Kids Return (1996)
Con Masanobu Ando, Ken Kaneko, Hatsuo Yamaya
La trama
Vorrebbero realizzarsi nella vita: uno come boxeur, l'altro come mafioso.
Shinji e Masaru sono i tipici ragazzacci, sempre pronti a marinare la scuola o a estorcere yen ai compagni più deboli. In realtà cercano anche loro una qualche forma di riscatto: il primo allenandosi duramente e sognando di sfondare nel mondo della boxe, il secondo coltivando ben altro desiderio: vorrebbe affiliarsi alla yakuza, la potente mafia giapponese. Presto si rendono conto che tra un professore di liceo e un capomafia non c'è poi così tanta differenza.
Scritto e diretto da Kitano dopo il terribile incidente in moto che quasi gli costò la vita (e di cui porta ancora le cicatrici sulla faccia). Come spesso capita ai film particolarmente "sentiti", anche qua non tutto fila liscio come nelle altre opere dell'autore. Qui, come un entomologo, Kitano racconta senza moralismi la fine dell'adolescenza in un mondo imbevuto di odio e di malvagità. Da non perdere comunque, per principio.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 2011-08-19 14:06:57 - utile per 24 utenti
Voto al film: 
Incorniciato dalla magnifica fotografia del fidato Katsumi Yanagijima (con Kitano da Boiling Point in poi) e contrappuntato dalla favolosa colonna sonora di Joe Hisahishi, da annoverare senz'altro tra i vertici assoluti della sua sterminata produzione musicale, Kids Return segna il ritorno alla regia di Takeshi Kitano dopo il gravissimo incidente motociclistico che ne impedì per lungo tempo ogni attività cinematografica. Adottando le forme suggestive del racconto di formazione giovanile, Beat Takeshi mescola, con la consueta irruenza e la smagliante raffinatezza formale del suo cinema, schegge autobiografiche (l'espulsione da scuola del giovane Kitano, dal carattere "eccessivamente" esuberante, la passione per il cabaret e il pugilato) e corrosività di sguardo, puntando l'indice su una società disumana e famelica nel divorare ogni fremito di vitalità (pessimismo che soltanto nel finale verrà rischiarato da un tenue ma illusorio barlume di speranza), dove la legge del sopruso (dalle aule della scuola ai vicoli più sordidi della città) diviene regola esistenziale e fondamento di ogni relazione umana. E mentre il rincorrersi dei flashback scandisce le evoluzioni temporali della narrazione, momenti di vibrante lirismo (le corse in bicicletta di Shinji e Masaru, i loro sguardi persi di fronte agli interrogativi del futuro) e bordate di sgangherata e irresistibile comicità, tra battute fulminanti e una gag assolutamente strepitosa (i due pugili novizi in tuta verde che chiedono a Shinji di mostrargli un jab), conducono alla sorpresa più inaspettata del film: l'omaggio, vibrante e affettuoso, a Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, con Shinji che si rivela agli occhi degli allenatori della palestra più abile sul ring del suo amico Masaru, come Alain Delon con suo fratello Renato Salvatori davanti allo stupefatto Paolo Stoppa. Un'opera algida e spietata: e, nonostante i guizzi della commedia, tutt'altro che consolatoria.
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2011-08-19 14:06:57 Opinione di FABIO1971 su "Kids Return"
Masaru (Ken Kaneko) e Shinji (Masanobu Andô) sono due insofferenti compagni di liceo: nonostante la passione per il cabaret e le corse in bicicletta e il comune disinteresse per lo studio, infatti, non riescono a evitare di trascorrere le proprie giornate dissipando le proprie energie in scherzi velenosi a studenti e insegnanti, atti vandalici e furtarelli. Il fatidico passo per allontanarsi dalla "retta via" è dietro l'angolo e per questo motivo i loro professori...
voto al film: 
2011-08-08 21:20:40 Opinione di yume su "Kids Return"
Film del ritorno, dopo l’incidente in moto nel quale Kitano aveva rischiato di morire, sembrerebbe anche il film della perdita, un guardare ad un percorso di formazione che si avvolge su sé stesso nell’attesa interminabile di qualcosa che non accade. E’ anche film della distanza, quella di chi occupa, ora, un territorio “oltre”, da cui tornare ad un tempo, Kids return, in cui, forse, sono leggibili le ragioni del presente. Film inconsueto, per Kitano,...
voto al film: 
2010-05-31 08:08:21 Opinione di OGM su "Kids Return"
Voler diventare adulti in fretta, e a tutti i costi, significa perdersi. Come ne I quattrocento colpi di Truffaut, in questo film di Kitano gli adolescenti sono bambini cresciuti che, dismessi i balocchi dell’infanzia, si mettono a giocare con la vita vera. Per i giovani Masaru e Shinji, il pugilato, da sogno di gloria e di guadagno, si trasforma così in una metafora, fin troppo concreta, di un mondo che fa sul serio e non guarda in faccia a nessuno, mentre impone la sua...
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2009-11-05 15:52:05 Opinione di menestrello su "Kids Return"
Uno dei miei film preferiti. Tutto il mondo è paese, sembra di assistere alla nostra storia di tutti i giorni, non a quella di due ragazzi che vivono in un mondo lontanissimo da noi. Il sentimento tra i due protagonisti è commovente. L'amicizia resiste alle vicissitudini della vita ed è un sentimento semplice, si sintetizza in un sorriso nel finale del film.
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2007-03-22 11:25:50 Opinione di carlos brigante su "Kids Return"
La memoria e i suoi ricordi si esplicitano nelle immagini e nella regia di Kitano. Anch'esso è un film "minore" rispetto alle sue "gemme", però è da apprezzare comunque la saggezza della sua regia.
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2005-05-21 15:53:40 Opinione di sasso67 su "Kids Return"
"Kids Return" è un buon film basato sui ricordi dell'adolescenza di Kitano, filtrati dall'ironia (il terzetto di teppistelli sfigati che più volte compare nei film di Kitano, compreso "Zatoichi") e senza inutili struggimenti sentimentali. Anche il pugilato, realmente praticato dal regista da ragazzo, è una metafora della vita, con le sue regole sul ring e fuori del ring, con i nodi che in fondo vengono sempre al pettine quando qualcuno cerca di barare. Come si può intuire dal fatto che...
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2003-11-30 19:24:37 Opinione di SONATINE su "Kids Return"
IL FILM PIU'"COMMERCIABILE" DELLO SMISURATO TAKESHI.COMMERCIABILE,MAI COMMERCIALE,E COMUNQUE è TUTTO DA VEDERE.Sì,PERCHE'QUEST'OPERA DI TAKESHI KITANO è Sì LA SUA PIU'PARLATA,MENO ENIGMATICA,PIU'"NORMALE"DELLA SUA FILMOGRAFIA,MA ANCHE QUELLA CE PIU'SI AVVICINA ALLA SUA VITA,ALLA SUA ESPERIENZA VISSUTA E FILTRATA ORA ATTRAVERSO IL DIAFRAMMA VISIVO DELLA m.d.p. ED A QUELLO CARNALE DEI DUE PROTAGONISTI,CE NON SONO LUI,MA POTREBBERO ESSERLO.DA VEDERE PER TUTTI,KITANIANI E NON.
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2002-04-15 10:15:25 Opinione di peter pan su "Kids Return"
due giovani "ribelli" nella società giapponese. Si sentono diversi dagli altri ma hanno un disperato bisogno di appartenere ad un gruppo.
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