Il fantasma (2000)
Con Ricardo Meneses, Beatriz Torcato, André Barbosa, Eurico Vieira
La trama
Sergio si è costruito un mondo su misura. Tormentato da un desiderio insaziabile gioca per vincere. Indifferente a tutto, passa i giorni tra una stanza in affitto in una pensione a basso costo, a fare sesso con altri uoimini e a raccogliere la spazzatura nella zona nord di Lisbona. Quando scende la notte indossa una tuta nera di lattice e una maschera di gomma e va in giro per la città in cerca non si sa bene di che cosa dentro un universo malsano, fantastico e surreale.
Strano film poco simpatico "Il fantasma": la sua diversità è, per una volta, davvero tale, esplicito nelle immagini e, nei contenuti, incomunicabile come un fantasma.
La recensione di FilmTv
Di Goffredo Fofi - FilmTV n. 40/2000
Le personali ossessioni erotiche di un giovane netturbino. In un film strano, surreale che lascia il segno
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 23/01/2012 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Nel corso di una giornata, molta gente, molte cose e lavori si sfiorano, che sembrano consueti e noti, e di cui si sa invece ben poco. Quel poco soltanto che sta a diretto contatto con la vita e gli interessi di ciascuno di noi. Tutto il resto ci è estraneo. Chi siano, e come vivano gli spazzini, questi umili e taciturni lavoratori che nessuno degna di uno sguardo o di una parola, sembra non ci riguardi. Gli spazzini fanno parte della città come qualcosa di inanimato ...
Sergio, nella Lisbona dei giorni nostri, è uno di loro. Un individuo anonimo, di cui non tenere conto. Per professione è addetto alla pulizia della città, ma per vocazione è un diverso, e, in quanto tale, agli occhi del mondo, produce e si nutre di sporcizia. Come un topo di fogna, è disprezzabile e invisibile. Sfoga le sue perversioni indossando una tuta nera, e, come il suo cane Lorde, è disposto ad umiliarsi oltre ogni limite, frugando nell’immondizia, bevendo acqua di pozzanghera. Questa è la faccia in ombra della sua personalità, che è spiccatamente improntata all’istinto nella vita sociale (soprattutto nel suo rapporto con la collega Fátima), e che, nell’intimità (che per lui significa quasi sempre solitudine), è intrisa di una bestialità repressa, che non riesce ad essere veramente violenta, e si limita a guardare, desiderare, inseguire, immaginare di possedere. Il suo mestiere lo vuole raccoglitore di rifiuti, delle cose di cui la gente, dopo averle usate, e magari amate, si vuole disfare. Ed egli è, in effetti, in senso metaforico, il collettore delle scorie delle altrui passioni inconfessabili, che attraverso di lui scolano una volta che sono state consumate. A lui toccano i residui di ciò che per altri è parto delle viscere, amore profondo, desiderio intenso: una vita familiare, la relazione con una donna, una bella moto. Sergio conosce l’odore dell’impulso, ma non sa dargli una forma, perché a lui arriva già spolpato, come un oggetto vecchio. Nei suoi sogni lui non è il protagonista, ma solo una comparsa, che, per un attimo, si mette al servizio di una scena, e poi si fa da parte. La sua storia è composta di singoli frammenti, di immagini rubate, di incursioni notturne, di momentanei piaceri clandestini: una caotica successione di attimi in cui Sergio assapora qualcosa che non gli potrà mai appartenere. È come se quell’uomo, davvero, mancasse di una carne a cui far aderire la sostanza delle emozioni, di un corpo che conferisse consistenza e continuità agli eventi che si trova ad attraversare. Nella dimensione dei sensi egli si aggira, di fatto, come uno spettro immateriale, incapace di afferrare ciò verso cui cerca di tendere la mano. È un fantasma emarginato anche rispetto alle sue stesse pulsioni: è tutt’uno con la sua frustrazione che si fa ossessione inconcludente, che fugge senza meta, senza riuscire ad arrivare, né a sparire. João Pedro Rodrigues lo colloca in un universo buio e silenzioso, indistinto come un gioco d’ombre, reticente come chi non disponga di parole adeguate a comunicare ciò che prova. In O fantasma la provocazione non risiede nel suo carattere “esplicito”, bensì nel suo contrario: la trasgressione, in questo film, appare infatti inquieta ed incompiuta. Non è creativa, né perversa, bensì indefinibile, sfuggente come un eros che vada ramingo per il mondo, alla disperata ricerca di qualcosa di concreto su cui posarsi, e trovare finalmente pace.
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23 gennaio 2012 Opinione di OGM su "Il fantasma"
Nel 1948, un Michelangelo Antonioni ancora alle prime armi realizza, per la televisione, un breve documentario televisivo intitolato Nettezza urbana, ambientato a Roma, e dedicato alla vita di quelli che oggi chiamiamo operatori ecologici. Il commento della voce fuori campo inizia con queste parole: Nel corso di una giornata, molta gente, molte cose e lavori si sfiorano, che sembrano consueti e noti, e di cui si sa invece ben poco. Quel poco soltanto che sta a diretto contatto con la...
voto al film: 
20 settembre 2010 Opinione di kikisan su "Il fantasma"
Venuto a conoscenza di questo titolo mediante una playlist redatta dall'Utente ilPanda e da lui stesso esortato a scrivere un'opinione su questo film ho deciso di recuperare questa singolare pellicola portoghese.Nelle mie ricerche ho saputo che era in concorso al Festival di Venezia del 2000,mi sono anche imbattuto sul solito titolone che la stampa qualunquistica tira fuori durante le kermesse cinematografiche:"O FANTASMA SCONVOLGE IL LIDO"(La Repubblica);non sono certamente questi titoli...
voto al film: 
11 gennaio 2010 Opinione di kotrab su "Il fantasma"
Asfissiante, cupo come pochi, desolato, ossessionato e ossessionante, Il fantasma diventa tale forse perché non riesce a realizzarsi, trova l'annullamento nel solo istinto, nella materia, nei rifiuti (il finale ricorda molto Porcile di Pasolini), i dialoghi sono quasi inesistenti, il desiderio deluso diventa dissoluzione, oblio cosmico. Passato anni fa anche su Sky. 7 1/2
voto al film: 
31 agosto 2009 Opinione di rebis su "Il fantasma"
Scorre alla moviola l’intero immaginario omoerotico tipizzato e stereotipato: poliziotti e abusi, masturbazione e feticismo, promiscuità e belluinità, fino al grado minimo dell'individuo, con l’affezione erotica ai rifiuti urbani quale resa dell’io all’indole parassitaria dell’organismo. Parabola dell’involuzione umana che capitola in supereroe dell’immondizia, è priva di compiacimento e filmata con gelida, ossessiva...
voto al film: 
25 giugno 2008 Opinione di cineelena su "Il fantasma"
Agghiacciante questo film.. agghiacciante nei suoi colori, umori, rumori, sguardi.. agghiacciante nei suoi silenzi, nel suo silenzio. Ci vuole coraggio per vederlo, e non per il sesso o per la noia, ma per la tenebra oscura della periferia di una Lisbona abbandonato da un dio che forse ha trovato rifugio solo nei rifiuti.. Il fantasma è l'unico che l'ha scoperto.
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12 luglio 2007 Opinione di BLACKOUT su "Il fantasma"
Mi ha fatto calare le palle fino all Ade. Meglio un horror trucido come "la necrofilia"...
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31 dicembre 2006 Opinione di ilpanda su "Il fantasma"
Lisbona. Sergio è un giovane netturbino ossessionato dal sesso: questa sua esigenza lo porta ad arrivare a pratiche estreme, arrangiarsi con sconosciuti, rapire un ragazzo di cui si è infatuato ma che lo respinge... Il fantasma potrebbe essere (il condizionale è d'obbligo in un film che non si presta ad interpretazioni ovvie e scontate) quella parte oscura e inconscia insita nell'individuo che ospita desideri, paure e stimoli nascosti, dei quali è preda il...
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10 dicembre 2005 Opinione di sasso67 su "Il fantasma"
Madonna che film. "Il fantasma" mette a dura prova anche la pazienza dello spettatore. Il problema non è che si tratti di un film scabroso, che valica più volte i confini dell'hard omosessuale, ma che il regista non ci faccia mai capire e nemmeno intuire le motivazioni dei comportamenti e dei gesti dei personaggi. Alla fine di un film noioso e insulso resta il dubbio, che comunque non ci toglierà il sonno la notte, che concludeva tutti gli sketch del duo teatrale di Mai Dire Lunedì,...
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30 giugno 2005 Opinione di kappadue83 su "Il fantasma"
Sergio è un giovane spazzino che in una città portoghese durante la notte vaga alla ricerca di soddisfare la sua perversione. "Il fantasma" è un film coraggioso, bello proprio perchè incisivo, silenzioso, sincero. Racconta la solitudine di Sergio, il desiderio di appagare la sua sessualità, il suo vagare nella notte. Certo, quello di Sergio è un caso limite, ma in fondo anche noi (anche se nessuno lo ammetterebbe), chi più chi meno, siamo un pò pervertiti. Complimenti al regista e a...
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6 maggio 2005 Opinione di Letizia su "Il fantasma"
ESPLICITO MOLTO FORTE NONOSTANTE I RAPPORTI SESSUALI BEN VISIBILI NON RISULTA AFFATTO COME UN UN FILM PORNO GLI ATTORI NONOSTANTE NON SIANO DEI PROFESSIONISTI HANNO DATO VERAMENTE IL MEGLIO VISTO L'ARGOMENTO ,SICURAMENTE MOLTO DIFFICILE DA RECITARE E DA DIRIGERE E' DA CORAGGIOSI AFFRONTARE DI RACCONTARE ARGOMENTI COME SESSO VIOLENTO SENZA AMORE IN UN MISCUGLIO DI DESIDERI E PASSIONE.RIPETO APPREZZARE QUESTO FILM CHE E' STATO GIRATO CON CORAGGIO SENZA TIMORI E CENSURE
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