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B. Monkey. Una donna da salvare - La recensione di FilmTv

[B. Monkey, 1998, durata 109']   Regia di Michael Radford
Con Asia Argento, Jared Harris, Rupert Everett, Jonathan Rhys-Meyers



La recensione di FilmTv

di Aldo Fittante

Il primo film di Michael Radford dopo “Il Postino”. Con una bollente e disinibita Asia Argento

Il Maestro e Margherita. O il Bello e la Bestia. Insomma: un insegnante tutto casa e scuola, perbene e regolare incontra Beatrice (nome in codice: B. Monkey), ragazza tutto sesso che arriva dritta dritta dai ghetti drogati della grande città (Londra). Lui non ha mai visto né sentito niente di simile. Lei ha bisogno di una fermata. Dopo “Il postino”, l’inglese Michael Radford pensò bene (anzi: male) - nell’ormai lontano 1997 - di cambiare completamente registro. Forse suggestionato dalla veemente carica erotica della nostra Asia Argento (che, per la prima volta, mostrava il suo ormai celeberrimo tatuaggio “situazionista”: tra il ventre e la zona pubica), forse per dimostrare che sapeva fare anche altro. Ma, come spesso capita nell’ultimo cinema medio-inutile, il coraggio di andare fino in fondo, di spingere il pedale dell’acceleratore è direttamente proporzionale all’autocensura imposta dalle svariate componenti (leggi: condizionamenti, fiati sul collo, diritti d’antenna...) che stanno distruggendo il cinema-cinema per la pseudo-fiction da far “satellitare” da un canale all’altro. Non a caso alcune caldissime sequenze con Asia generosamente in mostra e in azione sono svanite, tagliate, svaporate. Come il film. 


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