La spia che venne dal freddo (1965)
Con Richard Burton, Claire Bloom, Oskar Werner, Peter Van Eyck
La trama
Alec, agente segreto britannico in missione a Berlino, ritorna a Londra in seguito alla morte di un suo informatore avvenuta per mano dell'ex nazista Mundt, capo del controspionaggio della Germania dell'Est. Alec dopo aver preso contatto con il suo capo, Control che gli ordina di catturarlo, finge di essere un emarginato per giunta alcolizzato per mettersi in contatto proprio con Mundt. Spedito in prigione a causa di una lite, Alec viene avvicinato da un emissario della spia tedesca. Uscito di prigione entra in contatto con Friedler...
Film ricco di notazione di carattere psicologico e di momenti di tensione. Ritt adatta il bel romanzo di John Le Carré in un bianco e nero malinconico, e gestisce un gioco senza vincitori né perdenti.
L'opinione più votata
Di curiosone49 scritta il 21/04/2010 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
10 maggio 2011 Opinione di Klizia su "La spia che venne dal freddo"
Richard Burton conferisce grande intensità al suo personaggio soprattutto con lo sguardo e gli occhi. L'immagine dell'uomo tormentato è il suo forte e lo esprime con passione.
voto al film: 
21 aprile 2010 Opinione di curiosone49 su "La spia che venne dal freddo"
Questo, al di là delle apparenze, è un grande film d’amore (non ho letto il romanzo!).Vidi questo film alla sua prima apparizione nelle sale cinematografiche: l’atmosfera della Berlino notturna mi coinvolse tanto da costringermi, una decina di anni fa, a Berlino per un Congresso, a voler camminare di notte in una buia via vicino al muro (ce ne erano ancora tanti in piedi di pezzi di muro), immaginandomi di essere il protagonista......Il film - bene ha detto FABIO -...
voto al film: 
20 aprile 2010 Opinione di FABIO1971 su "La spia che venne dal freddo"
Il freddo evocato dal titolo è quello gelido della vita alienata e disperata dell'agente segreto: una squallida e disumana esistenza, sempre sospesa tra disincanto e tragedia e regolata dalle sordide meschinità degli intrighi di potere. Altro che il patinato e scoppiettante universo di James Bond: il canto del cigno delle spie, in piena guerra fredda, ha atmosfere lugubri, personaggi grigi e malinconici, misteri indecifrabili. Paul Dehn (che...
voto al film: 
11 marzo 2010 Opinione di mondolariano su "La spia che venne dal freddo"
Pochi film sanno trasmettere un senso generale di tristezza come questo. La storia viene presentata in tutto il suo squallore, spalmata nero su bianco (è proprio il caso di dirlo) sulla grigia realtà del muro di Berlino. Il complotto politico di quegli anni, il terrore e il totale disincanto nei confronti della vita avvolgono la vicenda nel gelo di un incubo mortale. Nessun raggio di luce riesce a uscire dalla fitta tenebra. Viene davvero dal freddo questa povera spia...
voto al film: 
2 febbraio 2010 Opinione di IGLI su "La spia che venne dal freddo"
Discretto film di spionaggio che scorre lento e Richard Burton più di tanto non può fare.
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15 marzo 2006 Opinione di Aquilant su "La spia che venne dal freddo"
“The constant gardener” ha riproposto all’attenzione del pubblico la figura di John Le Carré, ovvero dell'ex dipendente dei servizi britannici David J. M. Cornwell, autore dell’ineguagliabile “The spy who came in from the cold” opera fondamentale per la comprensione dei subdoli meccanismi spionistici che si celano nell’ombra e stritolano con i loro possenti ingranaggi le pedine umane inviate allo sbando, costrette ad un doppio e triplo gioco mortale. Gelidamente disperato,...
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15 settembre 2002 Opinione di woody su "La spia che venne dal freddo"
Convenienza; in funzione d’essa agiscono gli individui ombra che dimorano nelle alte sfera dei servizi segreti degli opposti blocchi di alcuni decenni fa. Questo narra “La Spia che Venne dal Freddo”, plumbea e remigia spy story che naviga nelle grigie acque della burocrazia spionistica rischiando più volte di perdersi negli oscuri meandri del doppio gioco. L’inganno è talmente subdolo e spiraliforme da rendere impossibile ogni trasparenza od il barcamenarsi nel fumoso nugolo di...
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