Accordi & disaccordi (1999)
Con Anthony La Paglia, Sean Penn, Samantha Morton, Gretchen Mol
La trama
Un omaggio affettuoso e tenero agli artisti dimenticati.
Anni '30. Emmet Ray, chitarrista jazz di scarsa fama, percorre in lungo e in largo gli Stati Uniti con la convinzione di essere secondo solo a Django Reinhardt. Nella sua vita appare una lavandaia muta che si innamora di lui, ma c'è posto anche per una scrittrice conquistata dalla sua brusca personalità.
Woody Allen - che si diverte a intervallare la sua opera intervenendo di persona, a tutto schermo - è anche un musicista, nonché cultore di jazz. Il suo è un omaggio affettuoso e pungente agli artisti dimenticati. "Dolce" come la struggente "Sweet Sue, Just You"; e "ignobile", cinico («È il mio giorno libero: ne voglio una che parla!» urla Ray all'amico dopo aver constatato che la donna adescata per la serata è muta: una Samantha Morton che "ha alcune caratteristiche distintive di Harpo Marx"). Accompagnata da lussuosi camei (Uma Thurman, Anthony LaPaglia, Gretchen Mol, il regista John Waters), la ritrovata verve di Allen si consuma tra "Broadway Danny Rose" e "Pallottole su Broadway", ma con venature autunnali ancor più marcate
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 24/2000
Un omaggio affettuoso e tenero, a tratti pungente, agli artisti dimenticati e al jazz. Regia piena di verve di Allen, che compare nel ruolo di se stesso, un grande cast e piccoli e sontuosi camei
L'opinione più votata
Di versa88 scritta il 2011-07-06 18:28:23 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Un film che analizza la vita di un "comune" artista, definire comune un artista per me è un controsenso, diciamo che è un aggettivo per indicare un artista non pienamente affermato, e forse non pienamente apprezzato. Nella fattispecie il film narra le vicende amorose e lavorative di Emmet Ray, bravissimo chitarrista secondo solo a Django Reinhardt (secondo le parole dello stasso protagonista). Una figura inquieta, incapace di innamorarsi e di esprimere con le parole i suoi sentimenti verso il prossimo, capace solo di totalizzarsi con la sua musica. Un uomo simpatico e bizzarro come deve essere un artista che passa il tempo fissando i treni, sparando ai ratti nelle discariche e ubriacandosi mandando a rotoli serate e performance. Tra le relazioni con una donna muta e una scrittice in cerca di anormalità il film scorre veloce verso il finale...
Un bel film su come sono i veri artisti, imprevedibili, inconsapevoli e incompresi in molti loro aspetti, ma grazie a tutto questo geniali e fuori dal comune....viva gli artisti, soprattutto quelli invisibili.
- negative [3]
- sufficienti [2]
- positive [24]
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2011-07-06 18:28:23 Opinione di versa88 su "Accordi & disaccordi"
L'artista. Un film che analizza la vita di un "comune" artista, definire comune un artista per me è un controsenso, diciamo che è un aggettivo per indicare un artista non pienamente affermato, e forse non pienamente apprezzato. Nella fattispecie il film narra le vicende amorose e lavorative di Emmet Ray, bravissimo chitarrista secondo solo a Django Reinhardt (secondo le parole dello stasso protagonista). Una figura inquieta, incapace di innamorarsi e di esprimere con le...
voto al film: 
2011-05-24 15:25:26 Opinione di bellahenry su "Accordi & disaccordi"
un bellissimo omaggio al mondo del jazz che fu, fatto di geni,criminali e personaggi unici. è un finto documentario con esperti (tra cui allen si auto promuove) che raccontano le leggende del protagonista e un sempre spaziale Penn. bello,accattivante, particolare e sempre con il ritmo alto anche nei momenti più introspettivi...e con una colonna sonora bellissima, come siamo abituati. veramente un piccolo gioiellino.
voto al film: 
2010-12-06 23:48:10 Opinione di herzog73 su "Accordi & disaccordi"
ovviamente la trama non c'entra nulla con quanto scritto dal recensore di filmtv, il quale deve aver visto un altro film.
voto al film: 
2010-06-09 20:36:02 Opinione di jonas su "Accordi & disaccordi"
28° film di Allen. Mockumentary ambientato negli anni ’30, come già Zelig, ed espressione del profondo amore del regista per la musica jazz. Emmet Ray, chitarrista cinico e sgradevole, mal sopporta il ruolo di eterno secondo dopo Django Reinhardt (che, lungamente evocato, gli si materializza davanti nel momento meno opportuno e provoca un suo svenimento); tratta le donne come oggetti di piacere, ma troverà la sua nemesi. Vicenda agrodolce, che sfocia in una...
voto al film: 
2010-02-22 08:15:46 Opinione di luisasalvi su "Accordi & disaccordi"
Mi spiace, ultimo film che rivediamo di tutta la serie di Allen (una trentina), non ci è piaciuto. Noioso, forzato, troppo intellettuale, con pochi momenti vivi; e troppo preso da La strada: non lo solleva neppure il sospetto che sia una autoderisione del proprio egoismo di presunto artista al di sopra dell’etica, nel richiamarsi a Zampanò che ripete di essere un grande artista e si trascina la compagna muta sfruttandola o facendole doni come se fossero sostituti...
voto al film: 
2009-08-18 18:02:06 Opinione di supadany su "Accordi & disaccordi"
VOTO : 6/7. Non un capolavoro, ma un bell'affresco di Allen che omaggia la musica jazz che tanto ama. Un film un pò diverso rispetto al suo standard del periodo, ma è interessante anche perchè dimostra, per l'ennesima volta, che rimane uno dei pochi autori ad essere in grado di dirigere un film all'anno senza mai perdere la bussola. Il resto lo fanno gli attori e gli sfiziosi camei presenti qua e la.
voto al film: 
2009-04-12 12:39:19 Opinione di sasso67 su "Accordi & disaccordi"
Se è vero - come molti sostengono - che il cinema di Woody Allen procede sul doppio binario del comico e del patetico, "Accordi e disaccordi" è uno di quei film in cui meglio i due aspetti riescono a fondersi l'uno con l'altro. Per la verità, in questo film la comicità è presente poco o niente, ma il tono ironico che fa da cornice all'intera operazione è quello del miglior Woody, che qui rimanda a "Zelig" e a "Broadway Danny Rose", due delle sue migliori opere degli anni Ottanta. La...
voto al film: 
2008-12-23 18:56:51 Opinione di mm40 su "Accordi & disaccordi"
Un altro omaggio: alla musica, al jazz, all'artista dotato e sconosciuto, al contesto spaziotemporale dell'infanzia del regista ed infine, traslato attraverso il lavoro fatto per Zelig, alla biografia inventata (con gli inserti in stile documentario dello stesso Allen e di altri sedicenti esperti di Emmet Ray) alla Quarto potere. Il potere affabulatorio del regista newyorchese è grande ed il finale aperto è la migliore scelta possibile; Sean Penn è - manco a dirlo - bravissimo e sorprende...
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2008-12-22 18:11:07 Opinione di LorCio su "Accordi & disaccordi"
Sulla scia di “Zelig”, si è detto, nel suo indagare sulla vita fasulla di un personaggio verosimilmente irreale. Ma non è un accostamento azzeccatissimo, così come non lo è con “Prendi i soldi e scappa”. Se lì c’era quasi la simbiosi tra interprete e personaggio, una sorta di falsa autobiografia – meglio ancora un autoritratto traviato – mediante le quali Allen esorcizzava sé stesso per, citando Battiato, “capire meglio le mie radici”, qui si avverte maggiore distacco...
voto al film: 
2008-12-07 14:40:21 Opinione di bubuwest su "Accordi & disaccordi"
Una ballata sull'artista americano con una vena malinconica che diventa quasi "noia metafisica". Uno dei migliori tra gli ultimi film di Allen, con un grande Sean Penn (bravissimo nel rendere anche gli aspetti maniacali di Emmet Ray, come guardare i treni e sparare ai topi) e alcune scene di struggente poeticità come l'incontro tra il protagonista e la ragazza muta.
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [2]
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