Nouvelle Vague (1990)
Con Alain Delon, Domiziana Giordano, Jacques Dacqmine, Christophe Odent
26/11/2010
un saluto a Eric Rohmer e Claude Chabrol
Una figura atipica nel mondo del cinema non solo francese, Eric Rohmer se ne è andato a Parigi alla bella età di 89 anni. Schivo e appartato dai mass-media quanto Kubrick,...
di anddaz
La trama
Una contessa raccoglie un senza tetto e...
Una contessa, dinamica e ricca donna d'affari, raccoglie per strada uno sconosciuto dal carattere remissivo, lo porta nella sua villa, lo sfama, e lo fa divenare suo amante. Dopo essersi stancata di lui lo stordisce, prende il motoscafo e lo lascia annegare nel lago. Passa qualche giorno e alla villa si presenta un altro uomo che sembra essere il gemello di quello gettato in acqua. Il suo carattere, però, è molto diverso...
Se gli ultimissimi film di Godard sono pesanti e cerebrali, con "Nouvelle Vague" il regista riesce ancora a fondere poetica e riflessione sul linguaggio. Notevole il lavoro di Alain Delon sul suo "doppio" personaggio.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 02/12/2010 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Quanto fin qui rivelato sulla trama non deve affatto preoccupare chi non ha visto il film. Non conta nulla. Il cinema di Godard non è mai stato un cinema di storie e questo “Nouvelle Vague” non è da meno. Le vicende si dissolvono poco alla volta in un limbo di digressioni sotto forma di suoni, rumori, musica, citazioni, sottomessi come sudditi al culto dell'immagine. Immagine che come ben osserva il Morandini non è “il fine, ma il mezzo della comunicazione per trasmettere qualcosa che è al di là: le idee, i concetti”. Godard continua a perseguire instancabilmente quella pura potenza espressiva che solo l'epoca del muto poteva dare. Lo fa alla sua maniera procedendo sulla via dell'antinarrazione e disseminando il racconto di tempi morti ed inazioni. Sembra quasi inseguire una “tempistica da libro” in cui poter fermarsi, tornare indietro o balzare in avanti, in modo da concedere spazio alla riflessione ed interrompere quindi l'incessante flusso audiovisivo.
Ma forse quanto detto è solo un'ipotesi campata in aria, anche se mi è balenata in testa altre volte.
“Nouvelle Vague” è una pellicola a tratti sfiancante e che non viene voglia di rivedere non appena giunti alla fine; non deve essere liquidato, però, come un semplice giochetto di un intellettuale snob.
“Nouvelle Vague” è un'ulteriore dichiarazione d'amore che Godard dedica al cinema.
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2 dicembre 2010 Opinione di carlos brigante su "Nouvelle Vague"
Un uomo (A. Delon) viene raccolto per strada e portato a casa da una ricca contessa (D. Giordano). Diventano amanti fino a che, durante una gita in barca, lei lo lascia annegare. Poco tempo dopo si ripresenta alla porta un "nuovo" individuo identico all'ex amante annegato. E' il fratello? La contessa, che prima era una donna vitale e decisa, diviene mansueta; il “nuovo lui” da uomo passivo e assente si è tramutato in persona sicura e dinamica. Quanto fin qui rivelato...
voto al film: 
20 giugno 2009 Opinione di sasso67 su "Nouvelle Vague"
Pressoché inguardabile, "Nouvelle vague" certifica la fine di un talento, seppure discutibile, del cinema della seconda metà del Novecento. Quando non si ha niente da dire e non si sa come dirlo, si fanno film come questo. E' stato annotato che i dialoghi e il testo didascalico sono tutti citazioni di opere letterarie. Qualcuno, come Morandini ha aggiunto che alcune delle citazioni sono addirittura in latino. Mecojonibus.
voto al film: 
29 novembre 2007 Opinione di mm40 su "Nouvelle Vague"
Confusionaria vicenda di salvatori e carnefici, dispersivo ritratto godardiano di borghesia indaffarata ed insensibile, condita da titolazioni moleste e speculazioni di bassa filosofia a tutt'andare. Perdibile.
voto al film: 
20 settembre 2003 Opinione di nvclan@libero.it su "Nouvelle Vague"
E' un film di una raffinatezza insuperabile: la bellezza delle immagini e la poesia del montaggio lo rendono un capolavoro assoluto, uno dei più alti dell'ultimo Godard. Delon conferisce ombre di malinconia e spessore alla figura che incarna
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