrice ed è un'assidua frequentatrice del teatro locale viene sedotta da un tizio che le racconta di essere un attore. La mattina seguente Mamlakat si accorge di essere incinta e si reca in città per abortire. Ma nel corso dell'operazione il medico muore. Quando Mamlakat confessa a Safar di aspettare un bambino, questi si mette in viaggio alla ricerca del padre. Il trio, Mamlakat, Safar e Nasreddin, batte a tappeto tutti i teatri della zona e si imbatte in una serie di avventure stravaganti. Nel frattempo la pancia della ragazza comncia a gonfiarsi...  

Tutto si muove con allegria e lestezza, nel terzo lungometraggio di Bakhtiar Khudojanazarov: veicoli, personaggi, parole. La storia e il paesaggio sono scossi da uno slancio, da una fantasia e da un umorismo presi in prestito dalla tradizione delle fiabe popolari. Tra Chagall, Kusturica e il neorealismo rosa.

La recensione di FilmTv

Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 12/2000

Fiabe popolari e neorealismo rosa sullo sfondo dell’Asia centrale

Esterno giorno in un angolo sperduto dell’Asia centrale. Un giovane scemo di guerra (in Afghanistan) corre per le stradine polverose del villaggio. Sua sorella sogna di diventare un’attrice, segue tutti gli spettacoli dei teatri locali e balla, vestita da anguria, in una compagnia contadina. La loro madre riposa nel cimitero locale e il loro padre si sposta tra Taskent, Samarcanda e Buchara su un’automobile rossa. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 28/06/2011 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

La poesia incolta e polverosa dell’est riempie le desolate lande tagike di un primitivo gusto della trovata scenica, della caricatura, della commedia contadina. La storia della giovane Makmalat, la ragazzina figlia di un allevatore di conigli e sorella di un invalido di guerra, è intrisa di una puerile forma di ironia, in cui l’elemento buffo si identifica col retrogusto aspro di un’espressività acerba. Il suo rapporto col mondo riesce ad essere nel contempo goffo e appassionato, come lo è la vita che si nutre di sogni, e trasfigura anche la disgrazia attraverso occhi innocenti ed umidi di commozione. Lo stile di Khudojnazarov è intriso di un lirismo selvatico e luccicante di incongruità, come uno spettacolo circense in cui abbondano le belve e i clown, però mancano gli acrobati. L’equilibrio appare infatti perennemente incrinato, come per assecondare i contorni irregolari di una bellezza naturale, priva di levigature, ed eternamente incline a lasciarsi cadere, a scivolare nell’errore, a precipitare nella trappole dell’ingenuità. I percorsi della fantasia seguono sempre le traiettorie oblique dei quadri di Chagall, in cui il volo e la danza sono movimenti disarticolati, in bilico sui profili accidentati della prospettiva, ed indecisi sulla  direzione da prendere. L’inattesa gravidanza di Makmalat, conseguente ad un incontro casuale, nel bosco, con un giovane attore sconosciuto, è il punto in cui la gioia d’amore si confonde con la sorpresa e la paura, in un’ubriacatura di vita che sembra cercare, sopra ogni cosa, la vertigine dell’incoscienza. L’inedita esperienza accentua la sua voglia di vagabondare, di inseguire i fantasmi dei propri desideri: recitare in una compagnia teatrale, viaggiare, e  magari continuare a mettersi nei guai.  Dall’arte di Kusturica, a cui è fin troppo facile accostare quella di Khudojnazarov, quest’ultimo riprende il piglio zingaresco, che attraversa l’esistenza a bordo di uno sgangherato carrozzone, perché solo così è possibile rischiare, andare all’avventura, perpetuando il proprio destino di poveri diavoli, inquieti, imprevidenti, ruspanti e splendidamente imperfetti.  La loro caccia è sempre disorganizzata, disperata, convulsa: è un procedere alla cieca sulla scia della tipica, bonaria rabbia degli ultimi, che, mentre esteriormente si accaniscono, dentro di sé sono certi di non poter mai trovare ed ottenere alcunché.  La famiglia di Makmalat, che decide di andare alla ricerca del misterioso padre del bambino, si comporta come chi è conscio dei propri limiti, eppure si mostra tenace e indifferente alle avversità, perché in ciò consiste la rettitudine dei diseredati. Arrangiarsi è un dovere, esattamente come subirne le conseguenze senza batter ciglio. Anche perché tutto, sia pur tra l’amarezza, deve comunque finire in festa e fantasia.  Luna Papa è l’elegia popolare che canta la vita come un miracolo pieno di zone d’ombra, di risvolti sinistri e misteriosi: un prodigio impregnato di un male onnipresente che è, esso stesso, parte della complessiva, dolorosa magia dell’esistenza.
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Opinioni su Luna Papa


28 giugno 2011 Opinione di OGM su "Luna Papa"
OGM

La poesia incolta e polverosa dell’est riempie le desolate lande tagike di un primitivo gusto della trovata scenica, della caricatura, della commedia contadina. La storia della giovane Makmalat, la ragazzina figlia di un allevatore di conigli e sorella di un invalido di guerra, è intrisa di una puerile forma di ironia, in cui l’elemento buffo si identifica col retrogusto aspro di un’espressività acerba. Il suo rapporto col mondo riesce ad essere nel contempo...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Luna Papa (1999)

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11 dicembre 2010 Opinione di barabbovich su "Luna Papa"
barabbovich

In Uzbekistan la giovane Mamlakat (Khamatova) vive in un povero villaggio col fratello scemo e il padre, sognando di fare l'attrice. Rimasta incinta di un uomo che si dilegua nel nulla, la ragazza, insieme alla sua famiglia, si mette a cercarlo. Siamo dalle parti del Kusturika più colorato e chiassoso: i decibel abbondano, la regia affonda il pedale sul registro grottesco con tanto di toro che precipita dal cielo uccidendo un neo-sposo e l'insieme è di una scompostezza...

voto al film: barabbovich assegna il voto mediocre a Luna Papa (1999)



19 settembre 2008 Opinione di carlos brigante su "Luna Papa"
carlos brigante

Sì è vero, il tagiko Khudojnazarov ricorda Kusturica per l'atmosfera che si respira in questo suo "Luna Papa". La commedia viene utilizzata per non far scadere mai nel dramma gli eventi, anche quando essi appaiono tragici. Leggero dunque? Sì, ma solo nella connotazione positiva del termine e non in quella negativa di "superficiale", poiché i contenuti e la messa in scena dimostrano un'intelligenza registica che Khudojnazarov mette in pratica sapendo dare i tempi giusti alle azioni e non...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Luna Papa (1999)

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30 luglio 2006 Opinione di sasso67 su "Luna Papa"
sasso67

Il film, leggerino, ha la simpatia dei primi film di Kusturica, ma forse non ne possiede la consapevolezza critica e l'inquietante fascino premonitore. Purtuttavia, Luna papa è un film gentile e intelligente che sa trascinare e commuovere, soprattutto grazie alla protagonista, che non si lascia scoraggiare da niente, e dal fratello ritardato, le cui movenze ricordano in più momenti Harpo Marx. Il regista non è uno sprovveduto, e lo si vede nelle molte sequenze ispirate dai classici del...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Luna Papa (1999)

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8 luglio 2005 Opinione di Mister_Kacalùbb su "Luna Papa"
Mister_Kacalùbb

Non conoscevo questo regista dal nome impronunciabile prima,questo "luna papa" è divertentissimo,deve molto alla stile della commedia slava per umorismo e invenzioni che hanno per protagonisti animali,è più ingenuo e più vitale e si accontenta di mostrare piccoli difetti e piccole virtù di gente semplice con un ritmo quasi forsennato,e forse è per questo non si può non amarlo.

voto al film: Mister_Kacalùbb assegna il voto buono a Luna Papa (1999)


4 luglio 2003 Opinione di superficie 213 su "Luna Papa"
superficie 213

UNA COMMEDIA GROTTESCA IN STILE KUSTURICA CHE AVVICINA MOMENTI DI DIVERTIMENTO AD ALTRI SURREALI E GROTTESCHI.CON UNO STILE DI REGIA PRECISO E MAI POMPOSO.UN MONTAGGIO ECCELSO E DUE PROTAGONISTI BRAVISSIMI.RITMO CHE CRESCE E NON ANNOIA MAI,TEMPI COMICI PRESI IN PIENO ED UNA FOTOGRAFIA DA FAVOLA INCORNICIANO UNA COMMEDIA VERAMENTE RIUSCITA E DIVERSA.

voto al film: superficie 213 assegna il voto buono a Luna Papa (1999)



21 agosto 2002 Opinione di rosebud su "Luna Papa"
rosebud

Un piccolo gioiello. Un inno alla vita ed alla gioia di vivere. Solare, poetico, divertentissimo, grottesco quanto basta a farne un piccolo 'caso' cinematografico, con teniture più lunghe di molti blockbusters hollywoodiani. Da vedere possibilmente in compagnia. In compagnia si ride meglio !

voto al film: rosebud assegna il voto buono a Luna Papa (1999)



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