Moloch (1999)
Con Elena Rufanova, Leonid Mozgovoj, Leonid Sokol, Yelena Spiridonova
La trama
Una sinistra fortezza arroccata sulla sommità di una montagna. Una donna nuda passeggia sulle terrazze del castello, si aggira nello studio del führer. Quando il suo amato Adi arriva, Eva viene salutata come uno qualunque del suo entourage. Il dittatore aspetta i suoi invitati: il fedelissimo Martin Bormann e il potente ministro della propaganda Joseph Goebbels.
Sulla cima di un Olimpo sfatto, ma affascinante, si consuma una tragedia esteriore, presupposta, che tutti conoscono prima che cominci. Con Eva che mormora «Caro, a proposito di Auschwitz...» e Adolf che risponde «Ausche?». L'opacità dello scenario rimanda al cinema post espressionista. Ma reinventadolo, denudandolo del suo significato metaforico (la propaganda, la bellezza secondo il Reich). Alla fine anche Hitler giace scarnificato. Un omino buffo.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 25/2000
Rarefatta e distante la cronaca di un soggiorno sulle Alpi bavaresi di Hitler, Eva Braun, Goebbels e Bormann. Un film difficile, scostante ma affascinante
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 29/09/2010 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [3]
- positive [19]
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7 marzo 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Moloch"
Tagliati fuori dalla realtà e isolati in una sorta di monolitico castello, irraggiungibile e divino, uno scalcagnato Hitler e la sua compiacente congrega di patetici lacchè trascorre il tempo dedicandosi a banali attività di svago e discorrendo distortamente di argomenti in voga al tempo del Reich o del più e del meno. La misera combriccola da luogo ad un agghiacciante teatrino della Follia e del Potere. Di difficile visione e interpretazione. Tra il pretenzioso e il geniale,...
voto al film: 
1 dicembre 2011 Opinione di Winnie dei pooh su "Moloch"
Sokurov è lontano anni luce rispetto a tutti i suoi colleghi (paragonato a quelli viventi almeno). Questo è un dato di fatto. Talmente evidente che, se il Cinema fosse uno sport, i suoi antagonisti dovrebbero ritirarsi per manifesta inferiorità. Il suo è un Cinema palpitante (che dire di quel continuo, terrifico, rumore di fondo che accompagna, nello specifico, l'intero film?), tanto corporeo e corporale che pare esser fatto di carne; di carne viva e palpitante (appunto), anche se...
voto al film: 
9 agosto 2011 Opinione di alan smithee su "Moloch"
Sulle pendici di un'aspra vetta montagnosa, in un castello grigio e cupo come quello di una tetra favola gotica, una giovane donna si sporge nuda sulla terrazza, spia ed e' spiata da occhi indiscreti, saltella allegra tra le mura grigie sferzate da vento gelido e da una nebbia avvolgente. Inizio sfolgorante, magico e memorabile per il capolavoro di Sokurov (non l'unico a dire il vero, visto che pure "Madre e figlio" tocca livelli di assoluta eccellenza), il primo di una tetralogia sul...
voto al film: 
27 luglio 2011 Opinione di emmepi8 su "Moloch"
Entriamo dalla porta laterale della vita di Hitler per avere un ritratto diverso, da quello che usualmente abbiamo visto al cinema. Un viaggio quasi nel quotidiano nella vita del dittatore, che ci offre il fianco della sua vita privata ed in un momento in cui ha bisogno di allontanarsi dal suo drammatico vivere. Una riunione in una fortezza, dove Eva Braun vive la sua vita liberamente, e come scelta, all’ombra del dittatore, fino a quando non si proclama dentro sé stessa...
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25 marzo 2011 Opinione di tafo su "Moloch"
Una risata ti seppellirà. Il senso del film di Sokurov sta nella massima anarchica più famosa con la sua descrizione-distruzione del potere. Potere ridicolizzato che ha perso ogni traccia di dignità e di autorevolezza. Potere denudato nel vero senso della parola, grottesco nei discorsi che gli altri ascoltano per pura sottomissione. Il cinema questo deve fare con i tiranni, deve mostrarci l'osceno il non-visto, Hitler che balla come un idiota e la sua fisicità...
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3 marzo 2011 Opinione di OGM su "Moloch"
L’arte del Terzo Reich è un retorico kitsch d’autore: è bellezza assurta ad ideale geometrico e simbolico, celebrativo di un glorioso passato che rimanda profeticamente ad un fulgido avvenire. La sua dignità monumentale è fondata su un’essenzialità perfetta e sinistra, avvolta nell’aura soffusa di un romanticismo riservato a pochi. Il suo stile ricercato e rarefatto riproduce il vuoto dell’elitarismo del potere, che...
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19 febbraio 2011 Opinione di Axeroth su "Moloch"
E' incredibile l'accuratezza dei dettagli e delle conversazioni in questo ottimo film di Sokurov. La personalità di Hitler resa a caricatura, in realtà era un tipo molto serio e non sorrideva quasi mai, e addirittura chi stava al suo cospetto affermava neanche ridesse. In un castello sopra le ali del mondo, fra la nebbia, il silenzio, e qualche nota di Wagner e Mozart. Hitler era un uomo impietoso e senza scrupoli, ma era anche fragile e ipocondriaco, pauroso, era...
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29 settembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Moloch"
Adolf Hitler ed Eva Braun soggiornano sulle Alpi bavaresi per qualche giorno di vacanza. Arrivano a fargli compagnia il fido Martin Bormann e il potentissimo ministro della propaganda Joseph Goebbels con la moglie. In una fortezza che svetta sulla sommità del mondo, immersa nella natura incontaminata, Aleksandr Sokurov tratteggia i contorni di una tragedia attraverso la rappresentazione farsesca dei suoi agenti esecutori. Dalla plasticità di figure che si muovono come delle...
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14 gennaio 2009 Opinione di sasso67 su "Moloch"
Non mi è piaciuto molto. Del resto, i lati di follia del carattere di Hitler erano più che noti da tempo. L'aspetto migliore del film, affrontato con grande serietà da Sokurov, mi sembra la creazione del personaggio di Eva Braun, l'unica che, fra tanti lacchè del fuhrer, aveva il coraggio di gridargli in faccia che il re è nudo. Nonostante questo, anche la donna, rinchiusa nella sua fortezza sui monti nebbiosi, non è meno colpevole, per la sua connivenza, rispetto ad un complessato...
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31 luglio 2008 Opinione di La signora Lloyd su "Moloch"
Molto particolare come film, un modo diverso di vedere la storia e quegli aspetti che spesso sfuggono ai libri, non mi piace molto il fatto di far sembrare Hitler quasi "umano", egli è stato, e rimarrà per sempre un mostro, non dobbiamo rischiare di insegnare alle future generazioni il contrario
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