Decalogo 7 (1989)
Con Anna Polony, Maja Barelkowska, Boguslaw Linda, Katarzyna Piwowarczyk
La trama
La ventiduenne Majka vuole condurre con se in Canada, dalla Polonia, sua figlia Ania che vive con la nonna. Majka l'ha avuta giovanissima, dalla relazione con Wojtec, suo insegnante, e per evitare lo scandalo, la bambina è stata registrata come figlia di sua nonna, e tutti la credono tale, anche la stessa Ania. Ma Majka un giorno rapisce la piccola, e poi la dovrà "restituire" alla presunta madre. Kieslowski e Piesiewicz sviluppano il tema del comandamento "Non rubare". L'amore come alibi per una appropriazione che genera fratture devastanti, e per il possesso di una "refurtiva" che è comunque una vittima.
L'opinione più votata
Di cantautoredelnulla scritta il 09/11/2010 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Il film è la prima pellicola, andando in ordine nel decalogo, dove non ci sono solo due personaggi principali approfonditi con altre comparse a corredo, ma ci sono cinque protagonisti tratteggiati e approfonditi con la stessa intensità. Da questo punto di vista è indubbio che il settimo episodio risulta essere quello che gode della costruzione più abile e complessa dal punto di vista della sceneggiatura.
Nel primo episodio di Decalogo Kieslowski ci presenta un legame affettivo assoluto tra un padre e un figlio; nel terzo analizza e rappresenta l'attrazione edipica tra padre e figlia; in questo settimo episodio il regista torna a interrogarsi sui rapporti familiari, questa volta concentrandosi su un altro rapporto conflittuale e irrisolto, quello tra madre e figlia. L'intreccio è molto complesso perché ricco di inganni e false verità. Il risultato di queste ambiguità si rivela distruttivo per tutti i personaggi e non c'è una vera morale non solo perché l'autore non la voglia sottolineare, ma perché le riflessioni che riesce a suscitare in soli 60 minuti questa pellicola non portano a una risposta più valida di altre.
Il primo personaggio che incontriamo è la piccola Ania, la quale urla ogni notte, quasi a rimarcare l'atrocità di quell'inganno di cui è stata oggetto, ma non viene in realtà mai svelata la ragione per cui la piccola urla nel sonno. Sarebbe stato troppo facile (e sbagliato) svelare metaforicamente il dramma di una bambina così piccola. Le sue urla sono funzionali alla distruzione dei rapporti familiari che introducono. Ania del resto non sospetta minimamente che quella che per lei è sua madre, Ewa, è in realtà sua nonna. Quello che però Ania ha respirato, questo è reso evidente, è che Majka, quella che in realtà è sua madre, ma che lei riterrà sua sorella, è spesso assente e vive gravi conflitti con Ewa. Non mancano nella parte iniziale scene esplicative che mostrano la tensione che si respira in famiglia che andrà poi esasperandosi lungo il dipanarsi della storia.
Ci sono due padri in questo film, entrambi assenti e inesistenti. Il padre di Majka non conta niente a detta di Ewa, il padre di Ania non è mai esistito per lei prima del loro incontro voluto da Majka quando la bimba ha ormai 6 anni compiuti.
Le due madri sono invece tratteggiate in tutta l'atrocità di un rapporto usurato e irrecuperabile, fatto di frustrazioni e sottrazioni che le due donne scaricano sul più debole.
Majka vorrebbe drammaticamente imporre ad Ania di chiamarla madre perché è quello che lei è, ma Ania continua spaesata a chiamarla Majka, quasi a voler sottolineare quella distanza fisica, ma anche psicologica, che le separa. ESPANDI +
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9 novembre 2010 Opinione di cantautoredelnulla su "Decalogo 7"
Il settimo comandamento - Non rubare - si apre con la solita ripresa sul condominio del decalogo, questa volta con un carrello che cerca angolazioni nuove, dal basso verso l'alto, con in sottofondo urla agghiaccianti. Il film è la prima pellicola, andando in ordine nel decalogo, dove non ci sono solo due personaggi principali approfonditi con altre comparse a corredo, ma ci sono cinque protagonisti tratteggiati e approfonditi con la stessa intensità. Da questo punto di vista...
voto al film: 
26 ottobre 2009 Opinione di mm40 su "Decalogo 7"
Settimo dei dieci capitoli di una saga ispirata a delle leggi religiose. Il concetto di 'furto' viene qui inteso in senso lato, applicando la formula al rapimento di una bambina. Giusto o sbagliato, se la ragione stia dalla parte della madre o da quella della nonna, in fondo ciò non interessa al regista: l'unica valutazione, l'unico giudizio possibile è quello sull'umanità 'peccatrice'. Il compromesso non è possibile: le due parti esigono entrambe la soddisfazione...
voto al film: 
20 agosto 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Decalogo 7"
L’atto del rubare, quand’è al culmine della gravità, ha per oggetto qualcosa di vitale. Piesiewicz e Kieslowski mettono in discussione l’intero comandamento costringendo lo spettatore a porsi la domanda fatidica che aleggia su questo settimo episodio: rubare qualcosa che ci appartiene può essere considerato furto? La risposta è (almeno apparentemente) ovvia, ma per spiegarla bisogna infrangere qualcuno dei postulati da cui spesso e volentieri ci...
voto al film: 
12 aprile 2007 Opinione di kurosawa su "Decalogo 7"
Non tra i migliori episodi, forse perchè meno denso e ambiguo degli altri, ma costruito (come sempre per Kieslowski) con geometrica precisione. voto: 7
voto al film: 
7 febbraio 2006 Opinione di jackNONsquartatore72 su "Decalogo 7"
Voto:8. Contenuti: RITMO** IMPEGNO*** TENSIONE* SENTIMENTO*** Le lezioni catechistiche nello spiegare i comandamenti parlano di un significato non solo letterale di ognuno di essi, ma anche figurato. In questo settimo capitolo del decalogo il senso nascosto del “non rubare” va molto oltre il semplice riferimento ad un bene materiale, per quanto grande o di valore esso sia. Quello che viene rubato sono i sentimenti, cosa che col tempo può lasciare ferite molto più profonde e dolorose...
voto al film: 
16 maggio 2005 Opinione di Aquilant su "Decalogo 7"
The filial love pushed to the extreme is the main point of one of the most despairing episodes of the whole series. Painted in soft tones of a warm color photography "Dekalog 7", a sorrowful appeal against the theft of maternal affections, a touching scream of desperation against every form of domestic psychological abuse, describes the emotional journey of lonely souls towards a past immersed in voids of time and memory, thwarted by walls of self-referential egoism and full of wrong choices...
voto al film: 
28 marzo 2005 Opinione di Aquilant su "Decalogo 7"
L’amore filiale nella sua forma più esasperata costituisce il tema predominante di questo Decalogo 7 che ci tratteggia impietosamente il penoso vagare alla deriva di esseri umani derubati degli affetti familiari e ridotti a recitare ruoli che richiamano molto da vicino i “mondi di marionette” bergmaniani. Con morbidi tocchi di una fotografia tendente quasi ad un colore denaturato, depurato da tutte le sue asperità, ridotto ad un’asciutta purezza di forma giustificata dalla...
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