Opinione di wonderkid93 su Il grande botto
Con Carlo Buccirosso, Emilio Solfrizzi, Alessandro Di Carlo
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Già regista di "Mille bolle blu" e "Camerieri" tra il 1993 e il 1995, Leone Pompucci ha sempre mostrato una vena grottesca che donava alle sue sceneggiature un marcato gusto leggermente surreale, quasi teatrale. Il problema è che in un periodo in cui i Vanzina dettavano legge nei multisala pellicole del genere furono rifiutate dal pubblico. Pompucci qualche anno dopo decide di accontentare il pubblico con una storia più alla mano, non rinunciando però al suo tradizionale stile volutamente sopra le righe e aggiungendoci una punticina amarognola alla troppo semplice vicenda: il lavoro in questione è "Il grande botto". Altro non è che una fusione tra "Amici miei", un pizzico di storie alla "Totò" e un road movie in stile "Aldo Giovanni e Giacomo", ma con la telefonatissima comicità all'italiana (per non ri-citare i Vanzina) con scopate su cessi pubblici interrotte, espressioni dialettali variegate e tante corna.. Il risultato è simpatico fino a più di metà film, poi diventa pesante: una storia un pò pasticciata e banale dove tutti hanno strani comportamenti e reazioni violente e urlano senza un motivo valido; lo spettatore si sveglia solo verso la fine, dove si aggiusta un pò il tiro con Buccirosso che ruba le merendine ai bambini e Solfrizzi che avendo preso tanti colpi non può far altro che sputare per difendersi. Bello il finale, venato di malinconia per queste cinque simpatiche canaglie cui la fortuna ha voluto dare un'occasione per la vita. Surreale anche nella recitazione (come detto sopra vi sono molti monologhi teatrali e inquadrature fisse), offre però uno spaccato della vita paesana di fine millennio, dove non esistevano cellulari, ma cabine telefoniche e il massimo dell'innovazione erano le schede magnetiche per le suddette al posto dei gettoni. Non del tutto riuscito, ma malinconico; si ride e ci si deprime un pò, proprio come i cinque amici, a loro modo falliti. Flop in sala, esistente solo in Vhs. Riccardo Rossi è il giornalista della tv pugliese, Claudio Amendola appare solo all'inizio e alla fine.
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