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Lancillotto e Ginevra (1974)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Lancillotto e Ginevra: assente
Ritmo ritmo in Lancillotto e Ginevra: minimo
Impegno impegno in Lancillotto e Ginevra: forte
Tensione tensione in Lancillotto e Ginevra: minimo
Erotismo erotismo in Lancillotto e Ginevra: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Lancillotto e Ginevra

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Lancillotto e Ginevra (voti: 33 media: 3,82) 33

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La trama

Dopo due anni di ricerche del Santo Graal, costati molte vittime, Lancillotto del Lago, il più valoroso dei Cavalieri della Tavola Rotonda, e i suoi compagni tornato sconfitti alla Corte di Re Artù. Convinto che il falimento dell'impresa sia un castigo divino, per la sua relazione con Ginevra, moglie di Re Artù, Lancillotto tenta di spezzare quel legame. Costretti all'ozio forzato i Cavalieri si abbandonano a rivalità e inimicizie. Uno di loro Mordred ostile a Lancillotto rivela al re il segreto del suo ex compagno d'armi.  

Il film di Bresson è una severa metafora sull'infelicità dell'uomo che per colpa dei peccati ha finito per perdere la grazia.

L'opinione più votata

Di maso scritta il 11/12/2011 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto buono

Due cavalieri pesantemente rallentati dalle loro armature si affrontano a colpi di spada, il meno reattivo dei due viene perforato al ventre, poi decapitato e dal suo collo zampilla rosso il sangue che bagna la sua armatura ormai contenitore di un corpo morto.
Questa sequenza molto insolita per aprire un film fa il paio con quella altisonante che introduce "Excalibur" : se nel famosissimo omaggio di Boorman al ciclo arthuriano l'inizio è lirico e spettacolare condito com'è di scontri mirabolanti fra cavalieri atletici in armature avveniristiche, in "Lancelot du Lac" il tutto è ridotto ai minimi termini per far si che lo spettatore possa subito capire che lo spettacolo a cui sta per assistere è scarno, violento ed asettico come il periodo storico che gli verrà raccontato.
Il film vuole narrare una porzione del mito, focalizzando l'attenzione sul personaggio più controverso, Lancillotto: il prode cavaliere è reduce dalla fallimentare ricerca del Graal, al suo ritorno in patria deve affrontare le invidie e le critiche dei cavalieri della tavola rotonda che non approvano la sua relazione con Ginevra e lo considerano battibile in duello al contrario della sua fama.
Bresson sceglie la strada del verismo stilistico che da sempre lo contraddistingue: quasi a voler sottolineare la pochezza di contenuti culturali in tempi così non civilizzati, riduce i dialoghi ai minimi termini, descrive il rapporto fra i due amanti in maniera molto casta scartando a priori la passione, dipinge Ginevra come una santa innamorata,desiderata da tutti i cavalieri che osservano bramosi la finestra della torre dove si è rifugiata, incolonna nella banda sonora clangori di corazze e scalpitii di cavalli, suoni di cornamuse e rintocchi di frecce scoccate, unici veri rumori di un tempo così lontano dall’ossessivo baccano del nostro quotidiano vivere, rinuncia anche ad una recitazione teatrale e romanzata tanto che quella degli attori del film è una non recitazione voluta al fine di sottolineare una volta di più la staticità e l’assoluta incomunicabilità di un epoca così remota.
Lancillotto è l’assoluto protagonista della storia nella storia, e le bellissime inquadrature sghembe come quelle che catturano solo una porzione di immagine sanciscono il suo eroismo nella giostra dove disarciona tutti senza fare un commento e poi ferito si rifugia nella foresta per ricevere le cure in un’altra sequenza di assoluto verismo ed improvviso romanticismo nei confronti suoi per chi lo ha protetto e curato, la scelta anche in questo caso di costumi, oggetti (la bacinella per il sangue), vessilli e armi che sembrano presi in prestito da un museo di storia medievale accentuano ancora di più la trasparenza del film, senza contare le location castellane e forestali che si osservano nel corso della storia.
Se in “Excalibur” quindi tutto è luccicante, altisonante e magicamente cinematografico, in “Lancelot du Lac” tutto è ipodermico e minimizzato, come anche il finale così antispettacolare ma molto efficace che fa ancora una volta da controaltare a quello epico e wagneriano che chiudeva “Excalibur”, del quale “Lancelot du Lac” rappresenta il parente povero, ma solo per investimenti economici, poiché lo considero un film di assoluto valore artistico che merita sicuramente una visione anche da chi non ama Bresson, e per darvi una similitudine calzante potreste mettere a confronto “Il Re dei Re” di Ray e “Il vangelo secondo Matteo” di Pasolini: sono due film ottimi che raccontano la medesima storia ma con canoni diversi.
Commenta l'opinione 6
SI

Opinioni su Lancillotto e Ginevra


26 febbraio 2012 Opinione di maurri 63 su "Lancillotto e Ginevra"
maurri 63

Innamorarsi, sempre: Bresson c'è. Ogni volta che il dubbio, l'ansia per un errore, il senso di impotenza per aver fallito, mi assalgono, chiudo gli occhi e vedo il Grande Francese. Se basta così poco, allora, per uscire dalla depressione, mi chiedo, perchè non proiettare Robert Bresson nelle scuole, ai bambini, ai giovani, agli adolescenti? Siamo convinti che il cinema americano sia spettacolare, ricco di musiche (scopiazzate dovunque e vendute come "originali"...), tenga il rtmo adatto e...

voto al film: maurri 63 assegna il voto ottimo a Lancillotto e Ginevra (1974)

2 commenti
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7 febbraio 2012 Opinione di lorenzodg su "Lancillotto e Ginevra"
lorenzodg

    “Lancillotto e Ginevra “ (Lancelot du Lac, 1974) è il terz’ultimo film del cineasta francese Robert Bresson.     Già oltre i settanta anni il regista conia il suo stile di commiato e di fervore interiore della settima arte come meglio ha saputo e come maggiormente seppe fare. Un cromatismo imbrunito, incattivito dove alla storia esteriore (evidente e di marca superiore) si antepone e sostituisce il ricamo dell’io battagliero.     Un’epopea medievale, un ricamo...

voto al film: lorenzodg assegna il voto ottimo a Lancillotto e Ginevra (1974)

nessun commento
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11 dicembre 2011 Opinione di maso su "Lancillotto e Ginevra"
maso

Due cavalieri pesantemente rallentati dalle loro armature si affrontano a colpi di spada, il meno reattivo dei due viene perforato al ventre, poi decapitato e dal suo collo zampilla rosso il sangue che bagna la sua armatura ormai contenitore di un corpo morto. Questa sequenza molto insolita per aprire un film fa il paio con quella altisonante che introduce "Excalibur" : se nel famosissimo omaggio di Boorman al ciclo arthuriano l'inizio è lirico e spettacolare condito com'è di scontri...

voto al film: maso assegna il voto buono a Lancillotto e Ginevra (1974)

6 commenti
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25 giugno 2011 Opinione di luca826 su "Lancillotto e Ginevra"
luca826

VOTO 7+ DIVERSO? (Tv 23 Giugno 2011) Bresson e il genere cappa e spada, un filone spettacolare per uno dei registi meno spettacolari di sempre, si può così intuire il carattere di sfida alla base del terzultimo progetto dell'autore. Il grande regista francese piega il noto racconto alla sua personale poetica sul rapporto uomo-Dio, la sconfitta dell'umanità è come al solito totale e l'inizio apocalitticamente violento, aggiusta subito il tiro sul grado di...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Lancillotto e Ginevra (1974)

2 commenti
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19 maggio 2011 Opinione di mm40 su "Lancillotto e Ginevra"
mm40

Co-produzione italiana (Alfredo Bini) per questo che è il terzultimo film della carriera di Bresson, ormai 73enne, ma ancora fermamente deciso a indagare fra le debolezze e le bassezze dell'animo umano, alla ricerca delle ragioni che possono muovere l'uomo all'impresa, all'errore, al peccato. L'impresa di Lancillotto (il ritrovamente del santo Graal) fallisce, ma in tale fallimento quanta parte di errore (incoscienza, involontarietà) e quanta di peccato (al contrario: piena...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Lancillotto e Ginevra (1974)

nessun commento
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13 febbraio 2011 Opinione di barabbovich su "Lancillotto e Ginevra"
barabbovich

Come dare torto a Morando Morandini quando scrive che rispetto a Bresson "Antonioni sembra un regista commerciale" dopo aver visto Lancillotto e Ginevra, il più costoso e ambizioso film del regista francese? Peccato che lo stesso Morandini si soffermi sull'ascetismo stilistico del cineasta d'oltralpe, esaltandolo. Più prosaicamente e fantozzianamente, Lancelot du Lac è una boiata pazzesca. La storia è quella epica e arcinota del crociato Lancillotto (Simon)...

voto al film: barabbovich assegna il voto pessimo a Lancillotto e Ginevra (1974)

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8 febbraio 2011 Opinione di chribio1 su "Lancillotto e Ginevra"
chribio1

anche se la storia un po' la conosciamo,il film risulta abbastanza godibile e anche in qualche parte intenso.voto.6.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a Lancillotto e Ginevra (1974)


30 luglio 2009 Opinione di carlos brigante su "Lancillotto e Ginevra"
carlos brigante

Non c'è salvezza; c'è solo barbarie in nome di un ideale che via via appare sempre più sfocato e lontano. Tradimento e fedeltà rinchiusi in una spirale pessimista e annientatrice. Lancillotto e Ginevra rappresenta (stilisticamente) la demolizione di ogni sovrastruttura romanzesca. L'aura mitica viene tenuta a debita distanza attraverso un'asciutezza formale che non lascia spazio alla benchè minima spettacolarizzazione dell'immagine. L'umanità...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Lancillotto e Ginevra (1974)

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4 dicembre 2008 Opinione di teaestefano su "Lancillotto e Ginevra"
teaestefano

E' un film cupo e disperato, ambientato tra i mitici Cavalieri della Tavolta Rotonda. Solo che qui hanno perso tutta la baldanza: sono appena tornati dalla ricerca del Graal non solo stanchi e sfiduciati, ma anche molto dubbiosi sulla bontà della loro questua. E' poi per devozione religiosa che cercano il Sacro Calice, o per i poteri che si dice esso conferisca al suo possessore? I l film comunque è incentrato sul tormentato rapporto adulterino tra la regina Ginevra e il cavaliere...

voto al film: teaestefano assegna il voto sufficiente a Lancillotto e Ginevra (1974)


12 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Lancillotto e Ginevra"
steno79

Opera insolita nel canone bressoniano per l'ambientazione medievale, risulta un film estremamente stilizzato, impegnativo e con scelte stilistiche antispettacolari, ma di grande coerenza interna e affascinante anche a livello figurativo. Il pessimismo di Bresson si fa sempre più accentuato e desolato, la visione cristiana dell'esistenza che si ritrovava nei primi film sembra essere stata sostituita da un'estrema reificazione dell'individuo e delle sue possibilità di agire nel contesto...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Lancillotto e Ginevra (1974)

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