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La spia che venne dal freddo (1965)

[The Spy Who Came In from the Cold, USA 1965, Spionaggio, durata 112']   Regia di Martin Ritt
Con Richard Burton, Claire Bloom, Oskar Werner, Peter Van Eyck



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La spia che venne dal freddo: assente
Ritmo ritmo in La spia che venne dal freddo: presente
Impegno impegno in La spia che venne dal freddo: presente
Tensione tensione in La spia che venne dal freddo: presente
Erotismo erotismo in La spia che venne dal freddo: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a La spia che venne dal freddo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a La spia che venne dal freddo (voti: 11 media: 3,45) 11

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locandina di La spia che venne dal freddo

La trama

Alec, agente segreto britannico in missione a Berlino, ritorna a Londra in seguito alla morte di un suo informatore avvenuta per mano dell'ex nazista Mundt, capo del controspionaggio della Germania dell'Est. Alec dopo aver preso contatto con il suo capo, Control che gli ordina di catturarlo, finge di essere un emarginato per giunta alcolizzato per mettersi in contatto proprio con Mundt. Spedito in prigione a causa di una lite, Alec viene avvicinato da un emissario della spia tedesca. Uscito di prigione entra in contatto con Friedler...  

Film ricco di notazione di carattere psicologico e di momenti di tensione. Ritt adatta il bel romanzo di John Le Carré in un bianco e nero malinconico, e gestisce un gioco senza vincitori né perdenti.

L'opinione più votata

Di curiosone49 scritta il 21/04/2010 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto ottimo

Questo, al di là delle apparenze, è un grande film d’amore (non ho letto il romanzo!).Vidi questo film alla sua prima apparizione nelle sale cinematografiche: l’atmosfera della Berlino notturna mi coinvolse tanto da costringermi, una decina di anni fa, a Berlino per un Congresso, a voler camminare di notte in una buia via vicino al muro (ce ne erano ancora tanti in piedi di pezzi di muro), immaginandomi di essere il protagonista......Il film - bene ha detto FABIO - sembra il contraltare dei patinati film di spionaggio alla 007 ...ed è sicuramente più “vero” - forse perché più amaro - del sempre vincente Caine (alias Palmer in Ipcriss, alias Preston in Quarto Protocollo). Vedendo il protagonista Alec Leamas, alias Richard Burton, spia silurata, stanca ed alcolista che non si arrende a chi lo vuole tra le “scartoffie”, ma decide di tornare ad affrontare il rischio di una missione al di là del muro, si resta un po’ smarriti...ce la farà?...Non daremmo un penny per la sua vita, se non dopo che lo stesso si ritrova profondamente innamorato di una giovane bibliotecaria  (Claire Bloom) che è il suo estremo opposto: tanto Alec è ormai vecchio per il lavoro che fa,  stanco, ma soprattutto disilluso e quindi cinico, pronto ai più bassi compromessi per salvarsi la vita, tanto lei è giovane, bella, e piena di illusioni e fede (nel comunismo)...Ne nascerà un amore profondo, ricambiato, che si rivelerà essere l’unica molla che tiene in vita la vecchia spia...fino a fargli commettere delle imprudenze che altrimenti non avrebbe mai fatto...Il bianco e nero, l’atmosfera cupa della guerra fredda è ben raccontata nell’interrogatorio dei protagonisti ad opera di non meglio identificati agenti di un servizio dell’est, con l’insidia delle domande, i trabocchetti, le sottintese minacce che ne derivano; per certi versi mi hanno ricordato gli interrogatori  di “Buio a mezzogiorno” di Arthur Koestler...non ci illudiamo: tutto ciò continua ancora...E come dice il protagonista del libro “Notti e nebbie” di Carlo Castellaneta, un poliziotto della RSI, all’indomani del 25 aprile ’45...”Tanto avranno sempre bisogno di noi...”
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SI

Opinioni su La spia che venne dal freddo


10 maggio 2011 Opinione di Klizia su "La spia che venne dal freddo"
Klizia

Richard Burton conferisce grande intensità al suo personaggio soprattutto con lo sguardo e gli occhi. L'immagine dell'uomo tormentato è il suo forte e lo esprime con passione.

voto al film: Klizia assegna il voto buono a La spia che venne dal freddo (1965)

nessun commento
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21 aprile 2010 Opinione di curiosone49 su "La spia che venne dal freddo"
curiosone49

Questo, al di là delle apparenze, è un grande film d’amore (non ho letto il romanzo!).Vidi questo film alla sua prima apparizione nelle sale cinematografiche: l’atmosfera della Berlino notturna mi coinvolse tanto da costringermi, una decina di anni fa, a Berlino per un Congresso, a voler camminare di notte in una buia via vicino al muro (ce ne erano ancora tanti in piedi di pezzi di muro), immaginandomi di essere il protagonista......Il film - bene ha detto FABIO -...

voto al film: curiosone49 assegna il voto ottimo a La spia che venne dal freddo (1965)

1 commento
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20 aprile 2010 Opinione di FABIO1971 su "La spia che venne dal freddo"
FABIO1971

Il freddo evocato dal titolo è quello gelido della vita alienata e disperata dell'agente segreto: una squallida e disumana esistenza, sempre sospesa tra disincanto e tragedia e regolata dalle sordide meschinità degli intrighi di potere. Altro che il patinato e scoppiettante universo di James Bond: il canto del cigno delle spie, in piena guerra fredda, ha atmosfere lugubri, personaggi grigi e malinconici, misteri indecifrabili. Paul Dehn (che...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto sufficiente a La spia che venne dal freddo (1965)

4 commenti
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11 marzo 2010 Opinione di mondolariano su "La spia che venne dal freddo"
mondolariano

Pochi film sanno trasmettere un senso generale di tristezza come questo. La storia viene presentata in tutto il suo squallore, spalmata nero su bianco (è proprio il caso di dirlo) sulla grigia realtà del muro di Berlino. Il complotto politico di quegli anni, il terrore e il totale disincanto nei confronti della vita avvolgono la vicenda nel gelo di un incubo mortale. Nessun raggio di luce riesce a uscire dalla fitta tenebra. Viene davvero dal freddo questa povera spia...

voto al film: mondolariano assegna il voto sufficiente a La spia che venne dal freddo (1965)

1 commento
[utile per 1 utenti]


2 febbraio 2010 Opinione di IGLI su "La spia che venne dal freddo"
IGLI

Discretto film di spionaggio che scorre lento e Richard Burton più di tanto non può fare.

voto al film: IGLI assegna il voto sufficiente a La spia che venne dal freddo (1965)


15 marzo 2006 Opinione di Aquilant su "La spia che venne dal freddo"
Aquilant

“The constant gardener” ha riproposto all’attenzione del pubblico la figura di John Le Carré, ovvero dell'ex dipendente dei servizi britannici David J. M. Cornwell, autore dell’ineguagliabile “The spy who came in from the cold” opera fondamentale per la comprensione dei subdoli meccanismi spionistici che si celano nell’ombra e stritolano con i loro possenti ingranaggi le pedine umane inviate allo sbando, costrette ad un doppio e triplo gioco mortale. Gelidamente disperato,...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a La spia che venne dal freddo (1965)

1 commento
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15 settembre 2002 Opinione di woody su "La spia che venne dal freddo"
woody

Convenienza; in funzione d’essa agiscono gli individui ombra che dimorano nelle alte sfera dei servizi segreti degli opposti blocchi di alcuni decenni fa. Questo narra “La Spia che Venne dal Freddo”, plumbea e remigia spy story che naviga nelle grigie acque della burocrazia spionistica rischiando più volte di perdersi negli oscuri meandri del doppio gioco. L’inganno è talmente subdolo e spiraliforme da rendere impossibile ogni trasparenza od il barcamenarsi nel fumoso nugolo di...

voto al film: woody assegna il voto buono a La spia che venne dal freddo (1965)



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