La fortezza: segregati nello spazio - La recensione di FilmTv
Con Christopher Lambert, Pam Grier, Aidan Rea, David Roberson
La recensione di FilmTv
Lambert di nuovo in fuga. Un sequel banale
Perseverare è diabolico, dice un vecchio adagio. Tuttavia hanno voluto a tutti i costi dare un seguito a “2013 - La fortezza” di Stuart Gordon, che almeno è un regista simpatico e visionario. Questo modestissimo sequel parte dagli stessi presupposti del primo (Christopher Lambert imprigionato in una blindatissima Alcatraz spaziale trova ancora un modo per scappare) ma riesce nel difficilissimo compito di disattenderli uno per uno. Le motivazioni “politiche” della tirannica federazione, che non accetta nascituri se non sotto controllo e spezza le reni a qualunque resistenza, diventano un presupposto solo sfiorato. Si bada al meccanismo seriale: pochissime giustificazioni, zero approfondimenti, psicologie ridicole, attori riciclati dalla serie B (sprecata Pam Grier, anche se è l’unica a far sorridere un po’), sceneggiatura da post-atomico italiano (senza offesa per il post-atomico). La cosa più agghiacciante è la regia di Geoff Murphy, che pure diresse un discreto fanta-movie come “La terra silenziosa”. Per la “Fortezza 2”, invece, sembra essersi ispirato a telefilm tipo “Supercar”.
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