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Opinione di 21thcentury schizoid man su Da qui all'eternità

[From Here to Eternity, USA 1953, Drammatico, durata 118', b/n]   Regia di Fred Zinnemann
Con Burt Lancaster, Deborah Kerr, Montgomery Clift, Ernest Borgnine, Frank Sinatra, Donna Reed




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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30/10/2009 voto al film: voto buono

Sul film

"Da qui all'eternità" è uno dei film più belli che Fred Zinnemann abbia mai realizzato in tutta la sua carriera. Pur non essendo un virtuoso della macchina da presa, Zinnemann era un cineasta il cui stile risultava comunque molto efficace. Il suo era - essenzialmente - un tipo di cinema "semplice", senza fronzoli quindi, che si basava su ottime sceneggiature che venivano messe in scena seguendo una cifra stlistica ben precisa, ossia quella che vede la regia al servizio del copione. Un tipo di cinema classico insomma, che ha permesso all'autore austriaco di realizzare molti bei film, alcuni dei quali, tra l'altro, sono entrati meritatamente nella Storia del Cinema, diventando nel corso del tempo dei veri e propri evergreen. Come, ad esempio, "Mezzogiorno di fuoco" e "Il giorno dello sciacallo". Oppure anche questo "From Here to Eternety", che, nonostante sia stato realizzato quasi sei decenni fa, ancora oggi rimane vivo nei ricordi di ogni buon cinefilo.
Tratto da un romanzo di James Jones, il film racconta di un gruppo di militari in servizio in una base alle Hawaii poco prima dell'attacco a Pearl Harbor. In particolare, seguiamo le vicende di un sergente, Milton Warden, che intreccia una relazione amorosa con una donna, Karen Holmes, infelicemente sposata con un suo superiore, il capitano Dana Holmes; di un ex pugile, Robert Prewitt, continuamente vessato dai suoi compagni perchè si rifiuta di tornare a boxare per l'esercito, che trova un po' di conforto ai suoi tormenti interiori nell'amore di una prostituta, Alma Burke; e di un soldato semplice, Angelo Maggio, che finisce per rimetterci la vita a causa di un crudele e feroce sergente, James Judson.
Una bella sceneggiatura, di Daniel Taradash, permette a Zinnemann di tenere saldamente le redini del racconto corale, senza squilibri né scompensi narrativi. A guadagnarci è così il respiro della storia: grazie a un'ottima regia - che segue con precisione millimetrica le vicissitudini dei vari personaggi, i cui destini, fatalmente, finiscono per intrecciarsi - Zinnemann compone un bel mosaico variegato composto da sentimenti inespressi, angosce esistenziali, passioni amorose, soprusi e vessazioni nell'ambito militare, arrivando in questo modo a dipingere un notevole affresco melodrammatico di ambientazione bellica.
All'ottima riuscita del film, contribuiscono anche le eccellenti interpretazioni di tutti gli attori; spiccano, in modo particolare, le prove di Burt Lancaster (Milton Warden), Deborah Kerr (Karen Holmes), Montgomery Clift (Robert Prewitt), Frank Sinatra (Angelo Maggio) ed Ernest Borgnine (James Judson). Due sequenze memorabili: Lancaster e la Kerr abbracciati sulla spiaggia e Montgomery Clift che, visibilmente commosso, suona "il silenzio" per commemorare la morte del suo amico Maggio. "Da qui all'eternità" è un classico della Hollywood degli anni d'oro, che all'epoca venne premiato con ben otto premi Oscar (su tredici nomination): film, regia, sceneggiatura, sonoro (John P. Livadary), montaggio (William A. Lyon), fotografia (Burnett Guffey), attore non protagonista (Sinatra, che per avere la parte fece di tutto per convincere la Columbia; un episodio di cui si ricorderà Francis Ford Coppola per un personaggio secondario nel primo capitolo della saga del "Padrino") e attrice non protagonista (Donna Reed).


SI

Commenti

  • 2 novembre 2010, 22:55 di dedo

    Sembra che fosse questo il film che Sinatra voleva assolutamente interpretare al punto da chiedere l'aiuto del "Padrino". Bella opininione. Un saluto Dedo

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  • 4 novembre 2010, 19:01 di 21thcentury schizoid man

    Ti ringrazio, Dedo. Per quanto riguarda Frank Sinatra, che dire: cosa non si fa pur di interpretare un film...Un saluto.

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  • 5 novembre 2010, 10:00 di spopola

    .. in effetti era un periodo in Sinatra aveva assolutamente bisogno di un rilancio la sua fama si era notevolmente offuscata e sopratuttto cinematograficamente parlando era decisamente in una fase di decadenza). Il ruolo era secondario ovviamnte (se si legge il romanzo originale, il vero protagonista, pur trattaqndosi di un racconto corale) è il soldato Prewit) ma fondamentale e l'Oscar vinto come miglior attore non potagonista, hli assicurò nuova fama. D'altra parte, il romanzo di James Jones (particolarmente manipoato pr motivi di censura, con la eliminazione deglia busi sessuali subiti in giovantò dal Prewit stesso, eliminando il problema "sifilide" e rendendo meno evidente il ruolo di prostituta interpretato da Donna Reed), si apre proprio parlando di Angello Maggio : "Trattennero Angelo Maggio per tre giorni alla Caserma di Polizia Militare di Shaffer. Poi lo rispedirono a Schofiel sotto scorta. Lo mandarono dritto filato da Shafter alla Palizzata della guarnigione. Passò dalla sua compagnia in camionetta, diretto alla Palizzata. FVu tenuto in segregazione alla Palizzata quale prigioniero generico in atttesa di processo. Lavorò con un magio da sedici libbre nella cava di pietra su passo Kolekole. Aspettò sei settimane nella Palizzata la celebrazione del suo processo. Il primo sergente Milton A. Warden cpmpilò l'incartamento relativo a Angelo Maggio (...) Era imputato di ubriachezza e disordine, di resistenza all'arresto, di insubordinazione, di disobbedienza a un ordine diretto, e di percorsse a un sottufficiale nell'adempimento del suo dovere. Era inoltre imputato di condotta disdicevole a un soldato (...)"Trad: italiana di Glaucio Cambon.

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  • 5 novembre 2010, 11:24 di dedo

    Nella carriera di Sinatra, quanto dice spopola è vero. Personalmente, nonostante le manipolazioni subite, ho sempre preferito il libro al film, pur concordando con l'opinione di 21. Comunque che Sinatra avesse grossi agganci con la Mafia statunitense non è un mistero

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  • 5 novembre 2010, 19:37 di 21thcentury schizoid man

    @ Spopola, purtroppo non ho mai letto il libro di James Jones da cui Fred Zinnemann ha tratto il suo bellissimo film. Però dal brano che hai citato tu, sembra molto bello. Grazie per averlo trascritto. @Dedo, dato che, come ho appena detto, il libro non l'ho letto, non posso fare il confronto con la pellicola che ne ha ricavato Zinnemann; riguardo alle amicizie di Sinatra, hai ragione: non è un mistero che avesse agganci nel mondo della Mafia. Un saluto ad entrambi.

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