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Opinione di mondolariano su Il caso Paradine

[The Paradine Case, USA 1947, Giallo, durata 110', b/n]   Regia di Alfred Hitchcock
Con Gregory Peck, Alida Valli, Charles Laughton, Ann Todd




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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08/02/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Mario Besesti, che doppiò Laughton ne “Gli ammutinati del Bounty”, qui doppia Charles Coburn mentre Laughton ha la voce di Olinto Cristina. L’effetto produce molta confusione per chi ricorda il mitico Laughton del capitano Blight. Al suo fianco c’è una protagonista d’eccezione: Alida Valli, la Greta Garbo italiana, che per volontà del produttore Selznick affiancherà anche Joseph Cotten ne “Il terzo uomo” (Hitchcock avrebbe preferito proprio Greta Garbo per il ruolo della signora Paradine e diresse il film di malavoglia). C’è anche un giovane Gregory Peck, più che mai assorbito nei suoi nobili ideali che stavolta si rivelano sbagliati. L’avvocato si fa odiare dalla sua amata per il fatto di volerla salvare accusando l’uomo che si scoprirà essere il suo vero amante; un amore costruito sul nulla e indotto dall’avvenenza fisica che nasconde l’inganno. L’intreccio è ottimo ma non eccelso. Manca la necessaria tensione drammatica, nonostante i primi piani della Valli che trasudano ghiaccio da ogni poro.
Fa il paio con “Testimone d’accusa”, che però lo supera di alcune spanne (e dove Laughton avrà una voce ancora diversa, quella di Giorgio Capecchi). Quattro stelle non pienamente meritate.


SI

Commenti

  • 8 febbraio 2011, 17:22 di maghella

    Condivido in pieno la tua opinione, anche se la sola scena del tribunale, dove la Valli viene "avvolta" dalla macchina da presa, mentre alle sue spalle entra il testimone-amante, vale solo quella 5 stelle.

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  • 8 febbraio 2011, 18:56 di biancoenero

    Rivedendolo mi ha sorpreso notare l'assenza di spessore nella descrizione dell'infatuazione di lui, che per altro viene sbandierata ed enfatizzata da tutti, subito, senza saperla trasmettere allo spettatore e basata tutta, solo sulla bellezza di lei. La notizia che ci dai su Greta Garbo forse spiega cosa cercava il registra e cosa manca alla struttura della trama: il carisma e il fascino della figura della donna ( che non é solo bellezza). Condivido le tue puntualizzazioni sulle voci dei doppiatori che sono essenziali e quando accade ciò che dici é veramente una stridente stonatura.

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  • 8 febbraio 2011, 19:10 di spopola

    Hitchcock non è mai stato particolramente tenero verso questo film che che "ha dovuto girare con un cast imposto e sbagliato" (il libro-dialogo con Truffaut è particolarmente interessante su queto punto). Dunque non solo la Garbo avrebbe dovuto essere della partita nelle intenzioni primarie, ma il regista avrebbe voluto avere anche Laurence Olivier al posto di Peck. Dal suo punto di vista però l'errore fondamentale era stata la scelta del "damerino" Louis Jordan, troppo poco carnale per essere il "ruvido" , speciale personaggio che avrebbe dovuto rappresentare che doveva essere "brutale" (un pò alla maniera del guariiacaccia de "L'amante di Lady Chatterly"), odorante di stalla e non di profumate essenzae.

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