Opinioni del pubblico su Decalogo 5
Con Miroslaw Baka, Krzysztof Globisz, Jan Tesarz
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Decalogo 5 (1989)
17 gennaio 2006 Opinione di jackNONsquartatore72 su "Decalogo 5"
Voto:9. Contenuti: RITMO** IMPEGNO**** TENSIONE*** Questo strepitoso quinto capitolo della serie, che ha come sottotitolo non dichiarato “Breve film su un assassinio”, è stato l’unico ad avere dei riconoscimenti ufficiali. Nel 1988 ha ricevuto il premio della giuria a Cannes ed il Felix come miglior film. Riconoscimenti meritati (ma questo non vuol dire che i precedenti demeritino) per l’amaro tema che viene trattato, con grande pathos ed intensa drammaticità. Il dilemma che ci viene posto davanti è il paradossale contrasto tra la legge “divina” che condanna categoricamente...
voto al film: 
22 febbraio 2012 Opinione di vicky13 su "Decalogo 5"
Decalogo 5 Vuole essere un film contro la pena di morte e contro assurdità di ogni violenza o omicido. Il delitto è senza senso e tale è giudicato sia che ad eseguirlo sia un assassino, sia che sia l’apparato giudiziario dello Stato, perché come può l’ uomo sostituirsi a Dio giudicando ed infliggendo una pena, quale la morte, andando contro il volere stesso di Dio? Il film non è solo questo ..fra le righe si legge altro, altro di più profondo e sottile. Cosa ci sta dietro...
voto al film: 
26 ottobre 2009 Opinione di mm40 su "Decalogo 5"
Quinto dei dieci capitoli di una saga ispirata a delle leggi religiose. L'omicidio è il nodo della questione: quello brutale e selvaggio del giovane protagonista è più insensato di quello istituzionalizzato dalla legge per gli individui come lui? E' un rincorrersi di domande senza risposta, innanzitutto sul gesto così crudele eppure altrettanto lucido del ragazzo e poi, più in generale, sulle ragioni per cui la pena di morte ancora esista alle soglie del...
voto al film: 
21 ottobre 2009 Opinione di clario su "Decalogo 5"
nell'insensatezza dell'agire umano c'è forse una graduaturia che reputa il medesimo gesto giusto in un contesto e ingiusto in un altro? si, ed ha piena plausibilità, ma sempre e solo all'interno dell'insensatezza dell'agire umano.
voto al film: 
16 ottobre 2009 Opinione di fenice69 su "Decalogo 5"
Un giovane sbandato uccide senza motivo un tassista. Incriminato, è condannato alla pena di morte. Il suo avvocato, tormentato da dubbi sul senso della giustizia, nulla può per evitarne la condanna. Uno dei più enigmatici capitoli del Decalogo, un vero e proprio pugno nello stomaco per la sua crudezza, per l’apparente gratuità dei gesti del giovane assassino, per una società che non riesce a farsi carico del malessere dei suoi membri. E’ un film...
voto al film: 
20 agosto 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Decalogo 5"
Durante tempi come i nostri, in cui la condanna a morte è argomento d’ogni giorno, ci si preoccupa unicamente di trovare motivazioni valide su cui far poggiare la propria opinione al riguardo. Ma nell’anno del Decalogo, quel lontano 1988, il tema era immensamente più delicato, specie nei paesi dove la pratica era in vigore. Polonia compresa. Kieslowski non ricerca il peccato originario ma le origini del peccato, per porre agli occhi del mondo le realtà che...
voto al film: 
8 aprile 2007 Opinione di kurosawa su "Decalogo 5"
Lo stile di Kieslowski ai massimi livelli, di certo uno dei suoi capolavori che si avvale della straordinaria fotografia(dalle tinte verdognole) di Piotr Sobocinski, la quale descrive perfettamente l'aria malsana e gonfia di disperazione che si respira durante il film. Lo sguardo del protagonista è davvero penetrante. voto: 10
voto al film: 
17 gennaio 2006 Opinione di jackNONsquartatore72 su "Decalogo 5"
Voto:9. Contenuti: RITMO** IMPEGNO**** TENSIONE*** Questo strepitoso quinto capitolo della serie, che ha come sottotitolo non dichiarato “Breve film su un assassinio”, è stato l’unico ad avere dei riconoscimenti ufficiali. Nel 1988 ha ricevuto il premio della giuria a Cannes ed il Felix come miglior film. Riconoscimenti meritati (ma questo non vuol dire che i precedenti demeritino) per l’amaro tema che viene trattato, con grande pathos ed intensa drammaticità. Il dilemma che ci...
voto al film: 
12 maggio 2005 Opinione di Aquilant su "Decalogo 5"
Dekalog 5 may be considered a violent accusation against the death sentence, according to the fifth commandment "Thou shalt not kill". As a matter of fact, the concept of a State fully complied with the provisions of an unjust law is put by Kieslowski on the same plane as the figure of a Murderer. "But the law might not imitate the nature, it might correct it," states Piotr, the counsel for the defense, a real catalyst character, "the punishment is a form of vengeance aiming at returning...
voto al film: 
19 marzo 2005 Opinione di Aquilant su "Decalogo 5"
Vibrante apologo contro la pena di morte, in perfetta sintonia col quinto comandamento che pone sullo stesso piano sia l’assassino che lo stato quale implacabile esecutore di una legge ingiusta. “Ma la legge non dovrebbe imitare la natura, dovrebbe correggerla.” Afferma nell’incipit l’avvocato Piotr, elemento catalizzatore della vicenda. “La pena è una forma di vendetta, specialmente se mira ad arrecare il male senza prevenire il delitto. Ma in nome di chi si vendica la legge?...
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8 gennaio 2004 Opinione di cris1970 su "Decalogo 5"
Un film estremamente teso, a un ritmo più veloce rispetto agli altri del ciclo. E' uno dei più riusciti in quell'autentica collezione di gioielli cinematrografici che è il decalogo. La forza delle immagini, grazie forse anche a una fotografia particolare, molto torbida e alla drammaticità delle sequenze e degli atteggiamenti degli attori, rende molto bene il messaggio che il regista e lo sceneggiatore vogliono trasmettere con questo film. Il tutto condito da ottimi ragionamenti sul...
voto al film: 
23 dicembre 2003 Opinione di wakeup-neo su "Decalogo 5"
uno dei capitoli più convincenti (regia, script, fotografia): un ragionamento razionale ma emozionante sul "Non uccidere". Un esemplare lavoro sul tema della pena di morte, superiore a molti altri tentativi contemporanei, per il fatto che la vittima non è un innocente (evitando così ogni patetismo).
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28 novembre 2003 Opinione di capitanoWillard su "Decalogo 5"
Grandioso, angosciante, un pugno allo stomaco, un esempio di come si può fare cinema d'autore con storie semplici, ma raccontate, filmate con maestria. Il film che ha 15 anni appartiene alla ristretta categoria dei capolavori senza età.
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27 dicembre 2002 Opinione di KAMAN su "Decalogo 5"
“Quello che facciamo ha un senso?”…sbagliato o giusto che sia? L’accusa degli autori polacchi è concentrata sul binomio Reato/Pena, utilizzando, in modo atipico al decalogo, lo sviluppo di tre personaggi, rispettivamente, la vittima, l’aggressore e il difensore. Lo schierarsi contro la pena di morte, che poi è simulacro del quinto comandamento Non Uccidere, è netto da parte del regista e dello sceneggiatore. A favore della loro posizione abbondano il racconto...
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