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I cento passi (2000)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I cento passi: assente
Ritmo ritmo in I cento passi: forte
Impegno impegno in I cento passi: forte
Tensione tensione in I cento passi: presente
Erotismo erotismo in I cento passi: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a I cento passi

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a I cento passi (voti: 149 media: 4,09) 149

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La trama

Negli anni Settanta chi fondava una radio privata e sfotteva i poteri forti rischiava, a Milano o a Roma, un'irruzione della polizia. A Cinisi, Sicilia, la posta in gioco era diversa: era la morte. Peppino Impastato gioca la propria scommessa fino in fondo: figlio di un mafioso di piccolo cabotaggio, nega il sistema di valori paterni e si rifiuta di percorrere "i cento passi" che separano la sua casa da quella di Tano Badalamenti, il boss che può decidere il suo destino.  

Giordana rievoca la sua storia con tutto l'amore che, da regista, ha sempre avuto per i ribelli. Come già in "Pasolini" racconta un "delitto italiano": che qualcuno - là, l'opinione pubblica; qui, la polizia - vuol far passare per suicidio.

La recensione di FilmTv

Di Alberto Crespi - FilmTV n. 38/2000

Viaggio all’interno della memoria degli Anni ’70, partendo dalla storia di un ragazzo, figlio di un mafioso, che rifiuta i valori paterni. Bello, intenso per nulla retorico

La memoria della lotta alla mafia viaggia sull’onda di “A Whiter Shade of Pale” dei Procol Harum: e questa scelta musicale spiega l’operazione tentata da Marco Tullio Giordana in “I cento passi”. Una volta tanto, la tipica “excusatio non petita” dei registi italiani (tutti i film sulla mafia non sono, a sentir loro, film sulla mafia) ha senso: il viaggio di Giordana – e dei suoi sceneggiatori Claudio Fava, uno che di Cosa Nostra se ne intende, e Monica Zapelli – è tutto interno alla memoria degli anni ’70. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Stuntman Miglio scritta il 2010-10-06 01:04:02 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto buono

Cento passi sono la distanza che divide l' abitazione della famiglia Impastato da quella del temuto boss mafioso Gaetano Badalamenti. Non che le due realtà siano agli antipodi, anzi, il regista vuole farci riflettere proprio su quanto una delle più grandi piaghe di questo paese possa essere vicina e familiare, talmente radicata in una certa mentalità ignorante e provinciale da risultare nient' altro che normale : "Noi vogliamo la mafia, la mafia ci piace, ci fa sentire protetti, ci identifica". Una frase, quest' ultima, pronunciata con furiosissimo sdegno da un giovane che si fa portavoce di un' intera nazione di fronte all' impunibilità del male. Peppino Impastato, nipote di un boss vecchio stampo ucciso dal sopra citato Tano per poterne prendere il posto, è un giovane che cresce fra mille contraddizioni diviso fra una famiglia affiliata a "cosa nostra" ed una formazione culturale e politica tutt' altro che conservatrice. Entrato nelle simpatie di un pittore comunista e disgustato dalla passività e dalla cecità della sua gente, inizia a prendere posizioni sempre più radicali e pericolose nei confronti della mafia cercando di sensibilizzare i propri concittadini, dapprima tramite il giornalismo e poi attraverso una radio autogestita, sbattendo la verità in faccia a tutti come fosse un pugno da knock out. Un gesto di ribellione tanto eroico e coraggioso quanto inevitabilmente destinato a mietere vittime. Questo, di Marco Tullio Giordana, è un film importante, intenso, profondamente etico ed educativo. Uno spaccato d' Italia schietto e spietato che non ha paura di criticare a 360° (Noi comunisti saremo sempre sconfitti perchè ci piace essere divisi) e che si sofferma su tematiche importanti quali la famiglia, la comunicazione ed il disperato bisogno di conoscenza quale unica via di scampo da una mentalità chiusa ed asservita. Perfettamente ambientato, ben diretto e dotato di un' ottima colonna sonora '60/'70, "I cento passi" segna anche un esordio col botto ovvero quello di Luigi Lo Cascio che offre, nei panni del protagonista, un' interpretazione eccezionalmente accorata ed efficace. Diverse le sequenze che lasciano il segno : dal comizio nella piazza vuota al primo atto di ribellione sotto casa del capomafia, dallo sfogo del giovane fratello Giovanni al monologo del padre Luigi prima di essere ammazzato, dalle trasmissioni radiofoniche su "mafiopoli" alla rappresaglia verbale di Tony Sperandeo/Tano Badalamenti con quel "nuddu ammiscatu cu nenti" che ha fatto scuola. C'è spazio anche per i cugini americani ma non hanno nulla a che fare con l' immaginario romanzato de "Il padrino".
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SI

Opinioni su I cento passi


2011-12-11 22:05:26 Opinione di danandre67 su "I cento passi"
danandre67

decisamente un film molto bello ,ottimi attori ottima regia

voto al film: danandre67 assegna il voto buono a I cento passi (2000)


2011-11-07 11:58:19 Opinione di arkin su "I cento passi"
arkin

Una bella storia italiana, che vale la pena di narrare e ricordare, con un protagonista dalla personalità travolgente e (non banalmente) eroica, capace di un'integrità interiore, morale e ideologica che lo conduce ad un martirio (quasi) consapevole.  Regia nostalgica e sicura, ottimi interpreti. Certo, forse il film non avrebbe tutto il suo valore senza la prova d'attore dello splendido Luigi Lo Cascio: volto e voce magnifici, passione  e talento autentici. 

voto al film: arkin assegna il voto buono a I cento passi (2000)



2011-02-09 11:13:16 Opinione di house1910 su "I cento passi"
house1910

Un film ben fatto che racconta la storia di Peppino Impastato.

voto al film: house1910 assegna il voto buono a I cento passi (2000)


2010-12-30 23:06:13 Opinione di barabbovich su "I cento passi"
barabbovich

Cento sono i passi che separano l'abitazione di Peppino Impastato (un magnifico Luigi Lo Cascio) da quella del boss mafioso Tano Badalamenti (Tony Sperandeo), a Chinisi, in provincia di Palermo. Peppino rifiuta questo imparentamento territoriale, cresce refrattario all'etica mafiosa che vorrebbe impartirgli il padre, confluisce nelle file del PCI, fonda una radio libera negli anni '70 (Radio Aut) con il preciso intento di denunciare le malefatte dei mafiosi e dei notabili...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a I cento passi (2000)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


2010-12-18 13:37:41 Opinione di PP su "I cento passi"
PP

Voto 6. [12.12.2010]

voto al film: PP assegna il voto sufficiente a I cento passi (2000)


2010-11-29 05:10:51 Opinione di Luke Vacant su "I cento passi"
Luke Vacant

Film di forte impatto e supportato da un buon cast. Una storia necessaria da raccontare, un lavoro giusto.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a I cento passi (2000)



2010-11-06 15:37:55 Opinione di Utente rimosso (BATMAN332) su "I cento passi"
Utente rimosso (BATMAN332)

Ideali e sogni di Peppino Impastato di Cinisi, fatto assassinare nel 1978 dal boss Gaetano Badalamenti per aver espresso le sue idee contro la mafia. Il titolo del film fa riferimento ai passi che separano casa Impastato da quella del boss. Marco Tullio Giordana porta sullo schermo un uomo eccezionale ,Peppino Impastato, dandogli la giusta riconoscenza. Lo Cascio è strepitoso, Da vedere!

voto al film: Utente rimosso (BATMAN332) assegna il voto buono a I cento passi (2000)

5 commenti
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2010-10-06 01:04:02 Opinione di Stuntman Miglio su "I cento passi"
Stuntman Miglio

Cento passi sono la distanza che divide l' abitazione della famiglia Impastato da quella del temuto boss mafioso Gaetano Badalamenti. Non che le due realtà siano agli antipodi, anzi, il regista vuole farci riflettere proprio su quanto una delle più grandi piaghe di questo paese possa essere vicina e familiare, talmente radicata in una certa mentalità ignorante e provinciale da risultare nient' altro che normale : "Noi vogliamo la mafia, la mafia ci piace,...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto buono a I cento passi (2000)

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2010-09-24 21:07:25 Opinione di hallorann su "I cento passi"
hallorann

Cinema e mafia, un binomio fortunato del grande schermo. Le gesta dei mafiosi hanno sempre affascinato il pubblico, ma i film veramente belli su questo triste fenomeno sono davvero pochi. Dalla mafia dell’immediato dopoguerra venata di indipendentismo e complotti di SALVATORE GIULIANO di Francesco Rosi a MAFIOSO di Alberto Lattuada con un sorprendente Alberto Sordi ai vigorosi e ancora superbi IL GIORNO DELLA CIVETTA di Damiano Damiani e A CIASCUONO IL SUO di Elio Petri, entrambi...

voto al film: hallorann assegna il voto ottimo a I cento passi (2000)

5 commenti
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2010-08-31 10:54:22 Opinione di fox1969 su "I cento passi"
fox1969

Per fare un bel film non è "indispensabile" spendere cifre enormi in scenografie spettacolari ed effetti speciali ma bensì...."basta" prima di tutto avere una buona storia dopodichè...la scelta del cast con particolare cura alla sceneggiatura e una studio accurato delle interpretazioni. Questo film ne è la prova e merita assolutamente di essere visto. Di rilievo la presenza perfetta di Tony Sperandeo già presente in altri numerosi film di mafia.

voto al film: fox1969 assegna il voto buono a I cento passi (2000)

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