Opinioni del pubblico su Tra(sgre)dire
Con Yuliya Mayarchuk, Jarno Berardi, Francesca Nunzi, Vittorio Attene
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Tra(sgre)dire (2000)
30 giugno 2009 Opinione di solerosso82 su "Tra(sgre)dire"
Il gioco di parola del titolo è la metafora stessa del film: tradire, nel rapporto di coppia, è la massima trasgressione. La donna è rappresentata un po' puttana e traditrice, ma non per questo causa di fobie misogene: anzi più lo fa, più diventa irresistibile. Brass "non tra(sgre)disce" di certo le sue ossessioni anali e voyeuriste, con primi e primissimi piani senza sosta e gli immancabili giochi con gli specchi. Sempre più desideroso di porno, arriva a un passo dalla vetta, senza mai "toccarla" (nel suo piccolo cameo, in realtà tocca a fondo..), limitandosi soltanto a esibire...
voto al film: 
1 ottobre 2011 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Tra(sgre)dire"
I sensi di colpa nei rapporti sentimentali di una ventenne...Tinto Brass riprende in mano una trama simile a quella di uno dei suoi primi lavori erotici (NEROSUBIANCO) e utilizza un titolo che vuole essere una metafora del senso di trasgressione derivato dal tradimento. Idea intelligente ma risultati alternanti. Non un brutto film ma avrebbe potuto essere migliore. Quasi sufficiente. 2 stellette e mezzo!!!
voto al film: 
30 giugno 2009 Opinione di solerosso82 su "Tra(sgre)dire"
Il gioco di parola del titolo è la metafora stessa del film: tradire, nel rapporto di coppia, è la massima trasgressione. La donna è rappresentata un po' puttana e traditrice, ma non per questo causa di fobie misogene: anzi più lo fa, più diventa irresistibile. Brass "non tra(sgre)disce" di certo le sue ossessioni anali e voyeuriste, con primi e primissimi piani senza sosta e gli immancabili giochi con gli specchi. Sempre più desideroso di porno, arriva a un passo dalla vetta, senza...
voto al film: 
13 aprile 2009 Opinione di Roller su "Tra(sgre)dire"
Ci sono due motivi per vedere Tra(sgre)dire, uno è la splendida Yuliya Mayarchuk, una delle scoperte migliori di Brass negli ultimi anni, e l'altro è l'aspetto saffico, molto più presente. La Mayarchuck appare quasi sempre nuda, eppure una delle scene più erotiche e quando si veste per andare alla festa. Brass fa sempre lo stesso film da anni, cambiando solo la protagonista, ma ormai è rimasto l'unico nel genere.
voto al film: 
21 maggio 2008 Opinione di mm40 su "Tra(sgre)dire"
Storiella a discreto tasso erotico, condita con i consueti ingredienti alla Brass: voyeurismo, culone e cazzi in tiro, perenne brama di sesso, misoginia e quant'altro. Le donne di Brass non chiedono altro agli uomini che essere soddisfatte sessualmente: questo il limite e questa la grandiosità delle trame dei suoi film. Comparsata dello stesso regista, che masturba la protagonista per un po' e poi sparisce dal film.
voto al film: 
8 marzo 2008 Opinione di kotrab su "Tra(sgre)dire"
Che rabbia sapere che Brass ha collaborato con gente come Roberto Rossellini e Joris Ivens e vedere una stronzata del genere: Tinto è ormai sempre uguale spiccicato a se stesso, ripetitivo senza un guizzo di elaborazione stilistico-intellettuale: ha completamente frainteso la celebre frase di Fellini sui grandi registi che in quanto tali fanno sempre lo stesso film. 2
voto al film: 
14 luglio 2006 Opinione di columbiatristar su "Tra(sgre)dire"
Oh..il nuovo film di Tinto Brass.. due secondi dopo l'inizio ci si chiede.. ma è TRA(SGRE)DIRE o MONELLA o LA CHIAVE o FALLO! o chissà quale altra cavolata dei suoi "film" (film...ah ah ah! che parolona... uno sprecato ammasso di pellicola direi) non importa, non fà differenza..sono tutti uguali! Stavolta abbondano degli orrendi falli finti che sono un pugno in un occhio..ma che tristezza... l'unica scena che stavolta suscita un minimi di interesse (anche se si tratta dell ennesimo...
voto al film: 
19 agosto 2005 Opinione di mpingitore su "Tra(sgre)dire"
cosa dire,è l'opera di un vero genio,un capolavoro che esprime appieno la leggerezza della vita e la nuda realtà del peso del piacere.disinvolto,malizioso ed estremamente vivo e reale,il caro signor Brass merita con questo film un posto tra le stelle dell'universo cinematografico mondiale vicino a registi del calibo di Stanley Kubrick ed Alfred Hitchcock.Mai è stata fatta vedere una miscela così ben riuscita di verità e realtà trattata con tale maestria e sottile delicatezza,senz'ombra...
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28 aprile 2005 Opinione di willow77 su "Tra(sgre)dire"
il film e' brutto!ma lei quanto e' bonaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
voto al film: 
29 dicembre 2004 Opinione di Ramito su "Tra(sgre)dire"
Yuliya è un bel vedere... sarebbe stato più onesto farcela guardare in santa pace per 90 minuti senza altri ridicoli condimenti
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3 dicembre 2004 Opinione di IGLI su "Tra(sgre)dire"
Non lontano dai 70 anni T. Brass continua a trastullarsi – con visibilità e incassi sempre più ridotti – lungo il confine scivoloso del pornocinema tra hard e soft, ribadendo la sua fede in una visione solare e gioiosa del sesso. Lo fa molto a parole, quasi per nulla nel racconto e nelle sue immagini.
voto al film: 
6 agosto 2003 Opinione di superficie 213 su "Tra(sgre)dire"
culo,tette,figa,culo,tette,figa,tette,culo... *
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28 gennaio 2003 Opinione di Marcello_Menna su "Tra(sgre)dire"
Tradite la critica "buone maniere" vedendo: "Tra(sgre)dire", di Tinto Brass, un selvatico di vecchia data. Ne ha detto per esempio Pietrangelo Buttafuoco, (il Giornale, 30/1/2000), pag 1: "Sbaglia il senatore Michele Bonatesta (An) a chiedere che venga rimosso da tutti i cartelloni pubblicitari il fantastico sedere della Mayarchuk, la nuova stella di Tinto Brass, protagonista di "Tra(sgre)dire". Il culo di quella ragazza è l'ultimo avamposto da dove fronteggiare la banalità del vizio. E'...
voto al film: 
24 luglio 2002 Opinione di KAMAN su "Tra(sgre)dire"
L’idea di analizzare il rapporto di coppia e i suoi piccoli intrighi, fatti di bugie e di gelosie, e di gioie e sesso, non sarà originale ma potrebbe divenire interessante se rappresentata con occhio critico e, perché no, malizioso (Brass?). Purtroppo tutta l’operazione si ferma alle sole parole, il concetto reso meglio sta nel gioco di parole del titolo; per quanto riguarda il racconto e le immagini, il regista copia se stesso. N’esce un film misero e volutamente...
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