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Accordi & disaccordi (1999)

[Sweet and Lowdown, USA 1999, Commedia, durata 92']   Regia di Woody Allen
Con Anthony La Paglia, Sean Penn, Samantha Morton, Gretchen Mol



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Accordi & disaccordi: forte
Ritmo ritmo in Accordi & disaccordi: presente
Impegno impegno in Accordi & disaccordi: assente
Tensione tensione in Accordi & disaccordi: assente
Erotismo erotismo in Accordi & disaccordi: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Accordi & disaccordi

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Accordi & disaccordi (voti: 62 media: 3,71) 62

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La trama

Un omaggio affettuoso e tenero agli artisti dimenticati.

Anni '30. Emmet Ray, chitarrista jazz di scarsa fama, percorre in lungo e in largo gli Stati Uniti con la convinzione di essere secondo solo a Django Reinhardt. Nella sua vita appare una lavandaia muta che si innamora di lui, ma c'è posto anche per una scrittrice conquistata dalla sua brusca personalità.  

Woody Allen - che si diverte a intervallare la sua opera intervenendo di persona, a tutto schermo - è anche un musicista, nonché cultore di jazz. Il suo è un omaggio affettuoso e pungente agli artisti dimenticati. "Dolce" come la struggente "Sweet Sue, Just You"; e "ignobile", cinico («È il mio giorno libero: ne voglio una che parla!» urla Ray all'amico dopo aver constatato che la donna adescata per la serata è muta: una Samantha Morton che "ha alcune caratteristiche distintive di Harpo Marx"). Accompagnata da lussuosi camei (Uma Thurman, Anthony LaPaglia, Gretchen Mol, il regista John Waters), la ritrovata verve di Allen si consuma tra "Broadway Danny Rose" e "Pallottole su Broadway", ma con venature autunnali ancor più marcate

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 24/2000

Un omaggio affettuoso e tenero, a tratti pungente, agli artisti dimenticati e al jazz. Regia piena di verve di Allen, che compare nel ruolo di se stesso, un grande cast e piccoli e sontuosi camei

Una biografia immaginaria. Woody Allen ci spiazza un’altra volta, zelighianamente. E bisogna ammettere che alla Mostra di Venezia del ’99 dove il film fu presentato, non furono in pochi a cadere nel tranello... Infatti: chi è(ra) Emmet Ray? Un chitarrista jazz di scarsa fama che salì brevemente alla ribalta alla fine degli anni ’30. Ray (un magnifico Sean Penn, forse l’unico attore americano, oggi, a calarsi con fantasioso realismo in ogni ruolo) era considerato il numero due dopo “quello zingaro che sta a Parigi”, vale a dire Django Reinhardt; e gli appassionati di jazz. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di versa88 scritta il 2011-07-06 18:28:23 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

L'artista.
Un film che analizza la vita di un "comune" artista, definire comune un artista per me è un controsenso, diciamo che è un aggettivo per indicare un artista non pienamente affermato, e forse non pienamente apprezzato. Nella fattispecie il film narra le vicende amorose e lavorative di Emmet Ray, bravissimo chitarrista secondo solo a Django Reinhardt (secondo le parole dello stasso protagonista). Una figura inquieta, incapace di innamorarsi e di esprimere con le parole i suoi sentimenti verso il prossimo, capace solo di totalizzarsi con la sua musica. Un uomo simpatico e bizzarro come deve essere un artista che passa il tempo fissando i treni, sparando ai ratti nelle discariche e ubriacandosi mandando a rotoli serate e performance. Tra le relazioni con una donna muta e una scrittice in cerca di anormalità il film scorre veloce verso il finale...
Un bel film su come sono i veri artisti, imprevedibili, inconsapevoli e incompresi in molti loro aspetti, ma grazie a tutto questo geniali e fuori dal comune....viva gli artisti, soprattutto quelli invisibili.
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SI

Opinioni su Accordi & disaccordi


2011-07-06 18:28:23 Opinione di versa88 su "Accordi & disaccordi"
versa88

L'artista. Un film che analizza la vita di un "comune" artista, definire comune un artista per me è un controsenso, diciamo che è un aggettivo per indicare un artista non pienamente affermato, e forse non pienamente apprezzato. Nella fattispecie il film narra le vicende amorose e lavorative di Emmet Ray, bravissimo chitarrista secondo solo a Django Reinhardt (secondo le parole dello stasso protagonista). Una figura inquieta, incapace di innamorarsi e di esprimere con le...

voto al film: versa88 assegna il voto buono a Accordi & disaccordi (1999)

nessun commento
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2011-05-24 15:25:26 Opinione di bellahenry su "Accordi & disaccordi"
bellahenry

un bellissimo omaggio al mondo del jazz che fu, fatto di geni,criminali e personaggi unici. è un finto documentario con esperti (tra cui allen si auto promuove) che raccontano le leggende del protagonista e un sempre spaziale Penn. bello,accattivante, particolare e sempre con il ritmo alto anche nei momenti più introspettivi...e con una colonna sonora bellissima, come siamo abituati. veramente un piccolo gioiellino.

voto al film: bellahenry assegna il voto buono a Accordi & disaccordi (1999)

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2010-12-06 23:48:10 Opinione di herzog73 su "Accordi & disaccordi"
herzog73

ovviamente la trama non c'entra nulla con quanto scritto dal recensore di filmtv, il quale deve aver visto un altro film.

voto al film: herzog73 assegna il voto ottimo a Accordi & disaccordi (1999)


2010-06-09 20:36:02 Opinione di jonas su "Accordi & disaccordi"
jonas

28° film di Allen. Mockumentary ambientato negli anni ’30, come già Zelig, ed espressione del profondo amore del regista per la musica jazz. Emmet Ray, chitarrista cinico e sgradevole, mal sopporta il ruolo di eterno secondo dopo Django Reinhardt (che, lungamente evocato, gli si materializza davanti nel momento meno opportuno e provoca un suo svenimento); tratta le donne come oggetti di piacere, ma troverà la sua nemesi. Vicenda agrodolce, che sfocia in una...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Accordi & disaccordi (1999)

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2010-02-22 08:15:46 Opinione di luisasalvi su "Accordi & disaccordi"
luisasalvi

Mi spiace, ultimo film che rivediamo di tutta la serie di Allen (una trentina), non ci è piaciuto. Noioso, forzato, troppo intellettuale, con pochi momenti vivi; e troppo preso da La strada: non lo solleva neppure il sospetto che sia una autoderisione del proprio egoismo di presunto artista al di sopra dell’etica, nel  richiamarsi a Zampanò che ripete di essere un grande artista e si trascina la compagna muta sfruttandola o facendole doni come se fossero sostituti...

voto al film: luisasalvi assegna il voto sufficiente a Accordi & disaccordi (1999)


2009-08-18 18:02:06 Opinione di supadany su "Accordi & disaccordi"
supadany

VOTO : 6/7. Non un capolavoro, ma un bell'affresco di Allen che omaggia la musica jazz che tanto ama. Un film un pò diverso rispetto al suo standard del periodo, ma è interessante anche perchè dimostra, per l'ennesima volta, che rimane uno dei pochi autori ad essere in grado di dirigere un film all'anno senza mai perdere la bussola. Il resto lo fanno gli attori e gli sfiziosi camei presenti qua e la.

voto al film: supadany assegna il voto buono a Accordi & disaccordi (1999)

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2009-04-12 12:39:19 Opinione di sasso67 su "Accordi & disaccordi"
sasso67

Se è vero - come molti sostengono - che il cinema di Woody Allen procede sul doppio binario del comico e del patetico, "Accordi e disaccordi" è uno di quei film in cui meglio i due aspetti riescono a fondersi l'uno con l'altro. Per la verità, in questo film la comicità è presente poco o niente, ma il tono ironico che fa da cornice all'intera operazione è quello del miglior Woody, che qui rimanda a "Zelig" e a "Broadway Danny Rose", due delle sue migliori opere degli anni Ottanta. La...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Accordi & disaccordi (1999)


2008-12-23 18:56:51 Opinione di mm40 su "Accordi & disaccordi"
mm40

Un altro omaggio: alla musica, al jazz, all'artista dotato e sconosciuto, al contesto spaziotemporale dell'infanzia del regista ed infine, traslato attraverso il lavoro fatto per Zelig, alla biografia inventata (con gli inserti in stile documentario dello stesso Allen e di altri sedicenti esperti di Emmet Ray) alla Quarto potere. Il potere affabulatorio del regista newyorchese è grande ed il finale aperto è la migliore scelta possibile; Sean Penn è - manco a dirlo - bravissimo e sorprende...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Accordi & disaccordi (1999)



2008-12-22 18:11:07 Opinione di LorCio su "Accordi & disaccordi"
LorCio

Sulla scia di “Zelig”, si è detto, nel suo indagare sulla vita fasulla di un personaggio verosimilmente irreale. Ma non è un accostamento azzeccatissimo, così come non lo è con “Prendi i soldi e scappa”. Se lì c’era quasi la simbiosi tra interprete e personaggio, una sorta di falsa autobiografia – meglio ancora un autoritratto traviato – mediante le quali Allen esorcizzava sé stesso per, citando Battiato, “capire meglio le mie radici”, qui si avverte maggiore distacco...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Accordi & disaccordi (1999)

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2008-12-07 14:40:21 Opinione di bubuwest su "Accordi & disaccordi"
bubuwest

Una ballata sull'artista americano con una vena malinconica che diventa quasi "noia metafisica". Uno dei migliori tra gli ultimi film di Allen, con un grande Sean Penn (bravissimo nel rendere anche gli aspetti maniacali di Emmet Ray, come guardare i treni e sparare ai topi) e alcune scene di struggente poeticità come l'incontro tra il protagonista e la ragazza muta.

voto al film: bubuwest assegna il voto buono a Accordi & disaccordi (1999)




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