Mickey occhi blu - La recensione di FilmTv
Con Hugh Grant, Jeanne Tripplehorn, James Caan, Burt Young
La recensione di FilmTv
Ridere della mafia e dei suoi stereotipi. Non è così facile come sembra
Dopo “Terapia e pallottole”, un altro film che cerca di ridere intorno alla mafia e ai suoi stereotipi. All’origine c’è il megasuccesso del serial “The Sopranos”, prodotto e trasmesso dalla cable-tv Hbo, ma anche un misconosciuto lavoro - passato in Italia su Tele+ - vale a dire “National Lampoon’s-The Don’s Analyst” di David Jamblin, con un superlativo Robert Loggia. Il canovaccio è ormai divenuto tradizione: “destabilizzare” un boss attraverso un personaggio “normale”, capace di far emergere le “contraddizioni” del malavitoso. Già De Niro e Billy Crystal, nella pellicola diretta da Harold Ramis lo scorso anno, faticavano non poco ad essere credibili nella forzata finzione. Figuriamoci quel malinteso chiamato Hugh Grant, di cui spiccano giusto gli “occhi blu” citati nel titolo. James Caan è sprecatissimo, la regia floscia e il divertimento dura un attimo, davvero “fuggente”.
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