Pane e cioccolata (1974)
Con Nino Manfredi, Paolo Turco, Ugo D'Alessio, Tano Cimarosa
La trama
Nino, emigrato in Svizzera, riesce ad ottenere un contratto trimestrale come cameriere in un ristorante, ma viene licenziato e privato del permesso di soggiorno. Nino invece di tornare in Italia si rifugia in casa di Elena un esule greca. Espatriato come lui ma per ragioni fiscali, un industriale italiano lo assume al suo servizio. Costui, abbbandonato dalla moglie e in piena crisi finanziaria si uccide dopo aver sottratto a Nino tutti i suoi risparmi. A questo punto l'ex cameriere si unisce a un gruppo di napoletani che per mestiere sgozzano galline e vivono in un pollaio.
Sicuramente uno dei migliori film di Nino Manfredi. Su un canovaccio da commedia all'italiana, viene condotta una riflessione nerissima sull'emigrazione italiana all'estero. Un film intelligente, con un finale che va contro ogni stereotipo (anche se è difficile non esultare con Manfredi quando l'Italia segna contro la Svizzera).
L'opinione più votata
Di maso scritta il 16/04/2012 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
La trovata illuminante di Brusati è la pennellata surreale e quasi odisseica che colora la storia ma attenzione: le risate sono comandate dalla tristezza più profonda, la disperazione che affligge il povero Giovanni Garofoli le spinge fuori per scacciare via a pedate grosse lacrime di rassegnazione distillate nelle contorsioni del destino in cui inciampa sempre più pesantemente lungo il suo sfortunato cammino; molte di queste disavventure sono entrate nella antologia delle scene
indimenticabili del genere e di conseguenza della carriera dell'impagabile attore romano: la buccia d'arancia è una trovata istantanea che colpisce con la semplicità, mentre la celeberrima scena del goal di Fabio Capello è molto complessa a livello emotivo e tecnico, mi ha sempre entusiasmato l'idea di ripetere con dei primi piani la gioia ma anche il crollo emotivo del protagonista, la sequenza della famiglia che vive nel pollaio quasi deformata dal lavoro è surreale e disturbante allo stesso tempo e rasenta l'inserto favolistico, mentre di scottante attualità è il suicidio dell'industriale interpretato da Johnny Dorelli, disperata e profonda è invece l'esecuzione del pezzo "L'omo non è de legno" in cui la nostalgia per la terra d'origine e i propri cari sovrasta la voglia di distrarsi per un attimo dalla dura realtà di essere emigrato in Svizzera, nazione popolata da gente insensibile, intollerante e pure un pò stronza: Manfredi chiude da par suo l'amara sequenza con una frase emblematica che pesa come un macigno nonostante siano passati molti anni "E' tutta la vita che ci fregano con la chitarra e il mandolino e ancora cantiamo".
Brusati non si è più ripeteuto a questi livelli ma in nessun altro suo film ha avuto a disposizione un attore fuori categoria come Nino Manfredi e forse neanche una sceneggiatura tanto fantasiosa adagiata su un racconto di così sentita attualità per il periodo in cui il film uscì, mi viene da pensare che se procediamo con questi piccoli passi potrebbe essere attuale nuovamente.
Alla fine il buon Nino nazionale non sa neanche lui se crepare di fonduta e crauti o bucatini alla amatriciana.
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16 aprile 2012 Opinione di maso su "Pane e cioccolata"
Brusati si ritaglia un posto d'onore al fianco dei grandi autori della commedia all'italiana con questo film amarissimo sull'immigrazione e le conseguenti umiliazioni a cui deve inchinarsi il protagonista, un Nino Manfredi intensissimo, immagine in carne ossa e rabbia di quell'italiano fuoriuscito dalla sua realtà difficoltosa e piombato in un'altra ancor più spietata in cui tutto è amplificato dalla discriminazione. La trovata illuminante di Brusati è la pennellata surreale e quasi...
voto al film: 
22 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "Pane e cioccolata"
Trasferitosi in Svizzera per fare il cameriere, Giovanni Garofalo (Manfredi) perde il lavoro per avere orinato in pubblico, viene truffato da un bancarottiere italiano (Johnny Dorelli), va a vivere in un pollaio e quando, una volta estradato, sta per rientrare in patria come perdente, decide di opporre la propria determinazione all'italico "canta che ti passa". Malinconico, a tratti struggente, divertente, servito da un Manfredi in stato di grazia, il film di Brusati è uno dei...
voto al film: 
15 novembre 2009 Opinione di sillaba su "Pane e cioccolata"
Un film che ha molto da insegnare.
voto al film: 
28 settembre 2009 Opinione di Carlo Ceruti su "Pane e cioccolata"
Un film indimenticabile. Manfredi, come italiano emigrato è straordinariamente umano. Comicità e malinconia si fondono egregiamente in una pellicola che fa davvero riflettere. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:2 ritmo:2 impegno:3 tensione:2
voto al film: 
9 gennaio 2009 Opinione di mm40 su "Pane e cioccolata"
E' un film politico, satirico, di una lucidità impressionante, con una magistrale interpretazione di Manfredi. Ancor più che nella scena della partita della nazionale, il fulcro del discorso - e della polemica sottile - di Pane e cioccolata sta in quella immediatamente successiva, in cui Manfredi viene condotto alla stazione da un poliziotto e, camminando, strappa un cartellone pubblicitario, rovescia un bidone, palpa una signora: tutto questo giustificandosi con la sua 'italianità': è...
voto al film: 
5 settembre 2006 Opinione di GREENY su "Pane e cioccolata"
Amarissimo,ma al contempo assai scorrevole e per nulla banale.E' un film sicuramente 'sociologico' di un certo 'status' di emigrante all'estero e spinge a + di una riflessione...Manfredi bravissimo come al solito,ma anche Dorelli lascia il segno.BUONO.
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13 luglio 2005 Opinione di NickManofredda su "Pane e cioccolata"
Il miglior film con Nino Manfredi e uno tra i meglio dei '70.
voto al film: 
29 giugno 2005 Opinione di BEGAGLIA su "Pane e cioccolata"
molto bello grandisssssssssssimo manfredi
voto al film: 
19 giugno 2005 Opinione di sonicyouth su "Pane e cioccolata"
Film eccellente perchè usa la commedia per descrivere la condizione dei nostri emigrati in Svizzera. Da vedere, rivedere e far vedere ad amici e figli
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