Gardenia blu (1953)
Con Anne Baxter, Raymond Burr, Richard Conte, Ann Sothern
La trama
Nora, giovane telefonista di Los Angeles, abbandonata dal fidanzato, accetta l'invito a cena di uno stilista. Nel corso della serata beve qualche bicchierino di troppo, perde conoscenza e al suo risveglio si trova in casa dell'artista. Qui subisce un tentativo di stupro e sviene. Tornata in sé vede steso a terra il corpo esanime dell'uomo. La polizia segue la pista più ovvia, ma un cronista intraprendente comincia a intuire la verità.
Un classico del noir girato da Fritz Lang subito dopo la sua incriminazione per "attività antiamericane" (nella lista nera del maccartismo). Breve apparizione di Nat King Cole nei panni di se stesso.
L'opinione più votata
Di Mathiasparrow scritta il 06/10/2010 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [5]
- positive [14]
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21 febbraio 2011 Opinione di Tarabas su "Gardenia blu"
Dopo l'embargo maccartista, Lang rientra nel mondo del cinema e gira un film di genere, apparentemente senza troppe pretese. Un delitto, una subdola campagna stampa, un'indagine che cerca solo un colpevole da dare in pasto al pubblico. Un'innocente che sembra la colpevole. E il tema della rimozione dei fatti, l'assunzione di colpa per un fatto che forse non si è commesso, che porta a un'ingiusta condanna ma che risponde al bisogno di liberarsi dal peso dei sospetti. Le spie nascoste...
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6 ottobre 2010 Opinione di Mathiasparrow su "Gardenia blu"
Minore non è sinonimo di trascurabile, e Gardenia Blu lo conferma. Gli apici della filmografia Lang distano anni luce ma questo thriller curiosamente tinteggiato di rosa incuriosisce ugualmente, grazie alla presenza di elementi prediletti dal maestro austriaco. Troppo imperfetto per essere promosso a pieni voti, ma i motivi dell'inusuale opacità stilistica del regista sono probabilmente da ricondurre ad avvenimenti esteriori e cause di forza maggiore, come le note vicende...
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11 settembre 2010 Opinione di mm40 su "Gardenia blu"
Lang in un calo di ispirazione produce comunque un lavoro assolutamente dignitoso, magari meno rifinito del solito in sceneggiatura (firmata da Charles Hoffman, da un racconto di Vera Caspary), ma mai banale o approssimativo. La storia dell'innocente ingiustamente colpevolizzato è risaputa, d'altronde Hitchcock ha saputo costruirci attorno una carriera (e che carriera!); Lang sembra però scarsamente interessato ad approfondire la questione psicologica della protagonista,...
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19 febbraio 2010 Opinione di michel su "Gardenia blu"
IMBEVUTA D’AMORE Lasciare il sentiero anche per un breve colpo di testa può costare caro. Lo sanno Cappuccetto rosso e Dorothy, lo sanno le creature dannate del cinema di Weimar e dunque dovrà impararlo anche la protagonista di questo film di Lang. Ma gli intenti pedagogici e psicanalitici sono solo un vago substrato in questo film di genere, ben diretto, accattivante, non geniale. Ottima la caratterizzazione dei personaggi femminili e ottime le rispettive interpreti.
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13 febbraio 2010 Opinione di jonas su "Gardenia blu"
Una telefonista, sconvolta per avere appena ricevuto una lettera con cui il fidanzato le comunica di amare un’altra, accetta l’invito di un dongiovanni e si ritrova in un mare di guai. Versione al femminile dei tipici noir di Lang, con una persona normale che si mette in condizione di commettere (ed è anzi convinta di aver commesso) un omicidio: al posto del Robinson di La donna del ritratto e La strada scarlatta, un’ottima Anne Baxter dall’aria mite per cui...
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31 gennaio 2010 Opinione di dedo su "Gardenia blu"
Forse è un’opera minore di Lang, ma il regista riesce a confezionare un buon thriller che, come quelli di Hichcock, presenta un indizio che non dovrebbe sorprendere nel colpo di scena finale. Infatti al momento dei rilievi della polizia sul luogo del delitto vengono trovati un fazzoletto, un paio di scarpe n° 35,5, una gardenia blu ed un attizzatoio, arma del delitto…senza impronte digitali. E’ subito chiaro che la povera Norma, pesantemente in preda...
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28 gennaio 2010 Opinione di OGM su "Gardenia blu"
Il Fritz Lang degli anni cinquanta trasforma l’aura hollywoodiana in un distillato di garbo, con cui addolcisce le tenebrose inquietudini del suo cinema. Nella sua pessimistica visione sociale, il rapporto tra uomo e donna è contrassegnato da anomalie e fantasmi, in cui il romanticismo annega e sprofonda come in un abisso. Ciò che resta è un’ombra, una traccia fugace od incompleta, come l’immagine riflessa da uno specchio rotto, come il fruscio di...
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27 gennaio 2010 Opinione di chribio1 su "Gardenia blu"
purtroppo il film in questione mi ha assai deluso:si',il noir c'e' eccome ma assomiglia a molte pellicole dell'epoca che ho visto in giro e tenute,questo qua invece non mi ha x nulla convinto. Secondo me Fritz Lang in questo caso non e' stato molto intuitivo e propositivo nel confezionare allo spettatore 1 prodotto di alto livello,come spesso gli capito'... (Metropolis,Quando la citta' dorme,Una donna nella luna,...questi almeno siccome li ho visti erano proprio belli)! voto.5.
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18 gennaio 2010 Opinione di luisasalvi su "Gardenia blu"
L'unica lungaggine di un film teso è l'esecuzione dell'intera canzone del titolo, omaggio dovuto alla fama del "king" Cole, ma ampiamente giustificata per consentire allo spettatore di distinguerla da quella suonata dal grammofono al momento del delitto e così rendere attesa e comprensibile la svolta finale, altrimenti gratuita e improvvisa. Del resto l'attenzione del regista va al clima di paura e di sospetto, al dramma dell'imputata che non ricorda e non comprende cosa possa...
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