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Moloch (1999)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Moloch: minimo
Ritmo ritmo in Moloch: minimo
Impegno impegno in Moloch: forte
Tensione tensione in Moloch: presente
Erotismo erotismo in Moloch: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Moloch

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Moloch (voti: 38 media: 4,08) 38

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La trama

Una sinistra fortezza arroccata sulla sommità di una montagna. Una donna nuda passeggia sulle terrazze del castello, si aggira nello studio del führer. Quando il suo amato Adi arriva, Eva viene salutata come uno qualunque del suo entourage. Il dittatore aspetta i suoi invitati: il fedelissimo Martin Bormann e il potente ministro della propaganda Joseph Goebbels.  

Sulla cima di un Olimpo sfatto, ma affascinante, si consuma una tragedia esteriore, presupposta, che tutti conoscono prima che cominci. Con Eva che mormora «Caro, a proposito di Auschwitz...» e Adolf che risponde «Ausche?». L'opacità dello scenario rimanda al cinema post espressionista. Ma reinventadolo, denudandolo del suo significato metaforico (la propaganda, la bellezza secondo il Reich). Alla fine anche Hitler giace scarnificato. Un omino buffo.

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La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 25/2000

Rarefatta e distante la cronaca di un soggiorno sulle Alpi bavaresi di Hitler, Eva Braun, Goebbels e Bormann. Un film difficile, scostante ma affascinante

Montagna. Fortezza. Donna. Lei danza, ma l’imponenza dei volumi sembra rendere i suoi movimenti vani, statici, complessi. Lei è Eva Braun. Adolf Hitler è nella sala delle riunioni della sua residenza sulle Alpi bavaresi. Aspetta gli invitati: il fedelissimo Martin Bormann e il potente ministro della propaganda, Joseph Goebbels. Arrivano. Si prepara la cena, si svelano momenti di vita intima, si filtra tutto attraverso un’impronta grottesca. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 29/09/2010 - utile per 18 utenti

Voto al film: voto buono

Adolf Hitler ed Eva Braun soggiornano sulle Alpi bavaresi per qualche giorno di vacanza. Arrivano a fargli compagnia il fido Martin Bormann e il potentissimo ministro della propaganda Joseph Goebbels con la moglie. In una fortezza che svetta sulla sommità del mondo, immersa nella natura incontaminata, Aleksandr Sokurov tratteggia i contorni di una tragedia attraverso la rappresentazione farsesca dei suoi agenti esecutori. Dalla plasticità di figure che si muovono come delle marionette alla fotografia che vira verso un grigio glaciale, dall'atmosfera rarefatta e sognante all'austerità degli interni, tutto conduce a una messinscena surreale di un male assoluto, sospesa tra la grottesca caricatura dei mostri e l'analisi seria sulla banalità del male. Il Moloch si concede qualche giorno di ozio, lontano da tutto e da tutti : dalle incombenze che gli derivano dall'essere il capo assoluto di una nazione in guerra e dai resoconti di una catastrofe umanitaria di cui lui è il primo e massimo artefice. La storia scorre sotto di lui, col suo corollario di morte e distruzione, ma a lui arrivano solo echi indistinti, parole e luoghi che gli suonano strani, quasi sconosciuti. "Aus..che ?" domanda alla moglie, frase che suona come il limite massimo entro cui può spingersi la cattiveria umana, quello che fa essere indifferenti anche rispetto alle proprie mostruosità. L'orrore è nella sbigativa superficialità con cui si liquidano i fatti tragici della storia, nella maniera irriverente con cui l'uomo che ambisce ad essere il despota del mondo intero viene ridicolizzato dalla fervida personalità della moglie. Perchè l'orrore è spiare il mostro dal buco della serratura e scoprire che la banale ordinarietà che riguarda il suo vissuto domestico è la medesima riscontrabile in qualsiasi essere umano. "Moloch" è il primo capitolo della trilogia dei potenti (continuata con "Taurus" sulla figura di un Lenin agonizzante, e il "Il sole" sull'Imperatore giapponese Hirohito), opera con la quale l'autore russo ha inteso analizzare l'essenza intima della nozione di potere, depotenziandone l'implicita attitudine al comando e mostrandoci il suo detentore in tutta la sua nuda e banale esteriorità domestica. Come già mi è capitato di scivere a proposito de "Il sole, ho sempre pensato alla trilogia di Aleksandr Sokurov come al corrispettivo cinematografico della fondamentale opera di Hannah Arendt "La banalità del male". Come la grande filosofa tedesca, Sokurov sembra suggerirci che, a guardarli bene nell'intimo, questi grandi potenti somigliano più a dei capi burocrati abituati a ripetere sempre le stesse azioni che a dei grandi strateghi della politica di dominio e che il male in se, quello ricondotto all'irriducibilità della sua natura, oltre che nella loro tirannia  risiederebbe nello scoprirli molto somiglianti al classico vicino della porta accanto. Il male è nelle cose e mostrare il capo del nazismo scarnificato della sua assurda malignità significa ribadirlo con una forza che raramente era stata proposta al cinema con tale sapienza tecnica e originalità d'intenti. Un grande film di uno degli autori più importanti del cinema contemporaneo. 
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SI

Opinioni su Moloch


7 marzo 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Moloch"
giorgiobarbarotta

Tagliati fuori dalla realtà e isolati in una sorta di monolitico castello, irraggiungibile e divino, uno scalcagnato Hitler e la sua compiacente congrega di patetici lacchè trascorre il tempo dedicandosi a banali attività di svago e discorrendo distortamente di argomenti in voga al tempo del Reich o del più e del meno. La misera combriccola da luogo ad un agghiacciante teatrino della Follia e del Potere. Di difficile visione e interpretazione. Tra il pretenzioso e il geniale,...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto buono a Moloch (1999)

1 commento
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1 dicembre 2011 Opinione di Winnie dei pooh su "Moloch"
Winnie dei pooh

Sokurov è lontano anni luce rispetto a tutti i suoi colleghi (paragonato a quelli viventi almeno). Questo è un dato di fatto. Talmente evidente che, se il Cinema fosse uno sport, i suoi antagonisti dovrebbero ritirarsi per manifesta inferiorità. Il suo è un Cinema palpitante (che dire di quel continuo, terrifico, rumore di fondo che accompagna, nello specifico, l'intero film?), tanto corporeo e corporale che pare esser fatto di carne; di carne viva e palpitante (appunto), anche se...

voto al film: Winnie dei pooh assegna il voto ottimo a Moloch (1999)

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9 agosto 2011 Opinione di alan smithee su "Moloch"
alan smithee

Sulle pendici di un'aspra vetta montagnosa, in un castello grigio e cupo come quello di una tetra favola gotica, una giovane donna si sporge nuda sulla terrazza, spia ed e' spiata da occhi indiscreti, saltella allegra tra le mura grigie sferzate da vento gelido e da una nebbia avvolgente. Inizio sfolgorante, magico e memorabile per il capolavoro di Sokurov (non l'unico a dire il vero, visto che pure "Madre e figlio" tocca livelli di assoluta eccellenza), il primo di una tetralogia sul...

voto al film: alan smithee assegna il voto ottimo a Moloch (1999)

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27 luglio 2011 Opinione di emmepi8 su "Moloch"
emmepi8

Entriamo dalla porta laterale della vita di Hitler per avere un ritratto diverso, da quello che usualmente abbiamo visto al cinema. Un viaggio quasi nel quotidiano nella vita del dittatore, che ci offre il fianco della sua vita privata ed in un momento in cui ha bisogno di allontanarsi dal suo  drammatico vivere. Una riunione in una fortezza, dove Eva Braun vive la sua vita liberamente, e come scelta, all’ombra del dittatore, fino a quando non si proclama dentro sé stessa...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Moloch (1999)

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25 marzo 2011 Opinione di tafo su "Moloch"
tafo

Una risata ti seppellirà. Il senso del film di Sokurov sta nella massima anarchica più famosa con la sua descrizione-distruzione del potere. Potere ridicolizzato che ha perso ogni traccia di dignità e di autorevolezza. Potere denudato nel vero senso della parola, grottesco nei discorsi che gli altri ascoltano per pura sottomissione. Il cinema questo deve fare con i tiranni, deve mostrarci l'osceno il non-visto, Hitler che balla come un idiota e la sua fisicità...

voto al film: tafo assegna il voto buono a Moloch (1999)

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3 marzo 2011 Opinione di OGM su "Moloch"
OGM

L’arte del Terzo Reich è un retorico kitsch d’autore: è bellezza assurta ad ideale geometrico e simbolico, celebrativo di un glorioso passato che rimanda profeticamente ad un fulgido avvenire. La sua dignità monumentale è fondata su un’essenzialità perfetta e sinistra, avvolta nell’aura soffusa di un romanticismo riservato a pochi. Il suo stile ricercato e rarefatto riproduce il vuoto dell’elitarismo del potere,  che...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Moloch (1999)

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19 febbraio 2011 Opinione di Axeroth su "Moloch"
Axeroth

E' incredibile l'accuratezza dei dettagli e delle conversazioni in questo ottimo film di Sokurov. La personalità di Hitler resa a caricatura, in realtà era un tipo molto serio e non sorrideva quasi mai, e addirittura chi stava al suo cospetto affermava neanche ridesse. In un castello sopra le ali del mondo, fra la nebbia, il silenzio, e qualche nota di Wagner e Mozart. Hitler era un uomo impietoso e senza scrupoli, ma era anche fragile e ipocondriaco, pauroso, era...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Moloch (1999)

2 commenti
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29 settembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Moloch"
Peppe Comune

Adolf Hitler ed Eva Braun soggiornano sulle Alpi bavaresi per qualche giorno di vacanza. Arrivano a fargli compagnia il fido Martin Bormann e il potentissimo ministro della propaganda Joseph Goebbels con la moglie. In una fortezza che svetta sulla sommità del mondo, immersa nella natura incontaminata, Aleksandr Sokurov tratteggia i contorni di una tragedia attraverso la rappresentazione farsesca dei suoi agenti esecutori. Dalla plasticità di figure che si muovono come delle...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Moloch (1999)

2 commenti
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14 gennaio 2009 Opinione di sasso67 su "Moloch"
sasso67

Non mi è piaciuto molto. Del resto, i lati di follia del carattere di Hitler erano più che noti da tempo. L'aspetto migliore del film, affrontato con grande serietà da Sokurov, mi sembra la creazione del personaggio di Eva Braun, l'unica che, fra tanti lacchè del fuhrer, aveva il coraggio di gridargli in faccia che il re è nudo. Nonostante questo, anche la donna, rinchiusa nella sua fortezza sui monti nebbiosi, non è meno colpevole, per la sua connivenza, rispetto ad un complessato...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Moloch (1999)


31 luglio 2008 Opinione di La signora Lloyd su "Moloch"
La signora Lloyd

Molto particolare come film, un modo diverso di vedere la storia e quegli aspetti che spesso sfuggono ai libri, non mi piace molto il fatto di far sembrare Hitler quasi "umano", egli è stato, e rimarrà per sempre un mostro, non dobbiamo rischiare di insegnare alle future generazioni il contrario

voto al film: La signora Lloyd assegna il voto buono a Moloch (1999)

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