Rosetta (1999)
Con Emilie Dequenne, Fabrizio Rongione, Anne Yernaux, Olivier Gourmet
La trama
La giovane Rosetta viene licenziata e a nulla serve la sua reazione a questa decisione. Alla ragazza non resta altro che tornare al campeggio della periferia dove abita con la mamma, donna debole e dedita all'alcol. Per mettere insieme qualche soldo Rosetta vende vestiti fino a quando non trova un altro lavoro. Quando la mamma fugge la figlia si rifugia da Rigaud che lavora con lei. Il giorno dopo al panificio Rosetta perde il posto.
La macchina da presa e la regia dei fratelli Dardenne seguono Rosetta (la stupefacente Emilie Duquenne), la braccano, ne afferrano il respiro, ne contano i passi, ne esplorano la grinta, la rabbia e la disperazione controllata. Un film sociale, un film politico, un film religioso, bressoniano. Palma d'oro a Cannes nel 1999.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 51/1999
Bello e lucido il ritratto intimo di una giovane donna “in guerra”
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 15/06/2011 - utile per 19 utenti
Voto al film: 
[Émilie Dequenne]
Rosetta (Émilie Dequenne) ha perso il lavoro ed è disperata: i brevi, incalzanti piani sequenza con la macchina da presa a spalla dell'incipit la seguono mentre, furibonda, si aggira per i corridoi e le sale della fabbrica, finchè le guardie del servizio di sorveglianza non riescono a bloccarla e ad arginarne l'irruenza. Si calma, sale su un autobus e torna a casa, una roulotte in un campeggio, dove vive con sua madre (Anne Yernaux), una donna disperata, schiava dell'alcool e della dissoluzione. Rosetta, invece, che ha temprato in un'esistenza di privazioni e sofferenze la propria forza d'animo e l'energica risolutezza che la anima, non si arrende mai: è incapace soltanto di separarsi dai suoi stivali di gomma e, nonostante gli atroci dolori al ventre che la affliggono continuamente, si arrangia vendendo vestiti usati, cerca di strappare qualche commissione occasionale nei negozi della città e litiga perennemente con sua madre, che "pensa solo a bere o a scopare". Trova lavoro in un panificio e conosce un ragazzo, Riquet (Fabrizio Rongione), mentre sua madre la abbandona improvvisamente, fuggendo chissà dove pur di non venire rinchiusa in clinica per disintossicarsi dall'alcool. È Riquet ad avvicinarsi a Rosetta, proprio ora che è rimasta sola: è l'unico, infatti, a trasmetterle un minimo di calore umano e a trattarla con gentilezza ed è l'unico, soprattutto, che riesce a strapparle qualche sorriso. Lavora per lo stesso padrone (Olivier Gourmet) di Rosetta (solo che sfrutta il suo furgone ambulante per vendere di nascosto i dolci che prepara a casa), suona la batteria in una piccola band, le fa ascoltare le registrazioni delle sue esercitazioni musicali e le insegna anche a ballare, vincendo ben presto la timidezza e la diffidenza della ragazza, che, travolta dalla piega imprevista degli eventi, stenta quasi a credere a quello che le sta accadendo: ha trovato finalmente un lavoro, un amico, una vita normale. Poi, però, dopo pochi giorni, il gestore del forno la sostituisce improvvisamente con suo figlio e la licenzia: non le chiude del tutto, però, le porte in faccia, perchè le promette che, appena si libererà un altro posto, la assumerà immediatamente. Ma a Rosetta non basta, pretende un "lavoro vero". Quando Riquet cade nelle acque del fiume, lei vorrebbe lasciarlo annegare: l'esitazione è segnale evidente della sua disperazione e pur decidendo alla fine di soccorrerlo, salvandogli la vita, denuncia ugualmente le sue truffe al padrone del forno. Stavolta è Riquet, furibondo per essere stato tradito, a venire cacciato dal lavoro ed è Rosetta a prendere il suo posto. ESPANDI +
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14 aprile 2012 Opinione di Mulligan71 su "Rosetta"
La rabbia di Emilie Duquenne è la rabbia dei nostri giorni. Il suo sguardo dolce e determinato rimarrà per sempre nella storia del Cinema. Non solo in quello livido, metropolitano, grigio e pulsante dei cineasti belgi, da sempre sinonimo di cinema civile e senza via di scampo. La camera pedina, impietosa, vortica, è un cuore che pulsa di disperazione, fino alle lacrime finali. Necessario, ancora oggi.
voto al film: 
15 giugno 2011 Opinione di FABIO1971 su "Rosetta"
"Ti chiami Rosetta. Io mi chiamo Rosetta. Tu hai trovato un lavoro. Io ho trovato un lavoro. Tu hai trovato un amico. Io ho trovato un amico. Tu hai una vita normale. Io ho una vita normale. Tu non finirai in un buco nero. Io non finirò in un buco nero. Buonanotte. Buonanotte". [Émilie Dequenne] Rosetta (Émilie Dequenne) ha perso il lavoro ed è disperata: i brevi, incalzanti piani sequenza con la macchina da presa a spalla dell'incipit la seguono mentre,...
voto al film: 
11 gennaio 2011 Opinione di bradipo68 su "Rosetta"
Questa opera seconda dei Dardenne per me è stata una folgorazione.Ancora non conoscevo il loro primo film,La promesse,ma quella sera in un festival estivo,nella sala semivuota ,ebbi la netta sensazione di aver appena visto un film che non avrei dimenticato tanto facilmente.Un cinema stilisticamente puro,con la macchina da presa a spalla che segue a pochi centimetri di distanza tutti i mesti rituali di Rosetta per cercare di collezionare pranzo e cena:i pesci che cerca di pescare nel...
voto al film: 
6 novembre 2010 Opinione di fox1969 su "Rosetta"
Finalmente mi trovo innanzi ad un piccolo capolavoro dove tutte le caratteristiche indispensabili a creare la differenza di un bel film vengono curate, rispettate e bilanciate. La bellissima interpretazione della protagonista si fonde ad una bella sceneggiatura, il tutto espresso con tecniche particolari di ripresa e montaggio.
voto al film: 
29 marzo 2010 Opinione di il melandri su "Rosetta"
Rosetta è una ragazza che conduce, suo malgrado, una vita ai margini, alloggiata in un campeggio, ha una madre alcolizzata a carico, corre per tutto il film, inseguita da vicino dalla camera, per trovare una vita normale, un lavoro normale, un riscatto dal degrado che circonda la sua esistenza. La disperazione la porta a superare i limiti, a fare il gioco sporco, a tradire l'unica persona che la vuole aiutare. Ammetto che verso i fratelli Dardenne, dopo avere visto L'enfant (tematiche...
voto al film: 
20 marzo 2010 Opinione di supadany su "Rosetta"
VOTO : 7. Quando lo vidi per la prima volta, non mi entrò nel cuore, ma probabilmente lo avevo visto nel momento sbagliato. In seguito a numerose recensioni positive, decisi di rivedermelo con maggiore attenzione ed il risultato è stato completamente diverso. Il cinema dei Dardenne, in questo caso ,come quasi sempre, è estremamente rigoroso e con un'obiettivo ben preciso, ovvero rappresentare il mondo reale, non quello che vediamo al telegiornale, e fanno di tutto per...
voto al film: 
25 ottobre 2009 Opinione di Peppe Comune su "Rosetta"
Rosetta è una disadattata sociale. Vive in una roulotte insieme alla madre alcolizzata. L'unica cosa che gli darebbe la sensazione di avere una "vita normale"sarebbe un lavoro. Arriva al punto di denunciare l'unica persona che gli si è mostrato amico "disinteressato" pur di mantenerlo.Ma poi si pente e lascia l'impiego che con tanta fatica era riuscita ad ottenere . A questo punto vorrebbe farla finita del tutto. I fratelli Dardenne seguono con la macchina da presa...
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16 febbraio 2009 Opinione di alexscorpio su "Rosetta"
Uno dei film più noiosi che abbia mai visto , non è sicuramente il mio genere , ma mi sono annoiato da morire.
voto al film: 
17 gennaio 2009 Opinione di sasso67 su "Rosetta"
La camera a spalla sta talmente addosso ai personaggi - specialmente a Rosetta - da andarci spesso, volutamente, a sbattere contro. E' il cinema dei Dardenne: la loro intenzione è, appunto, quella di farci sbattere il muso contro situazioni che vogliamo rimuovere dalla nostra vita quotidiana, contro personaggi, come Rosetta, che hanno il terrore di essere espulsi ed emarginati dalla società. Rosetta, in questo senso, è tutti noi, perché mira ad essere una tessera del mosaico umano che...
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