Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Dillinger è morto (1969)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Dillinger è morto: assente
Ritmo ritmo in Dillinger è morto: forte
Impegno impegno in Dillinger è morto: assente
Tensione tensione in Dillinger è morto: forte
Erotismo erotismo in Dillinger è morto: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Dillinger è morto

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Dillinger è morto (voti: 62 media: 3,98) 62

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Dillinger è morto

La trama

In una calda sera d'estate, Glauco, un disegnatore industriale sulla quarantina, ritorna a casa dal lavoro e trova la moglie a letto per una lieve indisposizione. In sala da pranzo lo attende una cena fredda poco invitante. Con l'aiuto di un libro di cucina, l'uomo decide di prepararsi un piatto di suo gusto. Mentre cerca gli ingredienti necessari da un armadio salta fuori un pacchetto avvolto in vecchi giornali. Dall'involucro esce una pistola a tamburo arrugginita. L'uomo la olia, la dipinge di rosso e la carica, poi si reca nella stanza dove c'è la moglie e...  

Il miglior film di Ferreri indaga a fondo sull'orrore e la nevrosi della vita di tutti i giorni.

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di Marcello del Campo scritta il 13/09/2011 - utile per 29 utenti

Voto al film: voto ottimo


A mio parere Dillinger è morto è il miglior film italiano) degli anni Sessanta e oltre: l’indagine sul malessere esistenziale tocca vertici raramente raggiunti. Il film è una prodigiosa, implacabile, ricognizione esistenziale sui segni della civiltà moderna, non solo l'alienazione di Antonioni, ma l'alienazione fin dentro le merci. Visto oggi è ancora più moderno e profetico, in parole povere Ferreri ci dà la rappresentazione di un uomo alienato nella professione, nella vita di coppia,  un uomo solo che attonito, straniato da tutti, è immerso nei ricordi (i filmini famigliari), negli intingoli, le casseruole. Mentre in Zabriskie Point gli oggetti della civiltà dei consumi deflagrano sulle note di Set the Control dei Pink Floyd, in questo mirabile art/film, le merci restano e l'uomo raggiunge un veliero che lo porterà lontano, praticamente un miraggio.
Lucidissimo e sconsolato saggio su les choses che Sartre prima e Perec in seguito hanno indagato, il film si presta a molteplici letture, altre interpretazioni, essendo le opere migliori polisemiche: io vi ho trovato l'alienazione in senso marxiano, altri la reificazione e la gratuità di un'esistenza vuota di senso, altri il regesto dei miti e i riti della società dei consumi statu nascenti, altri ancora un'esposizione pop come la massaia con i bigodini al supermarket di Segal; sono tutte decrittazioni valide, nessuna prepotente rispetto alle altre, ma tutte in concorso parlano di "quel film" e allo spettatore "quel film" comunica un'angoscia senza pari, quale che sia il messaggio nella bottiglia, perché tutte le interpretazioni sono, infine, univoche nel tracciare una mappa emozionale del mondo allora (nel 1968) e di oggi.
L'opera si libera dal creatore e parla nel tempo, comunicando un disagio diverso da quello del passato, ma sempre più disagiato, adatto ai tempi oscuri nei quali viviamo e nei quali le cose soggiogano gli uomini in forma di pubblicità (ma già in Ferreri) a dosi massicce. Charlot può, quindi, tranquillamente danzare con il mappamondo tra le mani, non è più Hitler l'oggetto crudele della pantomima, ma di simili a quello è facile trovare l'uguale nel mondo globalizzato, il fascismo è sempre in agguato, aspetta solo che le masse ipnotizzate (vedi Mario e il Mago di Thomas Mann, Metropolis di Fritz Lang, tutto l’espressionismo tedesco) abbassino la guardia.
 Intanto si fanno le prove generali (La zona), si auspicano le ronde, qualche straniero rischia il linciaggio, si brucia per "noia" un malcapitato ed è già una mini-Kristallnacht, tanto per presagire falò futuri.
Ma les choses che appartengono al nostro discorso sono “gli oggetti della nostra vita quotidiana!”, le cose che ci danno il piacere estetico e ci commuovono (Sunt lacrymae rerum), les choses di Sartre e les choses di George Perec o di Robbe-Grillet, le “cose” a noi più prossime, le cose che ci rappresentano, che amiamo, che ci fanno ricordare (in ciascuna cosa ci siamo noi con la nostra vita), - non è secondario un libricino di Perec dal semplice titolo Mi ricordo (Ediz. ESPANDI +
Commenta l'opinione 2
SI

Opinioni su Dillinger è morto


17 febbraio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Dillinger è morto"
alfatocoferolo

Una stelletta la do perché ciò che è sperimentale, originale (?) e diverso merita un piccolo incoraggiamento. Però più di due non posso davvero perché la noia provata con questo film è stata da Guinness dei Primati. Avete presente il personaggio del maestro Oogway di Kung Fu Panda? Quello che si muove alla velocità di Giuliano Ferrara e che vorrebbe spegnere un migliaio di candeline al ritmo di una al minuto? Ecco, quella tartaruga e il protagonista del film di Ferreri sono l'una...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto mediocre a Dillinger è morto (1969)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

7 dicembre 2011 Opinione di michel su "Dillinger è morto"
michel

Provo a rivoltami con metodo come si prepara una cena memorabile. E se mi viene freddo dipingo nel cielo un sole dell'avvenire.

voto al film: michel assegna il voto sufficiente a Dillinger è morto (1968)



14 settembre 2011 Opinione di emmepi8 su "Dillinger è morto"
emmepi8

Un film scritto dallo stesso regista, ma co-sceneggiato assieme ad Sergio Bazzini, una storia  che non si forma attraverso dei fatti o ad un racconto vero e proprio, ma ad un momento del  mondo di un uomo, che inconsapevolmente nella sua evoluzione diventerà la fase nuova  della sua vita. Un uomo, una persona, che sente la sua vita omologata nel lavoro, nella società e nella sua casa, con sua moglie, in maniera inesorabile, ma ne prenderà coscienza in...

voto al film: emmepi8 assegna il voto ottimo a Dillinger è morto (1968)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

13 settembre 2011 Opinione di Marcello del Campo su "Dillinger è morto"
Marcello del Campo

A mio parere Dillinger è morto è il miglior film italiano) degli anni Sessanta e oltre: l’indagine sul malessere esistenziale tocca vertici raramente raggiunti. Il film è una prodigiosa, implacabile, ricognizione esistenziale sui segni della civiltà moderna, non solo l'alienazione di Antonioni, ma l'alienazione fin dentro le merci. Visto oggi è ancora più moderno e profetico, in parole povere Ferreri ci dà la rappresentazione di un uomo...

voto al film: Marcello del Campo assegna il voto ottimo a Dillinger è morto (1968)

2 commenti
[utile per 29 utenti]


11 aprile 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Dillinger è morto"
Carlo Ceruti

Ferreri ci mostra che tutti gli uomini, anche il più normale ed ordinario, posseggono un pizzico di follia che nascondono dietro una machera alienante che li annulla e gli permette di sopravvivere come automi nella società civile. Uno dei migliori film del regista, che realizza un film pirandelliano intelligente ed illuminante. Piccoli è superbo nel rendere l'ambiguità del personaggio che pian piano inizia a privarsi appunto della maschera che cela la...

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto ottimo a Dillinger è morto (1968)


26 dicembre 2010 Opinione di satura su "Dillinger è morto"
satura

Opera indubbiamente sperimentale, unica nel suo genere, forse cinema d'alienazione o di reificazione, sempre attualissimo: un uomo qualunque, con un buon lavoro-una bella casa-una bella moglie, ci appare fagocitato dal quotidiano, da una solitudine impertinente e dai suoi oggetti, tormentato dalla noia e costantemente accompagnato da sbarazzine canzoni radiofoniche, smaliziati filmini di famiglia nei quali immergersi, assurde trasmissioni TV...Fino alla fuga finale. Magistrale.

voto al film: satura assegna il voto buono a Dillinger è morto (1968)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


28 novembre 2010 Opinione di Axeroth su "Dillinger è morto"
Axeroth

E' un'opera d'arte, un capolavoro. Come fu per il "Porcile" di PP Pasolini, questo film ritrae il non-sense e la decadenza della civiltà moderna priva di valori, che osanna le false verità con falsi ideali e false ideologie, mirando a false e inutili idee. Il nichilismo e l'alienazione sono pregne di dadaismo e "cordiale autodistruzione". Male, va tutto male, e quindi, vaghiamo per mari verso un sole rosso, finto e degradante cucinando ordinarie cibarie di un consumismo senza...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Dillinger è morto (1968)

nessun commento
[utile per 5 utenti]

12 ottobre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Dillinger è morto"
Snaporaz68

L'ANARCHIA DEL NULLA Il cinema di Marco Ferreri è stato inspiegabilmente rimosso dal nostro immaginario collettivo cinematografico. Qualche stanca celebrazione, qualche rassegna di cultori dell’autore lombardo (morto nel 1997 a 69 anni), anniversari e ricorrenze ricordati più dai pochi “aficionados” che dagli esperti del campo. Insomma una sorta di ridimensionamento spiegabile con l’attuale deriva socioculturale del nostro Bel Paese che tende ad...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto ottimo a Dillinger è morto (1968)

nessun commento
[utile per 13 utenti]


10 ottobre 2010 Opinione di cheftony su "Dillinger è morto"
cheftony

Dillinger è morto è un film particolare, partiamo da questo; innanzitutto, sembra che lo si ami o lo si odi, a giudicare dalle opinioni qui su FilmTV. Immagino possa esserci anche una via di mezzo, quella in cui io mi inoltro, che lo ritiene originale ma effettivamente poco accessibile (si badi bene: non brutto): cervellotico, amaramente grottesco, tempi dilatati all'inverosimile. Il protagonista, Glauco, molto ben interpretato da Michel Piccoli, è un borghesuccio...

voto al film: cheftony assegna il voto sufficiente a Dillinger è morto (1968)

8 commenti
[utile per 3 utenti]

4 agosto 2010 Opinione di hallorann su "Dillinger è morto"
hallorann

Un ingegnere lavora in un laboratorio in cui si progettano maschere antigas. Ascolta distratto un collega che gli legge un discorso intriso di sociologia e ideologia applicata alla loro produzione. Rientra a casa, la moglie è già a letto imbottita di sonniferi. Lui si prepara una cena succulenta. Ascolta canzonette alla radio. Frugando in un mobile trova una vecchia pistola. La pulisce e la dipinge di rosso con pallini bianchi. Inganna il tempo facendo giochetti erotici con la...

voto al film: hallorann assegna il voto ottimo a Dillinger è morto (1968)

4 commenti
[utile per 16 utenti]



scrivi la tua opinione su Dillinger è morto


Voti a Dillinger è morto


login

hai dimenticato la password?